Trump in Paradiso
Trump in Paradiso
di Massimo Gramellini | 6 febbraio 2026I tuoi preferiti
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Finalmente sappiamo a che cosa pensa Donald Trump quando si appisola in pubblico. Pensa a sé, tra sé e sé, e si domanda: «Andrò in Paradiso?» Poi si risponde anche: «Sì, ci andrò».
Passare da illuminato a fulminato è un attimo, però non sottilizziamo: Trump è sicuro di andare in Paradiso e ne siamo felici per lui. Meno per il Paradiso, ma il poverello di Mar-a-Lago la considera una ricompensa dovuta. Già non gli hanno dato il Nobel. Se lo spediscono pure in Purgatorio o, non sia mai, all’Inferno, quello come minimo manda l’ICE ad arrestare tutti gli arcangeli di colore.
Resta da capire per quali meriti Trump si sia autoassegnato una suite ai piani celesti. «Grazie a me la religione non è mai stata così sexy». Ah, ecco. Non meno sorprendente è la prova addotta per certificare il suo contributo alla causa della fede: «Da quando sono tornato alla Casa Bianca, in America si sono vendute più Bibbie che nei cent’anni precedenti». Nemmeno lo assale il dubbio che potrebbero essere stati i suoi avversari a comprarle, per cercare fra le piaghe d’Egitto una che gli assomigliasse.
Ma Trump ha una tale considerazione di sé stesso da avere applicato alla giustizia divina lo stesso metro che adotta con quella umana: giudicarsi da solo. E assolversi, naturalmente. Che vada dunque in Paradiso. Sarebbe la conferma di quanto avesse ragione il suo connazionale Mark Twain quando diceva di preferire l’Inferno per la compagnia.
6 febbraio 2026, 06:41 - modifica il 6 febbraio 2026 | 08:49
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