«Esiste un patrimonio comune nella letteratura d’Europa che andrebbe valorizzato anche a scuola»
Corriere della Sera - Cultura

«Esiste un patrimonio comune nella letteratura d’Europa che andrebbe valorizzato anche a scuola»

Giovedì 5 febbraio 2026
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Intervista al filologo e critico letterario Pietro Gibellini che spiega l'importanza di valorizzare il patrimonio letterario comune europeo, tema della rassegna «Un canone Letterario per l'Europa» in corso fino al 19 marzo

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«Esiste un patrimonio comune nella letteratura d’Europa che andrebbe valorizzato anche a scuola»

di Valentina Gheda

Intervista al filologo e critico letterario Pietro Gibellini che spiega l'importanza di valorizzare il patrimonio letterario comune europeo, tema della rassegna «Un canone Letterario per l'Europa» in corso fino al 19 marzo

Delitto e Castigo, Faust, Madame Bovary, Don Chisciotte, Amleto, Divina Commedia sono alcune delle opere che hanno segnato l’immaginario letterario collettivo di generazioni di lettori, accompagnando la loro formazione e fornendo gli strumenti per leggere il presente. È possibile individuare un “canone della letteratura europea”? Riconoscere autori come modelli portanti della cultura, la cui lettura è ritenuta indispensabile per ogni cittadino? “Un canone letterario per l’Europa” è il ciclo di incontri che si terranno per 7 giovedì a partire dal 5 febbraio fino al 19 marzo, alle 18, presso la Sala della Gloria dell’Università Cattolica di Brescia, durante il quale verranno discusse alcune delle opere più significative della storia della letteratura, accompagnate dalla lettura delle pagine più note: un’iniziativa CCDC, Cattolica di Brescia, Ateneo di Brescia e CTB, con il contributo di Fondazione Comunità Bresciana e Fondazione ASM. 

Il bresciano Pietro Gibellini, critico letterario e filologo, è profondo conoscitore della letteratura moderna e contemporanea: professore, che cosa si intende per “canone della letteratura europea”?

Lo studioso americano Harold Bloom scrisse “Il canone Occidentale” che avviò la discussione sull’eredità lasciata dai grandi scrittori europei, per comprendere quali erano stati i pilastri della cultura, ai cui vertici vi erano Shakespeare e Dante. Io stesso sono convinto che esista un patrimonio comune nella letteratura d’Europa che andrebbe valorizzato anche nella scuola.

Roberto Antonelli - Presidente dell’Accademia dei Lincei che aprirà la rassegna il 5 - ha proposto di inserire lo studio della Letteratura europea nei corsi scolastici dell’UE. Alla luce della crisi politica in atto, può questo concorrere all’unificazione valoriale oggi necessaria? Quali classici aiuterebbero a forgiare il cittadino europeo del futuro?

Parafrasando la frase attribuita a Massimo d'Azeglio, “Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani”, sostengo che “fatta l’Europa bisogna fare gli europei”, unificando la moneta o le industrie, ma anche attraverso la cultura, già di fatto unitaria. È necessaria una piccola cessione di sovranità, sacrificando qualche scrittore minore pur di fornire all’Europa Dante o Manzoni e importare da essa Shakespeare, Cervantes, Goethe e Dostoevskij.

Nel ciclo non sono presenti autrici donne: come spiega tale assenza?

È determinata dal ruolo subalterno che la donna ha ricoperto a lungo in Europa. Come in alcuni Paesi del mondo oggi le donne sono ancora discrimine così è stato in Italia per molti secoli. In passato non sono mancate poetesse e scrittrici, ma oggi le donne hanno ruolo più attivo, per cui in futuro potremo ipotizzare una prevalenza femminile che rifletterà l’attuale maggioranza di lettrici sui lettori.

Quale è il senso della lettura dei classici oggi e quale il loro impatto?

I classici sono caratterizzati dalla loro perenne attualità, capaci di dialogare con il singolo e con le generazioni che trovano rispondenze con la situazione storica. Ad esempio, la serie di classici contro, come quelli contro la guerra, il razzismo, la discriminazione, resistono all’usura del tempo e avvertono sugli errori che la civiltà contemporanea imbocca, guardando con occhio miope alla presunta utilità immediata senza vedere il lungo respiro della letteratura.

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5 febbraio 2026 ( modifica il 5 febbraio 2026 | 11:25)

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