Quanti sono (realmente) gli evasori totali
Volendo, il fenomeno dell'evasione può essere combattuto con successo e l’Italia può ridurre quel tax gap tributario e contributivo. Ma c'è un interrogativo che non è tecnico, bensì politico
Quanti sono (realmente) gli evasori totali
di Ferruccio de Bortoli | 6 febbraio 2026Volendo, il fenomeno dell'evasione può essere combattuto con successo e l’Italia può ridurre quel tax gap tributario e contributivo. Ma c'è un interrogativo che non è tecnico, bensì politico
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L’intervento del direttore dell’Agenzia delle Entrate e della Riscossione, Vincenzo Carbone, all’iniziativa Telefisco de Il Sole 24 Ore, potrebbe segnare una svolta nella lotta all’evasione fiscale. Perché si dimostra che, volendo, il fenomeno può essere combattuto con successo e l’Italia può ridurre quel tax gap tributario e contributivo (differenza tra il dovuto e il versato) che nel 2022 è stato intorno ai 100 miliardi (quattro leggi di Bilancio abbondanti).
La propensione all’evasione, negli ultimi anni, si è comunque contratta. Nel caso dell’Iva, e grazie alla fatturazione elettronica, si è dimezzata negli ultimi cinque anni.
Nella lotta all’evasione l’interrogativo non è tecnico, bensì politico. Fino a che punto si deve rincorrere l’evasore - e oggi lo si può tranquillamente fare incrociando le banche dati - senza violare i diritti alla privatezza e senza che vi sia una rivolta contro lo Stato occhiuto e invadente? Una sorta di Grande Autovelox (a proposito, le multe non vengono pagate dal 28 per cento degli automobilisti) destinato ad essere contestato nella sua impopolarità se non odiato. Gli evasori poi, piccolo particolare, votano. E come si vede sono tanti.
Carbone ha rivelato che, solo nel 2025, sono stati scoperti 200 mila evasori totali, l’equivalente degli abitanti di una città come Padova. Immaginare quanti siano messi tutti insieme e quanti potenzialmente potrebbero essere - visto che si tratta della sola rilevazione annuale - fa un certo effetto.
Il 57 per cento avrebbe dovuto presentare la propria dichiarazione e non l’ha fatto ma il restante 43 per cento, ovvero 86 mila soggetti, è risultato del tutto sconosciuto al Fisco. Anche qui è difficile pensare che in una società digitale si riesca a non lasciare traccia di una qualsiasi attività. Eppure molti ci riescono benissimo. E a volte sono persino premiati da condoni, rottamazioni. Sotto la voce indulgente ma incivile dell’evasione “di necessità”.
Quando il termine giustificativo verrà eliminato dal vocabolario politico avremo fatto un passo avanti.
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