Bologna, la nuova Arte Fiera firmata Davide Ferri: «Omaggia Lucio Dalla e sarà una grande festa delle gallerie italiane»
Corriere della Sera - Cultura

Bologna, la nuova Arte Fiera firmata Davide Ferri: «Omaggia Lucio Dalla e sarà una grande festa delle gallerie italiane»

Mercoledì 4 febbraio 2026
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Il nuovo direttore artistico dopo le edizioni a cura di Simone Menegoi: «Non mi rivolgo solo ai collezionisti ma a un pubblico vasto. Ho pensato che fosse necessario riportare lunga storia di Arte Fiera nel presente»

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Bologna, la nuova Arte Fiera firmata Davide Ferri: «Omaggia Lucio Dalla e sarà una grande festa delle gallerie italiane»

di Piero Di Domenico

Il nuovo direttore artistico dopo le edizioni a cura di Simone Menegoi: «Non mi rivolgo solo ai collezionisti ma a un pubblico vasto. Ho pensato che fosse necessario riportare lunga storia di Arte Fiera nel presente»

La prima Arte Fiera da lui diretta, affiancato sul lato operativo ancora da Enea Righi, sta per prendere il via. Da venerdì a domenica nei padiglioni 25 e 26 del quartiere fieristico. Davide Ferri, 51enne romagnolo alla sua prima expo da direttore artistico, confessa di aver passato mesi elettrizzanti nel percorso di preparazione della storica fiera, apparsa molto rivitalizzata negli ultimi anni.

Ferri, cosa sarà questa Arte Fiera 2026, riprendendo il titolo che ha scelto?
«Per me era importante un titolo che indicasse una direzione. “Cosa sarà” è un omaggio a Lucio Dalla. È una canzone del 1979, vicina al 1974, l’anno in cui è nata Arte Fiera. Ho pensato che fosse necessario riportare questa lunga storia nel presente. Quando ricevi in eredità la direzione di una fiera, tutti ti guardano con il sorrisetto malizioso di chi pensa che tanto le fiere devono funzionare allo stesso modo, sono necessarie ma possono sembrare un po’ obsolete».

E invece?
«Penso che sia necessario, in un tempo complicato come quello che stiamo vivendo, chiedersi cosa sia una fiera e a chi parla. Non solo a un pubblico di collezionisti, perché forse deve aprirsi ad altri pubblici. Cosa sarà è un invito a interrogarsi, oltre che un rimando a un nuovo ciclo».

Lei è stato a fianco di Simone Menegoi nelle edizioni da lui dirette. Si è mosso sul filo della continuità?
«Con lui ho curato la sezione “Pittura XXI”, che mi ha insegnato molte cose. Avendo visto tutto il ciclo di Menegoi, abbiamo conservato l’idea forte, semplice ma efficace, di raccogliere attorno ad Arte Fiera un ampio panorama di gallerie italiane».

Ci saranno anche gallerie nuove?
«Arte Fiera deve essere un momento di festa per le gallerie italiane, che devono sentire un legame forte con la nostra fiera. Quest’anno ce ne sono 20 di nuove, comprese molte nate negli ultimi 15 anni come Ciaccia Levi, Martina Simeti, Barbati, Fanta, ArtNoble, che entrano per la prima volta».

Cosa ha cercato di aggiungere?
«La volontà di fare una fiera calda, accogliente, che assecondi il carattere ‘simpatico’ della città in cui si trova. Un aspetto per me collegato strettamente al tratto commerciale. Avevo anche bisogno di distribuire l’intensità nei padiglioni e così ho puntato sulle sezioni curate, riformulandole. Come “Multipli” con Lorenzo Gigotti, che punta a trovare nuovi potenziali collezionisti, mentre Michele D’Auricchio è alla guida di “Prospettiva” e la nuova sezione “Ventesimo+”, affidata ad Alberto Salvadori, mostrerà come possa funzionare una collezione privata in una casa e non in un museo. Le sezioni saranno distribuite come una partitura che accompagnerà i visitatori lungo i due padiglioni».

Altre novità?
«La commissione d’artista, quest’anno affidata a Marcello Maloberti, è la prima immagine della fiera quando un visitatore arriva. Per questo l’opera sarà all’ingresso di piazza Costituzione. Quest’anno ho anche scritto un testo, che in modo molto chiaro spiega già dall’esterno come è organizzata la fiera».

Il nostro giornale ha intervistato molte gallerie d’arte bolognesi nell’avvicinamento ad Arte Fiera. In generale emerge una certa fiducia nella sua direzione.
«Abbiamo un mercato che sembra in ripresa anche per l’abbassamento dell’Iva sulle opere d’arte al 5%. Ma uno degli aspetti più delicati per me è voler raccontare anche Bologna, che nell’arte ha svolto un ruolo fondamentale. Sono felice di Art City, dimostrazione di grande vitalità, e le gallerie di Bologna, ampiamente rappresentate, penso siano le migliori ambasciatrici di Arte Fiera. Sento da parte loro un senso di appartenenza, di affetto per Arte Fiera, che appartiene anche a me perché sono di Forlì e la mia prima fiera è stata proprio a Bologna. Le altre fiere in Italia questa quota d’affetto invece non ce l’hanno».

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