L’assalto ai treni, l’ultima frontiera del caos turistico
Turismo di massa e ferrovie: quando i bagagli dei passeggeri rendono impossibile viaggiare
L’assalto ai treni, l’ultima frontiera del caos turistico
Ernesto Galli Della Loggia | 16 settembre 2026Turismo di massa e ferrovie: quando i bagagli dei passeggeri rendono impossibile viaggiare
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Il turismo sta devastando l’Italia: ma questa è una mia personalissima opinione che mi tengo per me. Sta devastando l’Italia anche se come tutti i fenomeni che comportano un giro imponente di soldi favorisce l’arricchimento di molti e un beneficio evidente per le casse dello Stato di cui non possiamo che essere tutti lieti.
Comunque, nell’attesa di portare a compimento l’operazione già così bene avviata di distruzione capillare di borghi e città illustri, di panorami famosi, ovvero di rendere impossibile l’accesso di musei, monumenti e cattedrali che fino a poco fa consideravamo a portata di una visita anche senza aver prenotato tre mesi prima, nell’attesa di tagliare questo traguardo, dicevo, il turismo si sta dedicando all’impresa di rendere impossibile i nostri viaggi in treno.
Impresa che si può considerare ormai quasi riuscita. Basta vedere quanto accade sulla famosa metropolitana dell’Italia Napoli-Milano con diramazioni Torino e Venezia. Qui ad ogni stazione il treno è preso d’assalto da torme di uomini e di gentili signore: i turisti, appunto. Perlopiù dotati di una certa stazza e abbigliati di maglietta e pantaloncini anche in inverno, i maschi si issano sulla porta dei vagoni cercando faticosamente di sollevare mostruosi bagagli. Non sono valigie, non sono bauli sia pure pachidermici, sono cassapanche, armadi interi, guardaroba completi per ogni stagione che con piglio da energumeni i suddetti cercano di fare entrare negli spazi lillipuziani concepiti per le misure così diverse degli italianuzzi e delle loro striminziate ventiquattr’ore. Ovvero di incastrare pericolosamente in bilico sopra le teste di preoccupati passeggeri. Ma spesso l’operazione non riesce, ed ecco allora i mostruosi bagagli fluttuare liberi e irrequieti sulle loro rotelle come grandi cetacei lungo le piattaforme e i corridoi dei vagoni.
Mi chiedo: ma i responsabili delle ferrovie italiane non viaggiano, non vedono, non si accorgono di nulla? E allora fare qualcosa no?
16 settembre 2026
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