Il basso livello culturale? Non è di destra né di sinistra
La polemica Bonaccini-Meloni. Il tema non è se l’ignoranza è di destra o di sinistra. Il tema non è come riuscire a catturare gli analfabeti di andata e di ritorno. E soprattutto: perché ci siamo ridotti a tanto?
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Il basso livello culturale? Non è di destra né di sinistra
Paolo Di Stefano | 29 agosto 2026La polemica Bonaccini-Meloni. Il tema non è se l’ignoranza è di destra o di sinistra. Il tema non è come riuscire a catturare gli analfabeti di andata e di ritorno. E soprattutto: perché ci siamo ridotti a tanto?
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È sorprendente notare, nella polemica tra Stefano Bonaccini e la presidente del Consiglio, come tutto si riduca sempre, appunto, a polemica elettorale. Anche quando i temi sarebbero ben più ampi e impegnativi e urgenti. Certamente Bonaccini ha peccato di elitismo se ha detto ciò che riportano i giornali. Ma poco importa. Quel che interessa (e stupisce) è la discussione (si fa per dire) che ne è seguita. Anzi, che non ne è seguita. Una occasione mancata di affrontare l’argomento forse cruciale dell’Italia d’oggi.
La più classica delle travi nell’occhio: non tanto il fatto che i ceti popolari votino a destra o a sinistra, ma il basso livello culturale del nostro Paese (in tutti i ceti), che secondo gli ultimi dati Ocse (indagine PIAAC) è a dir poco drammatico e che dovrebbe preoccupare i governanti e l’opposizione in pari misura. Il 35% degli adulti non è in grado di comprendere frasi semplici e mostra gravi difficoltà nel decifrare il mondo contemporaneo. Solo il 3-4% si colloca al livello superiore, «quello che permette di affrontare la complessità e la riflessione critica». È Antonella Agnoli, sociologa della lettura ed esperta di biblioteche, a lanciare l’allarme su «Pubblico», la newsletter della Fondazione Feltrinelli. Ci stiamo avviando verso «una società dominata da testi molto brevi, discontinui, ovviamente intermediati da piattaforme e compresi in maniera assai diseguale». Il tema, in tutta evidenza, non è se l’ignoranza è di destra o di sinistra. Il tema non è come riuscire a catturare gli analfabeti di andata e di ritorno. Il tema è: perché ci siamo ridotti a tanto? Quali sono i rimedi? Perché i numerosi festival non hanno nessun impatto positivo? Perché i libri sono considerati un lusso? E perché non si moltiplicano le biblioteche pubbliche, fresche anche e accoglienti, luoghi di incontro, di cultura, di discussione, persino di riparo sociale? Perché queste domande per la politica sono tabù? Le domande di Agnoli non sono aggirabili ma sono regolarmente aggirate. Da destra e da sinistra.
29 agosto 2026
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