Quando cambia il vento
Corriere della Sera - Cultura

Quando cambia il vento

Giovedì 17 settembre 2026
1 visualizzazione

Bollo auto, tutte le novità: chi non paga e da quando. Ecco i modelli di auto e moto esentati

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Quando cambia il vento

di Maria Angela Robustelli

L’inizio di una nuova stagione ci sorprende sempre pieni di aspettative e di quell’inspiegabile entusiasmo da scolaretti, fatto di eccitazione e paura infantile il primo giorno di scuola, quando sin da bambini eravamo chiamati a mettere piede nel mondo, mostrando agli altri la nostra immagine più accettabile, quella che viene prima del riflesso nello specchio, l’immagine che avremmo voluto gli altri avessero di noi; quella della nostra essenza, tesoro di stupore sottochiave, che anche col passare del tempo, continuiamo a custodire nei nostri occhi seppur mettendola a fuoco a intermittenza per tutta una vita.
E in questi giorni che ci accompagnano mano nella mano verso l’autunno, proprio come facevano i nostri genitori fuori dalla scuola, il suono sordo e caldo del mio chime acchiappavento balinese - una specie di marimba xilofono fatto di cocco e bambù, che pende dalla piccola pianta di limoni che ho sul balcone - mi riporta a quella preziosa e amabile me, che vincerà gli ostacoli, guadagnerà più soldi, si iscriverà in palestra e che finalmente, una sera tornata a casa, levandosi le scarpe, sentirà che tutto è andato liscio come doveva andare. E che per la prima volta, guardandosi allo specchio, si riconoscerà. Mi sentivo piena di qualcosa che non sapevo cosa fosse.


Forse un rigurgito di ottimismo più simile a un’eruzione cutanea, un fecondo bombardamento ormonale che come quella campana a vento, scacciava la mia angoscia precoce per lo spauracchio incombente della pre-menopausa, o più semplicemente, era l’avvicinarsi del giorno in cui avrei spento le mie anta e passa candeline, a farmi sentire diversa, ferma davanti a uno specchio, ma guardando indietro, in un’altra direzione.
Mentre attraversavo senza fretta, al calare del bagliore crepuscolare appena illuminato dai lampioni, Piazza del Gesù Nuovo, che sembrava essersi risvegliata dopo una lunga siesta estiva, come a ribadirmi che la pacchia era finita, arrivata in prossimità della chiesa, prima di proseguire per Spaccanapoli, come catturata dal settecentesco bugnato in pietra della facciata a punta di diamante - secondo alcune leggende e studi più recenti, composta da simboli magici o addirittura dalle note misteriose di uno spartito musicale - vengo richiamata ad entrare nel vestibolo, guidata dalle ultime battute delle prove di un coro.
Seduta su un banco defilato, in quello splendore senza tempo immerso in una musica celestiale di voci umane, mi sento sussurrare alle spalle, in una pausa, Ciao, io sono Lorenzo.
Magistrato napoletano di cinquantatré anni portati ancora con l’entusiasmo di un ragazzino dagli occhi azzurri pieni di vita. Nato a Vico Equense e cresciuto a Sorrento a contatto con la natura. Aveva iniziato a cantare in quel coro nel periodo Covid, spinto dalla sua grande passione per la musica classica e da una profonda fede ritrovata, grazie allo scambio illuminante con un padre gesuita durante un viaggio a San Pietroburgo.
Si definisce un uomo libero, dedito al Diritto come strumento per aiutare gli altri e vincere il conflitto, Che sto molto attento a rifuggire nelle cose di tutti i giorni, praticando la gratitudine, mi dice, Nella vita ho cambiato mille volte direzione, rifiutando ogni forma di etichetta, categoria o schema prestabilito. Sposato, divorziato, con una figlia di vent’anni che vive e viaggia con lui, condividendo insieme la passione per il Teatro.
Il sesso è sempre stata la mia espressione massima di libertà. Quando dopo un lungo percorso a ostacoli sono riuscito a farla venire a vivere con me, mia figlia aveva sette anni e non le ho spiegato che Marco era il mio nuovo compagno, continua, l’abbiamo semplicemente vissuto insieme con amore e scoperta padre-figlia.
Lorenzo mi racconta che all’asilo si innamorò della piccola Lucia ma che l’amore profondo è arrivato a vent’anni, per il suo compagno di università francese, che gli faceva battere il cuore così forte da non essere riuscito a dargli mai neanche un bacio.
Poi ho studiato, scopato e amato tanto, continua a raccontarmi sottovoce nel silenzio della chiesa, Se mi guardo indietro, le donne e gli uomini che hanno fatto parte della mia vita erano delle menti che non conoscevano il limite gretto dello stigma sociale e oggi fanno parte della mia essenza, come tutti i sacrifici, le gioie e i dolori.
Dopo queste parole, Lorenzo fu richiamato in prova e mi sorrise congedandosi. Fu allora che mi tornò in mente, Marina Abramovic e il suo Walking Backwards with a Mirror (Camminare all’indietro con uno specchio), una delle carte contenute nel suo celebre The Abramovic Method Instruction Cards, scritto insieme a Akiko Miki e pubblicata da Laurence King nel 2009. Un’opera vademecum su come andare avanti guardando indietro e sul potere della consapevolezza del momento presente, in cui la grande artista visionaria ci invita a camminare all’indietro per almeno tre ore senza interruzioni, - per superare la barriera iniziale della resistenza fisica e mentale ed entrare in uno stato di presenza totale - orientandosi solo con uno specchio. Un’azione che capovolge la prospettiva e trasforma l’imperscrutabilità del cambiamento in un’occasione di profonda scoperta di sé. Avanzare verso l’ignoto guardando ciò che ci lasciamo alle spalle, ciò che siamo stati fino a qui, mi aveva detto Lorenzo quando gli avevo chiesto se avesse paura del cambiamento, Ci spoglia dagli automatismi, costringendoci a ritrovare il nostro centro.
Ed era proprio nell’incertezza del mio passo quella sera, ritornando a casa, che sentivo di riconoscermi davvero, riscoprendomi consapevole di non poter controllare il futuro ma di poter vivere pienamente il presente.

Vai a tutte le notizie di Napoli

17 settembre 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Incendi in Costiera amalfitana e in Penisola, fiamme intorno ad Agerola

Un video girato dai cittadini mostra la minaccia delle lingue di fuoco

Hai una storia da segnalare sul tuo territorio?

ScriviciIscriviti alla newsletter

Corriere del Mezzogiorno

Le news principali sul Mezzogiorno
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo