Il fu Mattia Pascal di Giorgio Marchesi: «Il tema centrale dell'identità. Oggi con i social mostriamo di noi solo quello che vogliamo»
L'attore bergamasco recita (sul palco con Raffaele Toninelli al contrabbasso) e firma la regia insieme alla moglie Simonetta Solder. All Sociale, replica serale venerdì 6 e,mattutina di sabato 7 febbraio.
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Il fu Mattia Pascal di Giorgio Marchesi: «Il tema centrale dell'identità. Oggi con i social mostriamo di noi solo quello che vogliamo»
di Federico FumagalliL'attore bergamasco recita (sul palco con Raffaele Toninelli al contrabbasso) e firma la regia insieme alla moglie Simonetta Solder. All Sociale, replica serale venerdì 6 e,mattutina di sabato 7 febbraio.
Giorgio Marchesi
Al dilemma teatral - esistenziale dell’«essere o non essere» (centrale anche nell’ottimo «Hamnet. Nel nome del figlio» il film shakespeariano di Cloé Zhao, che in città è programmato al Capitol) partecipa «Il fu Mattia Pascal». La riuscita riduzione per il palcoscenico dell’omonimo romanzo di Luigi Pirandello è interpretata, diretta e fortemente voluta da Giorgio Marchesi. L’enfant du pays – nato a Bergamo nel 1974 – porta al Sociale, in forma di monologo, dinamiche vecchie centoventi anni.
Eppure, le tematiche sono contemporanee, civili e meritevoli di riflessione. «Il tema dell’identità è centrale nel libro di Pirandello. Così come l'invenzione di un altro “io” – racconta Marchesi, nell’incontro con il pubblico a fine recita –. Oggi con i social possiamo avere moltissimi profili, attraverso i quali mostriamo di noi solo ciò che vogliamo».
Marchesi firma la regia insieme alla moglie Simonetta Solder. «Io e Simonetta abbiamo usato pochi elementi, tutti molto teatrali: la parola, le luci, la musica». Sul palco lo accompagna Raffaele Toninelli, virtuoso del contrabbasso. Lo strumento è parte attiva della narrazione, quasi un personaggio a sé stante. «Non ho mai pensato a questo spettacolo senza la musica. All’inizio, ho dovuto battermi per avere Raffaele con me» continua Marchesi. Battaglia vinta. L’intesa tra i due flussi, quello musicale e quello verbale è evidente. «Mi piace il senso di grande complicità, jazzistico, che si instaura tra noi», commenta l’attore, in esercizio di bravura mnemonica, fisica, vocale.
Con «Il fu Mattia Pascal», arrivato a cinque anni di fortunata tournée, Marchesi è al debutto in una stagione di Fondazione Teatro Donizetti. «Venire a Bergamo per me è speciale. Non nego che l’applauso finale ricevuto a casa propria, dia una particolare soddisfazione». Di applausi ce ne sono stati tanti. Ce ne saranno anche in occasione delle ultime repliche. Quella serale di venerdì 6, la mattutina di sabato 7 febbraio.
Merita gli applausi anche la Fondazione, che in occasione dello spettacolo Marchesi-Pirandello ha svolto nelle scuole superiori un accurato lavoro preliminare sull’opera. La domanda guida del percorso teatral - educativo è: «Chi vorresti essere se non fossi tu?».
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