Dalle Alpi all’Africa, il viaggio degli uccelli migratori. In Val di Ledro trent'anni di monitoraggio: «Il riscaldamento globale sta cambiando le loro abitudini»
Corriere della Sera - Cultura

Dalle Alpi all’Africa, il viaggio degli uccelli migratori. In Val di Ledro trent'anni di monitoraggio: «Il riscaldamento globale sta cambiando le loro abitudini»

Sabato 29 agosto 2026
2 visualizzazioni

A Bocca di Casèt si catturano esemplari per misurarli, pesarli, controllarne le condizioni di salute e dotarli di un anellino col loro codice identificativo. La stazione di Tremalzo festeggia con talk e porte aperte

Alessandro Di Battista ricoverato a Cuba: «È in gravi condizioni»

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Dalle Alpi all’Africa, il viaggio degli uccelli migratori. In Val di Ledro trent'anni di monitoraggio: «Il riscaldamento globale sta cambiando le loro abitudini»

di Roberto Brumat

A Bocca di Casèt si catturano esemplari per misurarli, pesarli, controllarne le condizioni di salute e dotarli di un anellino col loro codice identificativo. La stazione di Tremalzo festeggia con talk e porte aperte

Trent’anni di ricerche sulla migrazione degli uccelli che già a luglio lasciano le regioni baltiche, passano per le Alpi diretti in Africa dove entrano dalla “porta” della Penisola Iberica. È il lavoro finora svolto dalle stazioni di inanellamento - tra cui quella di Bocca di Casèt al valico di Tremalzo (quota 1.690) sulle Alpi Ledrensi – dove si catturano alcuni esemplari per misurarli, pesarli, controllarne le condizioni di salute e dotarli di un anellino col loro codiceidentificativo: il fine è conoscere le rotte percorse, le aree di sosta e riproduzione, la durata della migrazione, quanto vivono gli individui e come il riscaldamento globale sta cambiando le loro abitudini. Le Alpi sono uno dei passaggi obbligati dove ogni anno, da fine di agosto ai primi di novembre, si assiste a uno degli spettacoli più affascinanti per gli appassionati di natura: la migrazione degli uccelli verso le lontane terre del sud. Per essere testimoni di questo evento naturalistico è sufficiente fare una comoda passeggiata che dal Centro Visite di Tremalzo (dove sono attivi i ricercatori del Museo delle Scienze di Trento) attraverso una faggeta, conduce al valico.

Gli appuntamenti

Ai soli esperti è riservato, il 29 agosto in val di Ledro, un convegno scientifico sull'avifauna migratrice, usando come pretesto il 30° compleanno del progetto Alpi. Appuntamento all’Auditorium Tiarno di Sopra dove dalle 14.30 alle 18.30 interverranno alcuni dei migliori ornitologi europei che tracceranno le nuove prospettive della ricerca internazionale. Per l’Italia ci saranno: Paolo Pedrini zoologo del Muse di Trento e Fernando Spina ricercatore dell’Ispra e ornitologo del Convention of Migratory Species; lo svizzero Ivan Maggini coordinatore scientifico della Vogelwarte Austria coinvolto in diversi network scientifici internazionali e attivo assieme ai centri diricerca italiani e svizzeri nello studio delle rotte migratorie sull’arco alpino. Sempre dalla Svizzera interverranno il biologo e ricercatore responsabile del Centro di Inanellamento della Stazione ornitologica svizzera di Sempach, Jan von Rönn e Lukas Jenni dello Swiss Ornithological Institute, una delle massime autorità del settore, già direttore scientifico della Stazione ornitologica svizzera di Sempach, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di importanti opere di riferimento sull’età e sulla muta dei passeriformi europei, premiato per il contributo dato alla ricerca ornitologica mondiale.

Il Progetto Alpi

Il Progetto Alpi, ideato e coordinato da Muse e Centro Nazionale di Inanellamento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, raccoglie dati scientifici dal 1997 interessando oggi 10 stazioni distribuite nell’intero l’arco alpino (dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia) e centinaia di collaboratori (ornitologi, inanellatori e birdwatchers) che usando protocolli comuni, studiano in particolare gli effetti dei cambiamenti climatici su queste rotte e sulle dinamiche delle popolazioni di migratori. La Stazione di inanellamento di Bocca di Casèt, riaperta dallo scorso 24 agosto, sarà attiva fino al prossimo 23 ottobre. Durante i giorni feriali dalle 10 alle 12 è possibile visitare la Stazione dove sarà presente una/un esperta/o che racconterà l’attività di monitoraggio. Per gli altri - entrata gratuita per tutti senza prenotazione, domenica 30 agosto alle 14 c’è l’evento “Happy Bird-day!” al Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, festeggiando insieme con laboratori e spettacoli i trent’anni di Palafittando (contenitore culturale del Museo delle Palafitte) e il Progetto Alpi.

LEGGI ANCHE

Vai a tutte le notizie di Trento

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Trentino

29 agosto 2026 ( modifica il 29 agosto 2026 | 17:53)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Viabilità a Ravina, con il nuovo ponte più sicurezza e traffico più snello: per la Provincia un progetto da oltre 70 milioni

La struttura, del peso di mille tonnellate, è stata traslata nella posizione definitiva. Il posizionamento permetterà ora di procedere alla demolizione del ponte esistente in calcestruzzo.

LA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo