Dalle Alpi all’Africa, il viaggio degli uccelli migratori. In Val di Ledro trent'anni di monitoraggio: «Il riscaldamento globale sta cambiando le loro abitudini»
A Bocca di Casèt si catturano esemplari per misurarli, pesarli, controllarne le condizioni di salute e dotarli di un anellino col loro codice identificativo. La stazione di Tremalzo festeggia con talk e porte aperte
Alessandro Di Battista ricoverato a Cuba: «È in gravi condizioni»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Dalle Alpi all’Africa, il viaggio degli uccelli migratori. In Val di Ledro trent'anni di monitoraggio: «Il riscaldamento globale sta cambiando le loro abitudini»
di Roberto BrumatA Bocca di Casèt si catturano esemplari per misurarli, pesarli, controllarne le condizioni di salute e dotarli di un anellino col loro codice identificativo. La stazione di Tremalzo festeggia con talk e porte aperte
Trent’anni di ricerche sulla migrazione degli uccelli che già a luglio lasciano le regioni baltiche, passano per le Alpi diretti in Africa dove entrano dalla “porta” della Penisola Iberica. È il lavoro finora svolto dalle stazioni di inanellamento - tra cui quella di Bocca di Casèt al valico di Tremalzo (quota 1.690) sulle Alpi Ledrensi – dove si catturano alcuni esemplari per misurarli, pesarli, controllarne le condizioni di salute e dotarli di un anellino col loro codiceidentificativo: il fine è conoscere le rotte percorse, le aree di sosta e riproduzione, la durata della migrazione, quanto vivono gli individui e come il riscaldamento globale sta cambiando le loro abitudini. Le Alpi sono uno dei passaggi obbligati dove ogni anno, da fine di agosto ai primi di novembre, si assiste a uno degli spettacoli più affascinanti per gli appassionati di natura: la migrazione degli uccelli verso le lontane terre del sud. Per essere testimoni di questo evento naturalistico è sufficiente fare una comoda passeggiata che dal Centro Visite di Tremalzo (dove sono attivi i ricercatori del Museo delle Scienze di Trento) attraverso una faggeta, conduce al valico.
Gli appuntamenti
Ai soli esperti è riservato, il 29 agosto in val di Ledro, un convegno scientifico sull'avifauna migratrice, usando come pretesto il 30° compleanno del progetto Alpi. Appuntamento all’Auditorium Tiarno di Sopra dove dalle 14.30 alle 18.30 interverranno alcuni dei migliori ornitologi europei che tracceranno le nuove prospettive della ricerca internazionale. Per l’Italia ci saranno: Paolo Pedrini zoologo del Muse di Trento e Fernando Spina ricercatore dell’Ispra e ornitologo del Convention of Migratory Species; lo svizzero Ivan Maggini coordinatore scientifico della Vogelwarte Austria coinvolto in diversi network scientifici internazionali e attivo assieme ai centri diricerca italiani e svizzeri nello studio delle rotte migratorie sull’arco alpino. Sempre dalla Svizzera interverranno il biologo e ricercatore responsabile del Centro di Inanellamento della Stazione ornitologica svizzera di Sempach, Jan von Rönn e Lukas Jenni dello Swiss Ornithological Institute, una delle massime autorità del settore, già direttore scientifico della Stazione ornitologica svizzera di Sempach, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di importanti opere di riferimento sull’età e sulla muta dei passeriformi europei, premiato per il contributo dato alla ricerca ornitologica mondiale.
Il Progetto Alpi
Il Progetto Alpi, ideato e coordinato da Muse e Centro Nazionale di Inanellamento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, raccoglie dati scientifici dal 1997 interessando oggi 10 stazioni distribuite nell’intero l’arco alpino (dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia) e centinaia di collaboratori (ornitologi, inanellatori e birdwatchers) che usando protocolli comuni, studiano in particolare gli effetti dei cambiamenti climatici su queste rotte e sulle dinamiche delle popolazioni di migratori. La Stazione di inanellamento di Bocca di Casèt, riaperta dallo scorso 24 agosto, sarà attiva fino al prossimo 23 ottobre. Durante i giorni feriali dalle 10 alle 12 è possibile visitare la Stazione dove sarà presente una/un esperta/o che racconterà l’attività di monitoraggio. Per gli altri - entrata gratuita per tutti senza prenotazione, domenica 30 agosto alle 14 c’è l’evento “Happy Bird-day!” al Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, festeggiando insieme con laboratori e spettacoli i trent’anni di Palafittando (contenitore culturale del Museo delle Palafitte) e il Progetto Alpi.
LEGGI ANCHEDal maso in Val dei Mocheni al Fringe di Edimburgo, Pietro Moser porta in scena «Ce de lu»: lo spauracchio del folklore ladinodi Silvia M. C. Senette
Mart di Rovereto, a sorpresa rispunta Sgarbi: siglata l’intesa con la direttrice. Stagione delle mostre salvadi Dafne Roat
Museo Diocesano Tridentino, dati in controtendenza: i visitatori salgono a quota 62miladi Francesco Crippa
Vai a tutte le notizie di Trento
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Trentino
29 agosto 2026 ( modifica il 29 agosto 2026 | 17:53)
© RIPRODUZIONE RISERVATA