Gardiner torna al Kursaal di Merano dopo 26 anni: «La creatività non esiste in modo isolato»
Corriere della Sera - Cultura

Gardiner torna al Kursaal di Merano dopo 26 anni: «La creatività non esiste in modo isolato»

Domenica 30 agosto 2026
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Il grande maestro britannico presenterà la sua più recente avventura artistica e filosofica: la direzione del Constellation Choir e della Constellation Orchestra

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Gardiner torna al Kursaal di Merano dopo 26 anni: «La creatività non esiste in modo isolato»

di Silvia M. C. Senette

Il grande maestro britannico presenterà la sua più recente avventura artistica e filosofica: la direzione del Constellation Choir e della Constellation Orchestra

Sir John Eliot Gardiner torna a fare vibrare il Kursaal di Merano. A ventisei anni da quella storica tappa del Bach Cantata Pilgrimage che nel 2000 lo vide registrare nel Duomo di Merano tre composizioni per l’etichetta Archiv della Deutsche Grammophon, il leggendario maestro britannico il 31 agosto alle 20.30 sarà il palcoscenico del Südtirol Festival Merano.

Una nuova avventura

Un ritorno atteso che si trasforma nell’occasione per presentare la sua più recente avventura artistica e filosofica: la direzione del Constellation Choir e della Constellation Orchestra, compagini nate nel 2024 all’interno del visionario progetto Springhead Constellation. Questa nuova realtà rappresenta la naturale evoluzione di un percorso unico al mondo: ideata da Gardiner come collettivo internazionale aperto e interdisciplinare.
L’iniziativa intende unire la ricerca filologica con un’attenzione forte alla sostenibilità ambientale e sociale, promuovendo esecuzioni rigorose ma vive, capaci di coinvolgere un pubblico traversale e di parlare con forza alle nuove generazioni. «La creatività non esiste in modo isolato: è plasmata dagli ecosistemi, dalle storie e dai paesaggi che ci circondano. Quando dimentichiamo le radici, il risultato suona artificiale», sottolinea Sir Gardiner, direttore britannico che all’attività sul podio affianca da sempre la conduzione di una fattoria biologica nel Dorset, creata dal prozio compositore, Henry Balfour Gardiner.

Due capolavori mai proposti prima

«Musiciste e musicisti professionisti passano la vita tra aeroporti, hotel e teatri, finendo inevitabilmente per trascurare tutto il resto», spiega.
Per l’appuntamento meranese Gardiner ha scelto di impaginare due capolavori mai proposti prima nei programmi ufficiali della rassegna. Il concerto si apre con la meditazione del «Canto del destino (Schicksalslied) op. 54» di Johannes Brahms, composto nel 1868 su suggestione dei versi tratti dall’«Iperione» di Friedrich Hölderlin. Attraverso una scrittura corale e orchestrale di grande intensità, la partitura descrive il contrasto insanabile tra l’immutabile quiete delle divinità nell’Olimpo e la sorte dolorosa degli esseri umani, segnati dalla precarietà e dall’essere spinti a brancolare nel buio «come acqua da scogliera a scogliera lanciata». Ad attenuare questa tensione saranno le architetture solari della «Sinfonia n. 2 in Si bemolle maggiore op. 52, Canto di lode (Lobgesang)» di Felix Mendelssohn Bartholdy. Nata nel 1840 per celebrare a Lipsia il quarto centenario dell’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg, l’opera fonde la dimensione profana del festeggiamento civile con la grandiosità della struttura sacra, celebrando la parola stampata, i libri e la diffusione della conoscenza come «armi della luce».

Premi e riconoscimenti

Pioniere della prassi esecutiva storicamente informata, Sir John Eliot Gardiner ha segnato la storia della direzione orchestrale a partire dagli anni giovanili trascorsi tra gli studi di storia e lingua araba al King’s College di Cambridge e il successivo perfezionamento musicale a Parigi, sotto la guida di Nadia Boulanger. Nel corso della carriera ha fondato complessi divenuti un punto di riferimento, come il Monteverdi Choir, gli English Baroque Soloists e l’Orchestre Révolutionnaire et Romantique, estendendo l’indagine filologica dal repertorio rinascimentale a Beethoven e al Romanticismo. Già alla guida di istituzioni come l’Opéra de Lyon e direttore ospite di orchestre di primo piano come i Berliner e i Wiener Philharmoniker, la Royal Concertgebouw e la London Symphony Orchestra, il maestro Gardiner ha una discografia monumentale di oltre 250 titoli per marchi come Decca, Erato e Deutsche Grammophon. Un lavoro in studio di registrazione che gli è valso due Grammy Awards e il maggior numero di Gramophone Awards mai assegnato a un interprete vivente: oltre una dozzina. Domani il pubblico del Kursaal a Merano ritroverà tutta la sua forza in un concerto che già si preannuncia da ricordare.

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