A Putignano la trattoria che va controcorrente: chiusa il sabato sera e la domenica. D'Onghia: «In un tempo che corre veloce, ho deciso di rallentare»
Botteghe Antiche sarà aperta dal lunedì fino al sabato a pranzo, in linea con quanto fa dal 2001 Antichi Sapori di Montegrosso e da circa tre anni Intini di Noci
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A Putignano la trattoria che va controcorrente: chiusa il sabato sera e la domenica. D'Onghia: «In un tempo che corre veloce, ho deciso di rallentare»
di Giuseppe Di BisceglieBotteghe Antiche sarà aperta dal lunedì fino al sabato a pranzo, in linea con quanto fa dal 2001 Antichi Sapori di Montegrosso e da circa tre anni Intini di Noci
In un settore che spinge verso l’iper‑disponibilità, "Botteghe Antiche" a Putignano sceglie la strada opposta: rallentare. Dal 16 febbraio la trattoria di Stefano D’Onghia chiuderà il sabato sera e la domenica, restando aperta solo nei giorni feriali e il sabato a pranzo. Una scelta controcorrente, che rimette al centro il tempo umano, in linea con un’idea di ristorazione che in Puglia ha già trovato interpreti convinti: Pietro Zito, che ad Antichi Sapori a Montegrosso segue questo ritmo dal 2001, e Intini a Noci, che ha intrapreso la stessa strada nel 2023.
«In un tempo che corre veloce, dove il "sempre aperti" sembra l’unica via, ho deciso di rallentare. Di restituire ai giorni la loro dignità», spiega D’Onghia. Per lui il fine settimana non è un segmento commerciale, ma un territorio da proteggere: «È famiglia, silenzio, cammino, riposo, pane condiviso senza orologio. È questa la filosofia – quella del buono, del giusto, del tempo umano – che ha sempre ispirato la nostra cucina».
La decisione nasce da una riflessione sul senso stesso della trattoria oggi. Concentrando l’attività dal lunedì al venerdì, Botteghe Antiche punta a un servizio più disteso, a un’accoglienza che non rincorre il ritmo del weekend, a un’esperienza che torna a essere relazione prima che prestazione. «Rallentare non significa fare meno, ma fare meglio: accogliere con calma, accompagnare con attenzione, restituire spazio alla relazione».
Il nuovo assetto riguarda anche chi lavora dietro le quinte. «Una brigata che lavora con equilibrio, lavora meglio: più concentrata, più serena, più attenta al dettaglio» sottolinea lo chef. Il benessere della squadra diventa parte integrante del progetto gastronomico, non un tema accessorio.
Resta intatta l’identità della trattoria: la cucina essenziale e curata, lo spirito del convivio, una carta dei vini che supera le 800 etichette. Cambia il ritmo, non la sostanza. Meno eccezione, più essenza.
Con questa scelta, D’Onghia invita i clienti a fare un passo nella stessa direzione: vivere la tavola senza fretta, scegliere la settimana come tempo dell’esperienza, ritrovare il piacere dello stare insieme. «Continueremo a esserci, dal lunedì al venerdì a pranzo e cena e il sabato solo a pranzo, con il cuore di sempre, i sapori veri, le parole buone. A chi ci ha scelto, e continuerà a farlo, va il mio grazie. A chi passerà, auguro di trovarci più presenti, anche se meno aperti».
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3 febbraio 2026 ( modifica il 3 febbraio 2026 | 14:04)
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