L'attrice rodigina Maria Paiato è Riccardo III: «Da trent’anni sognavo di fare questo ruolo»
Corriere della Sera - Cultura

L'attrice rodigina Maria Paiato è Riccardo III: «Da trent’anni sognavo di fare questo ruolo»

Lunedì 2 febbraio 2026
3 visualizzazioni

La tragedia arriva a Thiene, Mestre e Rovigo, regia di Andrea Chiodi. In autunno, in scena l'omaggio allo scrittore vicentino Vitaliano Trevisan con «Il delirio del particolar»

Milano Cortina, oggi accensione del braciere e inaugurazione: la diretta 

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

L'attrice rodigina Maria Paiato è Riccardo III: «Da trent’anni sognavo di fare questo ruolo»

di Caterina Barone

La tragedia arriva a Thiene, Mestre e Rovigo, regia di Andrea Chiodi. In autunno, in scena l'omaggio allo scrittore vicentino Vitaliano Trevisan con «Il delirio del particolar»

Una creatura violenta e rabbiosa ma anche ironica e seducente. Riccardo III di York, plasmato dalla mente di Shakespeare tra il 1591 e il 1592, a breve distanza dalla morte del sovrano d’Inghilterra sul campo di battaglia nel 1485, è personaggio da sempre interpretato da attori eccellenti. È dunque un progetto sfidante quello messo in atto dall’attrice rodigina Maria Paiato, d’intesa con il regista Andrea Chiodi, di portare Riccardo III sulla scena in una interpretazione al femminile. Lo spettacolo arriva in Veneto la prossima settimana: da martedì 3 a giovedì 5 al Teatro Comunale di Thiene (Vicenza), dal 6 all’8 al Toniolo di Mestre e il 10 al Teatro Sociale di Rovigo. Nel cast, Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo. Le scene sono di Guido Buganza, i costumi di Ilaria Ariemme, musiche di Daniele D’Angelo, luci di Cesare Agoni, trucco e parrucco di Bruna Calvaresi.

Maria Paiato, interpretare Riccardo III è stato a lungo un suo sogno nel cassetto.
«È un’idea che abitava la mia mente da circa trent’anni, ma non avevo trovato un regista che la condividesse. Finché non si è fatto avanti Andrea Chiodi. Insieme abbiamo lavorato per realizzare quello che era un salto nel vuoto, entusiasmante, ma rischioso. Ora la gioia di avere incontrato il favore del pubblico è davvero grande, così come è grande il piacere di avere lavorato con una compagnia di persone umanamente accoglienti ed empatiche».

Nella sua interpretazione ha cercato il lato femminile di Riccardo III?

«Sinceramente, no. La sua capacità seduttiva me la gioco al maschile, anche nel trucco. È un individuo lascivo e ambiguo, inquietante nel modo di agire, anche nel sapere simulare. Ho messo da parte il mio essere donna per entrare nei panni di un uomo spietato e senza scrupoli».

Dove nasce la violenza del personaggio?
«È un essere ferito nell’anima, emarginato e dileggiato fin dall’infanzia per la sua deformità. Patisce di questo rifiuto, di questa mancanza di amore e le sue azioni sono un grido di dolore, generate dal desiderio di rivalsa. In lui c’è un fondo di fragilità».

La tragedia denuncia la feroce gestione del potere. Il teatro può aiutare a cambiare le cose?
«Può aiutarci a vederle meglio, a prendere consapevolezza della realtà. Secondo me, noi ci siamo abituati a godere dei diritti, li diamo per scontati e non vediamo con chiarezza il rischio di perderli che stiamo correndo. Il teatro dà uno stimolo a reagire».

Lei è nata in provincia di Rovigo, a Stentia. Che rapporto ha con il Veneto?
«Ho un attaccamento profondo, nostalgico, tanto che ho deciso di lasciare Roma, dove vivevo da molti anni, e mi sono trasferita a Occhiobello (Rovigo) dove ho ristrutturato una casa».

Tra gli artisti veneti con cui ha lavorato ci sono i registi Carlo Mazzacurati e Giorgio Sangati.
«Fare cinema con Carlo Mazzacurati è stata un’esperienza umana, oltre che artistica, molto intensa. Ho fatto due film con lui, La passione e La sedia della felicità. Sapeva sostenermi e guidarmi nella maniera giusta. Con Giorgio Sangati, con cui ho lavorato a teatro, riprenderemo in autunno l’allestimento di Il delirio del particolar dello scrittore vicentino Vitaliano Trevisan: un modo per rendergli omaggio a quattro anni dalla sua morte». 

Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto

2 febbraio 2026 ( modifica il 2 febbraio 2026 | 19:57)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Verona, viveva legato a una catena: l’husky Ronny ora è libero e ha una nuova famiglia

Il cane era stato acquistato da un 31enne del veronese. La Lav lo ha convinta a cederlo e ora ha un nuovo padrone

L'informazione nella tua mail

Corriere del Veneto

Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo