Nuova maturità al liceo classico, quando il greco fa scena muta
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Nuova maturità al liceo classico, quando il greco fa scena muta
Orsola Riva | 3 febbraio 2026I tuoi preferiti
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Qualche giorno fa sono uscite le materie della Maturità 2026. Niente di nuovo allo scritto. Ma all’orale, in base alla riforma varata dal governo qualche mese fa, a giugno ci saranno solo quattro materie a scelta del ministero. Essendo usciti latino per la versione al classico e matematica allo scientifico, ci si sarebbe aspettato che greco e fisica — che sono le altre due materie caratterizzanti di questi indirizzi — trovassero un loro spazio all’orale. E invece niente. Curiosamente il ministero ha scelto latino e matematica anche all’orale. Niente fisica allo scientifico, niente greco al classico. Ma almeno allo scientifico c’è scienze. Mentre l’assenza del greco al classico è una ferita aperta. Dopo cinque anni in cui ragazzi e ragazze si sono spaccati la testa sull’aoristo, quattro ore alla settimana al ginnasio, tre nel triennio, possibile che nessuno abbia pensato a riconoscere un diritto di tribuna anche al greco?
Il programma dell’ultimo anno è straordinariamente ricco: si va dalla filosofia di Platone e Aristotele fino alla storiografia di Plutarco. E poi c’è la lettura integrale di una tragedia di Eschilo, Sofocle o Euripide. E dire che invece l’orale riformato contiene un’altra novità molto apprezzabile: la scelta dell’italiano come prima materia orale uguale per tutti i maturandi, senza distinzione fra licei e istituti tecnici. Da anni i test Invalsi denunciano il livello drammatico delle competenze linguistiche di base degli alunni. Certo, per invertire la rotta non basta partire dalla fine: sarebbe necessario un profondo lavoro di ripensamento dell’insegnamento stesso dell’italiano. Ma averlo rimesso al centro del colloquio di Maturità è pur sempre un segnale. Perché però rinunciare al greco al classico? In fondo nel testo di legge licenziato dal Parlamento a fine a ottobre non è scritto da nessuna parte che se c’è la versione di latino non possa esserci greco all’orale e viceversa.
Anzi: come molti genitori ricorderanno, anche ai nostri tempi si portavano quattro materie (di cui solo due venivano effettivamente chieste durante il colloquio). Ma perfino quella che a lungo è stata bollata come la «maturità facile post Sessantotto» prevedeva che le materie dell’orale (che oltretutto si sapevano solo ad aprile e non a gennaio come adesso) dovessero essere diverse dalla seconda prova scritta. Una riforma come questa, all’insegna del ritorno alla cultura della disciplina e del rispetto, non può essere meno esigente di quella.
3 febbraio 2026
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