Il video ufficiale delle Olimpiadi «cancella» il quadro di Dino Buzzati che rappresenta il legame tra Milano e Cortina
Un anno dopo i Giochi del 1956 lo scrittore bellunese dipinse piazza Duomo in un quadro oggi in mostra al Palazzo Reale di Milano. Gli eredi avevano dato l'ok alle riprese ma nelle immagini ufficiali non c'è: «Siamo dispiaciuti»
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Il video ufficiale delle Olimpiadi «cancella» il quadro di Dino Buzzati che rappresenta il legame tra Milano e Cortina
di Francesco ChiamuleraUn anno dopo i Giochi del 1956 lo scrittore bellunese dipinse piazza Duomo in un quadro oggi in mostra al Palazzo Reale di Milano. Gli eredi avevano dato l'ok alle riprese ma nelle immagini ufficiali non c'è: «Siamo dispiaciuti»
Dino Buzzati, Piazza del Duomo di Milano, 1957
Grandi polemiche a mezzo social sulla telecronaca Rai della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. Lasciamo la tv pubblica a raccapezzarsi sul commento seguito da milioni di spettatori che dimenticava nomi di atleti e cantanti. C’è un’altra mancanza clamorosa, che pochi hanno notato perché pochi potevano conoscerne il retroscena, nell’inaugurazione olimpica di venerdì. La notizia è che, nei giorni scorsi, qualcuno nella regia della cerimonia ha scelto di «cancellare» Dino Buzzati. In che senso? È presto detto. La storia risale a qualche settimana fa, quando la troupe incaricata delle riprese per il video ufficiale olimpico, mostrato in mondovisione in apertura della cerimonia, e avente oggetto la qualità della vita italiana, è venuta in Ampezzo. A Cortina, dove si sono trattenuti per qualche giorno, hanno incontrato operatori turistici, malgari, guardiaparchi, boscaioli, ristoratori. Qualcosa, delle belle immagini girate, è finito poi nel video ufficiale.
Il quadro di Buzzati
Ma nessuno a Milano Cortina aveva fatto loro presente che esiste un quadro meraviglioso, e pure molto conosciuto: si tratta di «Piazza del Duomo di Milano», dipinto da Dino Buzzati nel 1957, all’indomani delle «altre» Olimpiadi. Molti lo volevano addirittura come immagine ufficiale di questi Giochi invernali: perché raffigura un duomo di Milano astrattamente trasformato, come in un sogno buzzatiano, in una montagna dolomitica. Le guglie della chiesa che diventano altrettante cengie, picchi, pinnacoli di roccia. La piazza che diventa un verde pascolo. Il regista olimpico, a gennaio, si innamora di questa storia. Si mette in contatto con gli eredi di Dino Buzzati. Che aprono le porte della casa milanese e fanno fare delle riprese al quadro. Il quale, ora, è in mostra a Palazzo Reale.
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Peccato che le riprese di quel dipinto, che più di tutti gli altri dice del legame tra Milano e Cortina, tra la redazione di via Solferino, dove il nostro Dino, pardon Drogo, consumava le proprie notti piene di vuoti e di rivelazioni, e le Dolomiti che Dino amava sopra a ogni cosa, alla fine nel video non ci sono entrate. Era tutto un gran tintinnare di forchette, e di immagini suggestive di alpeggi. Ma dello scrittore italiano e bellunese Buzzati, amato in tutto il mondo, nemmeno l’ombra. Zelda Buffoni e Lorenzo Viganò, rispettivamente vicepresidente e presidente della Fondazione Dino Buzzati, che raccoglie l’eredità dello scrittore, al Corriere dicono: «Siamo davvero molto dispiaciuti, dopo il lavoro che era stato fatto. Non capiamo le ragioni di questa scelta. Nessuno ce ne ha avvisati». Un piccolo mistero. Chissà se qualcuno se ne accorgerà. Chissà se qualcuno avrà voglia prima o poi di raccontarci com’è andata.
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8 febbraio 2026 ( modifica il 8 febbraio 2026 | 09:32)
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