Pippo Pelo: «A "Facciamo Candy Candy" telefonavano futuri vip, da Max Pezzali a Simona Ventura. E Tiziano da Latina era Tiziano Ferro»
Il popolare conduttore compie 60 anni e rievoca gli anni d'oro della radio: «Mamma detestava il mio programma "eroticomico"e fu Renzo Arbore a fargli cambiare idea. Feci uno scherzo a Toto Cotugno e rischiai di essere picchiato»
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Pippo Pelo: «A "Facciamo Candy Candy" telefonavano futuri vip, da Max Pezzali a Simona Ventura. E Tiziano da Latina era Tiziano Ferro»
di Gabriele BojanoIl popolare conduttore compie 60 anni e rievoca gli anni d'oro della radio: «Mamma detestava il mio programma "eroticomico"e fu Renzo Arbore a fargli cambiare idea. Feci uno scherzo a Toto Cotugno e rischiai di essere picchiato»
Pippo Pelo con la Grolla d'Oro che ha vinto nel 2009 con il programma «Pelo e contropelo»
Ridendo e scherzando anche Pippo Pelo ha tagliato il traguardo dei 60 anni. Un compleanno a cifra tonda quello di ieri per il popolare conduttore di Radio Kiss Kiss (all’anagrafe Cesare Falcone) che dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 9, conduce con Adriana Petro il Pippo Pelo Show, seguito ogni giorno in tutt’Italia da centinaia di migliaia di ascoltatori. Inevitabile che la giornata di ieri sia trascorsa ringraziando per i numerosissimi messaggi di auguri. Tra gli altri si sono fatti vivi Giorgia, Sabrina Salerno, Giusy Ferreri, Giulio Golia, Caterina Balivo, Rossella Erra.
Come affronta un eterno Peter Pan un’età in cui si è già da tempo responsabilmente adulti?
«Frequentando soprattutto persone più giovani che guardano alla vita con curiosità e speranza per il futuro. Troppo spesso i miei coetanei evidenziano della vita soltanto gli aspetti più problematici».
Ma i 60 anni pesano di più a Cesare Falcone o a Pippo Pelo?
«A Cesare Falcone pesano zero, non mi fa paura né il numero né l’idea. A Pippo Pelo pesa il timore che agli altri possa pesare che lui abbia 60 anni. Oggi sui social si usano con troppa disinvoltura parole come “vecchio” o espressioni tipo “largo ai giovani”, ma fino ad oggi, grazie a Dio, a me non è mai accaduto».
Riavvolgiamo il nastro della memoria e andiamo a ritroso nel tempo. Anno 1993.
«Un anno fantastico, l’anno di Facciamo Candy Candy, la trasmissione “eroticomica” in onda dal lunedì al venerdì, da mezzanotte alle tre, su Radio Kiss Kiss dove con 36 anni di ininterrotta attività sono tuttora il conduttore più longevo. Era il periodo del karaoke di Fiorello, la gente voleva essere protagonista e pensai che non potendo far cantare anche noi gli ascoltatori ci restava solo farli recitare in un modo diverso, coinvolgendoli in un divertente e fantasioso pornofilm radiofonico».
Li sottoponevate a veri e propri casting?
«Certo, l’obiettivo finale era trovare i due protagonisti, maschile e femminile, della storia hard che ci inventavamo ogni sera».
Il successo fu travolgente, i centralini impazzivano e tutti si prestavano a partecipare. Anche persone che poi sarebbero diventate star della musica e della tv.
«L’ho scoperto dai diretti interessati qualche anno dopo... ad esempio un tal Tiziano da Latina che chiamava ogni sera, la nostra persecuzione...era nientemeno Tiziano Ferro».
Altri vip in incognito?
«Sempre qualche anno dopo ho saputo, perché me lo hanno rivelato loro, che hanno giocato con noi Alex Britti, Max Pezzali, Francesco Renga, Luisa Corna, Giuliano Sangiorgi. Hanno interpretato i nostri irreali «attori porno» anche Simona Ventura, Alberto Castagna, Albertino e tanti altri».
Fu tale il successo del programma che all'epoca ne scrissero anche autorevoli commentatori su quotidiani nazionali.
