Franco Fontana, addio al fotografo maestro del colore: aveva 92 anni
Corriere della Sera - Cultura

Franco Fontana, addio al fotografo maestro del colore: aveva 92 anni

Sabato 29 agosto 2026
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Era nato a Modena dove è mancato. Inconfondibili le sue immagini. Ha esposto in oltre 50 musei in tutto il mondo

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Franco Fontana, addio al fotografo maestro del colore: aveva 92 anni

di Redazione Cultura

Era nato a Modena dove è mancato. Inconfondibili le sue immagini. Ha esposto in oltre 50 musei in tutto il mondo

Franco Fontana (Modena, 9 dicembre 1933 - Modena, 29 agosto 2026)

È morto Franco Fontana, uno dei grandi maestri della fotografia del Novecento e un innovatore visionario della fotografia a colori. Si è spento all'età di 92 anni a Modena, dove era nato (nella frazione di Cognento) il 9 dicembre 1933. La sua scomparsa segna la fine di un'epoca, lasciando un'eredità fatta di immagini inconfondibili, di stile raffinato e di una coerenza artistica che ha attraversato oltre sessant'anni di storia. Fontana ha rivoluzionato il modo di concepire la fotografia, elevando il colore a strumento narrativo e poetico; ha spezzato i canoni accademici, affermandosi come uno dei padri della fotografia contemporanea. Le sue opere sono conservate in oltre 50 musei in tutto il mondo. A lui sono stati dedicati oltre 70 libri, pubblicati da editori italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, spagnoli, americani e giapponesi. 

Oltre 400 le mostre personali e collettive che ha tenuto in quattro continenti. La carriera di Fontana inizia relativamente tardi: solo nel 1961, già adulto, si avvicina alla fotografia come autodidatta, frequentando i fotoclub e sperimentando con passione, ma da dilettante. Tuttavia, dietro quell'approccio amatoriale si celava già un senso profondo della composizione e una sensibilità estetica fuori dal comune. Già nei suoi primi lavori si percepisce l'interesse per una fotografia che non fosse semplice riproduzione del reale, ma espressione di un'idea, di una percezione interiore. A influenzare in modo decisivo la sua visione sono stati i grandi maestri dell'Espressionismo astratto e del Minimalismo come Mark Rothko, Barnett Newman ed Ed Reinhardt, pittori che avevano fatto del colore una forma di spiritualità e di silenziosa profondità visiva. Da queste suggestioni Fontana sviluppa uno stile fotografico unico, basato sull'astrazione, sulle linee nette e sui contrasti cromatici intensi. In un momento storico in cui la fotografia d'arte era dominata dal bianco e nero, e la fotografia a colori veniva spesso relegata a un ruolo commerciale o amatoriale, Fontana ha avuto l'audacia di sovvertire le regole, proponendo un linguaggio visivo radicalmente nuovo, fatto di campiture di colore e di geometrie essenziali. 

Le prime esposizioni personali arrivano a metà degli anni Sessanta, prima a Torino nel 1965 e poi nella sua Modena, nel 1968, alla Galleria della Sala di Cultura. È stata proprio quest'ultima a segnare la svolta definitiva nel suo percorso, attirando l'attenzione di critici e appassionati. Nel 1963 aveva già partecipato alla Terza Biennale Internazionale del Colore a Vienna, e l'anno successivo la rivista Popular Photography gli aveva dedicato un portfolio con testo di Piero Racanicchi, aprendo per lui le porte del panorama internazionale. La consacrazione arriva nel 1974 alla Photokina di Colonia, una delle più importanti fiere fotografiche al mondo, dove le sue immagini a colori vengono accolte con entusiasmo, segnando un punto di svolta non solo per la sua carriera, ma per la fotografia stessa. Fontana dimostrava che il colore poteva essere linguaggio artistico, non solo decorazione. 

Negli anni successivi le sue opere sono state esposte nei più prestigiosi musei del mondo: dal Museum of Modern Art di New York al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, dal Museum Ludwig di Colonia al Tokyo Metropolitan Museum, dalla National Gallery di Pechino all'Australian National Gallery di Melbourne, fino allo Stedelijk Museum di Amsterdam e al Victoria and Albert Museum di Londra. Ha partecipato a mostre personali e collettive a Parigi, Berlino, Atene, Amsterdam, Tokyo, Mosca, Buenos Aires, Sydney, ma anche in Italia, in sedi d'eccellenza come il Palazzo Reale di Milano, la Galleria Civica di Modena, la Gam di Torino e i Magazzini del Sale a Venezia. 

La sua opera è stata oggetto nel 2003 di una grande monografia retrospettiva con introduzione di A. D. Coleman, mentre nel 2024 gli è stata dedicata un'importante mostra antologica al Museo dell'Ara Pacis di Roma. Oltre al paesaggio, soggetto con cui è universalmente identificato, Fontana esplorò con sensibilità altri generi, dal nudo all'architettura, dallo spazio urbano all'ombra come tema concettuale. In Presenzassenza del 1982, per esempio, conduce una riflessione visiva sul concetto di presenza e assenza attraverso le ombre; mentre nel 2000, con Sorpresi nella luce americana, si concentra sulla figura umana e il suo rapporto con l'ambiente urbano. Negli ultimi anni si è dedicato anche all'elaborazione digitale, senza mai perdere coerenza stilistica: anche nella manipolazione, il colore è rimasto sempre il protagonista assoluto, insieme alla geometria, intesa non come rigore tecnico ma come forma poetica. La sua produzione editoriale è stata vasta: oltre settanta volumi pubblicati in Italia, Francia, Stati Uniti, Giappone, Spagna e Germania. Tra i più noti si ricordano Skyline (1978), Kaleidoscope (1990), Polaroids (1997), Route 66 (2002), Franco Fontana - Retrospettiva (2005). Parallelamente alla sua carriera artistica, Fontana è stato molto attivo anche come fotografo commerciale. 

29 agosto 2026 ( modifica il 29 agosto 2026 | 17:26)

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