Alla Meloni conviene tenersi la legge elettorale che c’è
Corriere della Sera - Cultura

Alla Meloni conviene tenersi la legge elettorale che c’è

Mercoledì 16 settembre 2026
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Il governo abolisce il bollo per auto di piccola e media potenza e per tutte le moto. Meloni: «Via una delle tasse più odiate»

A Meloni conviene tenersi la legge elettorale che c’è

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
questa legge elettorale favorisce davvero il centrodestra? Non può ugualmente favorire l’opposizione?
Gianpaolo Pirani
Milano

Il principio della stabilità si sta mangiando quello della rappresentanza, allontanandoci dalla Costituzione. Invece, credo sia da preferire un pareggio scelto dal popolo — con tutta la fatica di complicati governi tecnici — che una stabilità forzata da premi di maggioranza. Se il ricambio fluido del potere rallenta, la stabilità diventa stagnazione, dove marcisce la democrazia. Lei che ne pensa?
Massimo Marnetto

Cari lettori,
a me pare che con questa legge elettorale la maggioranza di governo si sia preparata un suicidio politico. Può accadere, soprattutto quando si tenta di farsi una legge su misura consultando freneticamente i sondaggi. Fino a qualche mese fa, mantenere i collegi uninominali avrebbe in effetti esposto Giorgia Meloni al rischio di un pareggio, con il centrodestra più forte al Nord e il centrosinistra egemone al Centro e competitivo al Sud. Il premio di maggioranza alla coalizione vincente che raggiunga il 42% appariva la soluzione più conveniente per la Meloni, certa di battere la Schlein o qualsiasi avversario, e di raggiungere la soglia. Ma nel frattempo è esploso Vannacci. Che nei sondaggi sfiora ormai l’8%, un punto sopra Forza Italia, due punti e mezzo sopra la Lega. Con la legge approvata l’altro ieri al Senato, che però dovrà ritornare alla Camera, la situazione per la Meloni si complica parecchio. In sintesi: se si allea con Vannacci, vince; se non si allea con Vannacci, perde. Perché è vero che moltissimi italiani non hanno un’opinione negativa del fascismo; però insomma qualche antifascista in giro c’è ancora.
Intendiamoci: non è che si vota su fascismo e antifascismo. Si vota sull’economia. Ma qui i risultati del governo non sono brillanti. L’Italia crescerà, se tutto va bene, dell’1 per cento; il che significa che, con l’inflazione per nulla domata, gli italiani si impoveriranno. Risultati del genere, dopo aver avuto a disposizione i 200 miliardi del Pnrr, sono deludenti. A questo punto, non avendo il ballottaggio, a Giorgia Meloni conviene tenersi la legge che c’è. Perché i collegi uninominali consentono di chiedere il voto utile: Vannacci non vincerà mai un collegio; la premier avrebbe buon gioco a dire, più o meno, «se proprio volete votare Vannacci potete farlo al proporzionale, ma nei collegi votate per noi, se non volete favorire la sinistra».

16 settembre 2026 ( modifica il 16 settembre 2026 | 18:59)

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