«Su Repubblica si occupò di noi persino Furio Colombo, un articolo dal titolo “La radio che non ti aspetti” in cui tra l’altro osservò che riuscivo a far dire cose inenarrabili agli ascoltatori senza mai intaccare la mia immagine. E poi Beniamino Placido, Giampiero Mughini, Aldo Grasso. All'epoca fu anche l’unica volta che ricevetti un premio aziendale per il record di ascolti, mi dissero: scegliti un viaggio e vai dove vuoi nel mondo. E io da ingenuo ragazzotto di provincia scelsi una settimana a Palinuro».
All’apice del successo il programma però chiuse i battenti.
«Era il 2001 e sul più bello decidemmo di lasciare facendo nostro l’insegnamento di Renzo Arbore: quando hai successo abbi il coraggio di mollare tutto e inventati altre cose».
Ma c’era qualcuno che all’epoca non gradiva la trasmissione “eroticomica”?
«Sì, mia madre. Una sera era nella pizzeria di mio fratello Maurizio con alcune colleghe insegnanti e c’era la radio accesa sintonizzata su Facciamo Candy Candy. Appena sentì quello che dicevamo si alzò e rivolgendosi a Maurizio: “spegni subito quella radio e dici a tuo fratello che non si presentasse a casa che lo sbatto fuori”. Poi sul mio lavoro ha cambiato idea la sera che, assistendo a uno spettacolo che presentavo, si trovò seduta in prima fila accanto a Renzo Arbore che le disse: “suo figlio è un talento”».
E a proposito di talenti, quanti ne ha scoperti nelle sue incursioni radiofoniche?
«Gigi & Ross, che non perdono mai occasione per citarmi o invitarmi nei loro programmi, sono rimasti amici veri come Antonio e Michele, i Ditelo Voi, Sergio Friscia, Rosalia Porcaro e Virginia Raffaele che conobbi ai tempi del trio di cui faceva parte, Due Interi e un Ridotto».
Pippo Pelo è anche re degli scherzi, telefonici e non, che di recente ha ripreso a fare. Ce ne racconta qualcuno?
«Ne ho fatti tantissimi, ma sempre corretti. Se avevo solo percezione che la vittima potesse avere paura o una reazione scomposta preferivo rinunciare. Una volta ho temuto di essere picchiato da Toto Cotugno: all’epoca collaboravo a Scherzi a parte, eravamo nella sede di Milano della radio e gli abbiamo fatto credere di stare in diretta con me. Lui si vantava dei successi discografici, dei concerti all’estero ed io apparivo scettico, lo smontavo. Ad un certo punto intervenne pure Mario Luzzatto Fegiz, storica firma del Corriere della Sera, con una stroncatura (falsa e falsamente pubblicata) del suo ultimo disco che io condivisi. Ancora un po’ e Toto mi metteva le mani addosso. E a proposito di cantanti, anni fa proposi agli ascoltatori la nuova canzone di Viola Valentino e per tutto il tempo del disco ci risi sopra. Lei s’arrabbiò e fece causa a Kiss Kiss. Poi si trovò l’accordo: per una settimana trasmettemmo i brani del suo album. Senza risate, ovvio».
Altri scherzi memorabili?
«Facemmo credere agli ascoltatori che se prendevano tutti i libri vecchi che avevano e li portavano in una qualsiasi libreria, avrebbero ricevuto il corrispettivo del peso in libri nuovi. Successe il putiferio e quando si capì che era uno scherzo architettato da noi le persone inferocite depositarono tutti i loro libri vecchi davanti all’ingresso della radio».
Ma qualche scherzo l’avrà anche subito?
«Una volta alla radio sistemarono i microfoni nascosti e mi fecero chiamare da tutti i dipendenti che mi rivelavano di aver ascoltato cose pesanti dette da altri sul mio conto. Era tutto falso ma mi arrabbiai molto».
Come ha trascorso il sessantesimo compleanno?
«Come sempre, circondato da fratelli e nipoti, siamo una bella famiglia affiatata e numerosa, e amici, tanti amici, ne ho parecchi perché l’amicizia è una delle cose che ho coltivato di più nella vita».
Come si immagina a 70 anni?
«Esattamente come adesso, mi auguro solo con pochi acciacchi in più».
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17 settembre 2026
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