Il tocco magico del jazz, il Francesco Chebat Trio e l'album tributo a Chick Corea
Corriere della Sera - Cultura

Il tocco magico del jazz, il Francesco Chebat Trio e l'album tributo a Chick Corea

Giovedì 5 febbraio 2026
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Il disco «The wand, Chick Corea and beyond» contiene nove brani, fra quelli firmati dal compositore statunitense e altri originali

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Il tocco magico del jazz, il Francesco Chebat Trio e l'album tributo a Chick Corea

di Rosanna Scardi

Il disco «The wand, Chick Corea and beyond» contiene nove brani, fra quelli firmati dal compositore statunitense e altri originali

Il pianista e compositore Francesco Chebat corona il suo sogno: realizzare un disco dedicato al gigante del jazz Chick Corea, scomparso nel 2021. Si chiama «The wand, Chick Corea and beyond» e sarà disponibile in copia fisica e su tutte le piattaforme di streaming, da domani, su etichetta indipendente Clessidra Records. L’album è firmato dal Francesco Chebat Trio, formazione diretta dal pianista, abile nello spaziare dal jazz moderno alla fusion, nato a Trento e residente a Comun Nuovo, e che comprende i milanesi Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Maxx Furian alla batteria. Il titolo, tradotto, «la bacchetta, Chick Corea e oltre», indica «il tocco magico — spiega Chebat — sviluppato dal compositore americano che lo rende riconoscibile più di chiunque altro musicista jazz, sia tecnicamente sia per l’abilità straordinaria nello scrivere i brani».

La passione di Chebat per Corea è nata quando era un ragazzino e prendeva lezioni di pianoforte classico. «Già allora era il mio mito — racconta —. Papà era un batterista professionista e aveva un negozio di dischi in Trentino. Sono cresciuto ascoltando Jimmy Smith, Keith Jarrett e anche il rock di qualità. Un giorno, papà portò a casa un disco: “Beneath the mask” di Corea. Era il 1991, avevo 12 anni e ne rimasi folgorato; ho recuperato tutti i suoi dischi, coltivando sempre il desiderio di rendergli un tributo». Tra progetti, cene e chiacchierate musicali con Fioravanti e Furian, Chebat ha scoperto che anche loro condividevano il suo stesso interesse. Ed ecco che il disco ha preso vita. La tracklist comprende nove brani: «Hymn of the seventh galaxy», «Tone poem», «Duende» e «Silver temple» di Corea, mentre «Night radio», «Lume», «The wand», «A weird storyteller» e «Underwater blue» sono composizioni originali di Chebat. «Abbiamo cercato di usare un po’ di malizia — spiega il musicista bergamasco —, sarebbe stato inutile fare una copia dei suoi brani, meglio riprendere alcuni dei suoi pezzi dai dischi elettrici e dar loro una veste inedita, trasponendoli nel trio guidato dal pianoforte a coda, e scrivere nuovi brani ispirati al suo mondo musicale. È stato sia un modo per dire la nostra, sia un tributo al compositore, non solo al pianista. Un atto di affetto e riconoscenza per quello che ci ha trasmesso».

Attento alla grande tradizione classica di Stravinskij, Scarlatti, Bartok e Mozart, per gli elementi di melodia nelle sue composizioni, Chick Corea è stato un faro luminoso per tanti artisti. «A raccoglierne l’eredità — afferma Chebat — sono molti talenti di oggi: i pianisti Shai Maestro e Brad Mehldau sono tra i nomi più famosi». Oltre all’Italia, Chebat si esibisce all’estero, in particolare in Svizzera e in Croazia. Nell’arco degli anni, ha stretto collaborazioni con Dave Weckl, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Gianluigi Trovesi, Yuri Goloubev, Emilio Soana. Il disco sarà presentato dal vivo: la prossima data, giovedì 26 febbraio, alle 21, al Mr Fantasy Food and Music di Buccinasco (Milano).

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