Palazzo Forti risorge dall'oblio: l'ex galleria d'arte moderna era chiusa dal 2011. Intesa tra Comune e Fondazione Cariverona
L'annuncio: «Apertura stabile nel 2027». «Apeiron|Senza confini»: la mostra temporanea fino ad aprile
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Palazzo Forti risorge dall'oblio: l'ex galleria d'arte moderna era chiusa dal 2011. Intesa tra Comune e Fondazione Cariverona
di Camilla BertoniL'annuncio: «Apertura stabile nel 2027». «Apeiron|Senza confini»: la mostra temporanea fino ad aprile
«Riparare un torto attraverso un grande impegno, di tante persone e diversi settori del Comune che hanno lavorato a un progetto condiviso con Fondazione Cariverona». Sono all’unisono le parole della vicesindaca Barbara Bissoli, dell’assessora alla cultura Marta Ugolini e del presidente di Cariverona Bruno Giordano. Il «torto» - per Giordano un «peccato mortale» - è quello di aver venduto e poi chiuso per anni Palazzo Forti, fino al 2011 sede della Galleria d’Arte Moderna, «summa di storia veronese, dai romani ai giorni nostri» ha aggiunto Ugolini. Anni durante i quali si sono ammalorati gli impianti, ora da sostituire a un costo stimato tra un milione e mezzo e due.
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Apertura (per ora) temporanea
Sabato la riapertura festeggiata da moltissime persone: anche se temporanea, solo al sabato fino ad aprile (ingresso gratuito), con la mostra «Apeiron |Senza confini», a cura di Patrizia Nuzzo, responsabile della Gam, e di Isabella Brezigar, questa riapertura risponde, ha detto Ugolini, «a un impegno morale verso Verona». Donato da Achille Forti nel 1937 perché fosse museo d’arte moderna, insieme a molti altri beni per il suo mantenimento, inaugurato come tale nel 1938, velando il volto del donatore, ebreo, fu stabilmente Gam solo dal 1982, con la direzione di Giorgio Cortenova: nel 2010, con l’amministrazione Tosi, la vendita a Cariverona, ultimo e più grave sfregio.
Questo avveniva a dieci anni dal completamento dei suoi ventennali restauri - a spese del Comune, con tanto di caveau per la conservazione delle circa 1.500 opere della sua collezione - diretti da Libero Cecchini, come ha ricordato il figlio Vittorio. Fu deciso in fretta il trasferimento della Gam a Palazzo della Ragione, mancante di uffici, da fare, e depositi, rimasti a Palazzo Forti insieme ad opere inamovibili come quelle di Sol LeWitt.
Al Comune fino al 2030
Il palazzo è nelle disponibilità del Comune fino al 2030, «ma al Comune dovrebbe tornare in via definitiva», ha detto Vittorio Cecchini. Ed è il parere anche di Giordano che vorrebbe «riportare qui l’arte contemporanea, dando spazio alle collezioni cittadine per restituire il palazzo alla città, perché sia vivo e vissuto. La Gam andrebbe riportata qui: non importa di chi sia la proprietà fisica, Palazzo Forti è dei cittadini e ai cittadini deve ritornare. È ragionevole pensare che la riapertura stabile possa essere raggiunta, per gradi, nel 2027». «Siamo al lavoro - ha aggiunto Ugolini - per dare una veste giuridica duratura a questo progetto».
«Dopo le prove generali di riapertura a ottobre scorso in collaborazione con ArtVerona, ora si è scelto - ha spiegato Bissoli - di far raccontare al Palazzo se stesso attraverso una selezione di opere dalla sua collezione». «Da quindici anni - ha precisato Nuzzo - non veniva esposta: una ventina gli artisti di livello internazionale scelti, le loro opere messe in dialogo con le stanze e la loro storia. Professionisti che hanno collaborato a vario titolo alla vita del museo ogni sabato alle 11, dal 7 febbraio all’11 aprile, saranno le «Voci forti», tra storici dell’arte, docenti e architetti, che offriranno, a titolo volontario, la loro personale lettura della storia del palazzo, dei suoi restauri e del percorso espositivo» (incontri gratuiti, come le visite guidate delle 15, prenotazione obbligatoria: segreteriadidattica@comune.verona.it, telefono 045.8036353).
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2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 17:43)
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