Il no alla violenza va provato di più?
Corriere della Sera - Cultura

Il no alla violenza va provato di più?

Lunedì 2 febbraio 2026
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La violenza avviene quando la persona ha detto no e l’altro decide di insistere e avvalersi del suo vantaggio fisico, psichico o sociale. A questo punto la donna ha il diritto di denunciare. Se poi ci saranno dei casi di false accuse le si valuteranno e si puniranno. Ma non si può modificare una legge giusta per paura di chi la può aggirare

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Il no alla violenza va provato di più?

Dacia Maraini | 2 febbraio 2026

La violenza avviene quando la persona ha detto no e l’altro decide di insistere e avvalersi del suo vantaggio fisico, psichico o sociale. A questo punto la donna ha il diritto di denunciare. Se poi ci saranno dei casi di false accuse le si valuteranno e si puniranno. Ma non si può modificare una legge giusta per paura di chi la può aggirare

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La Camera ha approvato all’unanimità la proposta di legge C.1693-A che modifica l’articolo 609-bis del codice penale introducendo in modo esplicito il consenso libero e attuale come elemento centrale per il reato di violenza sessuale. Questa la legge approvata il 19 novembre del 2025. Ma c’è qualcuno a cui questa legge non piace. E propone modifiche. E se la donna mente? Se per antipatia o odio si inventa una violenza che in realtà non c’è stata? Presi da questi dubbi costoro chiedono di modificare la legge sulla violenza sessuale graduando, soppesando, sofisticando sul principio del consenso per introdurre delle modifiche significative. Ma il linguaggio apparentemente anonimo rivela in maniera evidente una scelta ideologica e politica ben precisa. Si preferisce dare più possibilità all’aggressore, mettendo in difficoltà la donna che deve dimostrare di essersi opposta con evidenza. Ma non si tiene conto che spesso la paura paralizza la reazione e quello che può apparire consenso può essere solo una dolorosa passività dovuta al panico, un atteggiamenti ben conosciuto dagli studiosi della psiche. Lo stupro, come il femminicidio, ci dicono le cronache sono in aumento e questo perché l’emancipazione e la conseguente libertà e autonomia delle donne crea problemi a quella cultura dei Padri che vorrebbe tornare alla famiglia tradizionale in cui le donne devono esprimere tutta la loro intelligenza creativa solo nella maternità lasciando agli uomini tutti gli altri campi. Ma il mondo è cambiato. Le donne hanno conquistato nuovi diritti, si trovano a lavorare in tutte le professioni a loro interdette per secoli. È chiaro che la conquista dei diritti civili comporta delle rinunce e delle perdite di potere. Quegli uomini che identificano la loro virilità col possesso e il comando ne sono talmente sconvolti da preferire la solitudine e il carcere dopo avere strangolato o accoltellato la donna che dicono di amare, piuttosto che accettare la perdita degli antichi privilegi. La violenza avviene quando la persona ha detto no e l’altro decide di insistere e avvalersi del suo vantaggio fisico, psichico o sociale. A questo punto la donna ha il diritto di denunciare. Se poi ci saranno dei casi di false accuse le si valuteranno e si puniranno. Ma non si può modificare una legge giusta per paura di chi la può aggirare. 

2 febbraio 2026

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