Gallipoli, il relitto di una nave romana in fondo al mar Ionio: trasportava un carico di anfore. La scoperta dei finanzieri
Corriere della Sera - Cultura

Gallipoli, il relitto di una nave romana in fondo al mar Ionio: trasportava un carico di anfore. La scoperta dei finanzieri

Martedì 3 febbraio 2026
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Il prezioso ritrovamento risale al giugno 2025, ma la notizia è stata resa nota soltanto ora per evitare che l'area venisse depredata. Per le attività di documentazione e scavo subacqueo messi a disposizione 780 mila euro

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Gallipoli, il relitto di una nave romana in fondo al mar Ionio: trasportava un carico di anfore. La scoperta dei finanzieri

di Cesare Bechis

Il prezioso ritrovamento risale al giugno 2025, ma la notizia è stata resa nota soltanto ora per evitare che l'area venisse depredata. Per le attività di documentazione e scavo subacqueo messi a disposizione 780 mila euro

Nel giugno scorso, durante normali controlli in mare, gli uomini della guardia di finanza di Gallipoli hanno rilevato la presenza di «un’anomalia sul fondale». Hanno informato la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto, hanno chiamato il personale specializzato del II nucleo sommozzatori di Taranto e sono cominciate le immersioni. É stato così scoperto che l’«anomalia» erano i resti di una grande imbarcazione di età romana inabissatasi nelle acque del Mar Ionio. Per la precisione si tratta di un relitto di una grande nave oneraria di epoca tardo-imperiale con il suo carico di anfore. 

Per tutelare questo giacimento archeologico, tutti i soggetti impegnati nella scoperta hanno scelto di mantenere il massimo riserbo sul ritrovamento «al fine di scongiurare il rischio di saccheggio e preservare il potenziale informativo custodito nel deposito archeologico». Così l’area è stata monitorata e vigilata in continuo dalla sezione operativa navale della guardia di finanza di Gallipoli. Portare in superficie il contenuto della nave richiede un progetto preciso e risorse da mettere in campo. Così la Soprintendenza si è attivata per il reperimento dei fondi necessari per pianificare ed eseguire gli interventi di documentazione, indagine archeologica e messa in sicurezza del relitto. 

Il Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici ha messo a disposizione 780mila euro, dei fondi della legge 190 del 2014, destinati alla guardia di finanza e alla Soprintendenza. Entro breve tempo saranno avviate le attività di ricognizione sistematica e documentazione del relitto mediante le più moderne metodologie di indagine. Sono propedeutiche alla pianificazione dell’intervento di scavo archeologico subacqueo, al corretto recupero del carico e alle attività conservative da eseguire sui reperti e sui resti dell’imbarcazione antica.

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3 febbraio 2026 ( modifica il 3 febbraio 2026 | 12:45)

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