Traditore a chi
Traditore a chi
di Massimo Gramellini | 5 febbraio 2026I tuoi preferiti
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Non ho sufficiente sensibilità politica per cogliere le inconciliabili frizioni ideali che hanno indotto Vannacci ad abbandonare un partito sovranista, amico di Putin e favorevole alla remigrazione per fondarne uno sovranista, amico di Putin e favorevole alla remigrazione. Occupandomi però con una certa assiduità di posta del cuore, nella coppia scoppiata della Lega intravedo i segnali inconfondibili della crisi coniugale.
Quando i due Io non riescono più a essere Noi e si incolpano a vicenda per la fine dell’amore, arrivando persino a mettere in dubbio che sia mai iniziato. Il linguaggio, se ci pensate, è identico. Salvini che dà a Vannacci dell’ingrato e l’altro che gli risponde facendo l’offeso e chiamandolo traditore.
Se avessero scritto alla posta del cuore, avrei risposto che hanno torto e ragione entrambi. Agli occhi del marito in felpa, Vannacci sarà pure un ingrato perché ha usato la Lega come un taxi per portare in giro il suo narcisismo, ma bastava guardarlo in faccia per capire che non era fatto per vestire a lungo i panni del numero 2: mai visto un generale che accetti di degradarsi a colonnello. E, agli occhi della moglie in mimetica, Salvini sarà pure un traditore perché non ha realizzato neanche uno degli sterminati elenchi di promesse con cui deliziava le orecchie dei suoi seguaci nei comizi elettorali. Però in democrazia nessun politico, arrivando al governo, può davvero fare tutto quel che diceva.
Non ci riuscirebbe nemmeno Vannacci, per fortuna.
5 febbraio 2026, 06:47 - modifica il 5 febbraio 2026 | 09:36
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