I segreti della vita sana nel territorio più longevo d'Italia: «Le priorità: attenzione al peso, dieta ed esercizio fisico»
A Madonna di Campiglio è partito il progetto Mountain Longevity Lab, voluto dall’Apt per permettere a residenti e ospiti di controllare il proprio stato di salute psicofisico
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I segreti della vita sana nel territorio più longevo d'Italia: «Le priorità: attenzione al peso, dieta ed esercizio fisico»
di Paolo FornasariA Madonna di Campiglio è partito il progetto Mountain Longevity Lab, voluto dall’Apt per permettere a residenti e ospiti di controllare il proprio stato di salute psicofisico
La montagna della longevità: a Madonna di Campiglio è partito il progetto “Mountain Longevity lab”, voluto dall’Apt per permettere a residenti e ospiti di controllare il proprio stato di salute psicofisico. Nel talk di presentazione, sono emersi suggerimenti per un corretto stile di vita e spunti di riflessione per vivere a lungo e in buona salute. A Tullio Serafini, presidente Apt, il compito di spiegare l’origine del progetto: «Madonna di Campiglio nasce già a fine Ottocento come località di villeggiatura e di cura, quindi rispettiamo e sviluppiamo quella tradizione anche grazie alla presenza di elementi quali l’aria buona, l’acqua, il cibo, il Parco Naturale Adamello Brenta. Dopo il Dolomiti Wellness, abbiamo alzato l’asticella con partner di grande competenza nel settore scientifico e nell’innovazione: il progetto nasce, infatti, dall’incontro tra qualità dell’ambiente alpino, ricerca scientifica e innovazione turistica. Chiunque può avvalersi della presenza di professionisti che mettono a disposizione dei nostri ospiti competenze, strumenti e metodologie per valutare lo stato di salute e orientare le persone verso corretti stili di vita».
La formula della longevità
Degli otto fattori fondamentali da tener controllati per la longevità, alcuni risaputi altri meno, ha parlato Francesco Landi, professore di Medicina Interna all’Università Cattolica e Responsabile dell’Unità di Medicina Interna Geriatrica del Policlinico Gemelli: «Bisogna fare attenzione al peso corporeo, alla dieta e all’esercizio fisico, che è da fare sempre durante tutta la vita e vanno controllati con regolarità i tre valori che misuriamo durante il check-up, e cioè colesterolo, glicemia e pressione arteriosa. C’è però un aspetto importante non sempre considerato, la qualità del sonno, perché l’eccesso di stress porta a dormiremale con danni sulla salute. Ultimo fattore, che però in realtà è il primo, l’astensione da qualunque tipo di abuso, in primis il fumo, poi l’alcool, la droga, il telefonino e le relazioni negative». Landi ha insistito su quest’ultimo aspetto perché poco considerato dall’opinione pubblica: «Le persone più longeve sono quelle che hanno relazioni interpersonali, intese come famiglia, amici, colleghi di lavoro, buone. Ricordiamoci: se ci sono relazioni che creano ansie e dipendenze si vive meno e male». Tra i fattori evidenziati e oggi più che mai di grande attualità e preoccupazione, anche l’ambiente, perché non esiste longevità in un ambiente non sano.
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Da Giovanni Scapagnini, professore ordinario di nutrizione clinica all’Università del Molise, sono arrivati precisi suggerimenti su ciò che non deve assolutamente mancare nell’alimentazione, con una premessa: l’Italia è conosciuta per l’aspettativa di vita alta, con una media ponderata di 83 anni, ma si parla meno del fatto che è di 58 anni quella vissuta in salute. «Solo il 13% mangia almeno quattro porzioni di frutta e verdura al giorno e di conseguenza non insegniamo ai bambini a mangiarla. Un problema serio, perché da uno studio di Harvard, cui ho partecipato, emerge che adottare una dieta sana fa guadagnare 10 anni di vita senza malattie» ha affermato Scapagnini. Dal suo intervento è uscita anche una curiosità: «Da uno studio svolto in America e che ha coinvolto cinquemila infermiere abbiamo notato che tre porzioni di frutti di bosco a settimana in una fascia di età tra i 35 e 60 anni allungano di 6 anni la prospettiva di vita in salute». Il professore è infine tornato sull’aspetto socio psicologico: «Dovremmo inserire nella settimana, come fosse prescritto da una ricetta medica, un’ora da dedicare al coniuge o ad un caro amico, perché è la cosa più forte in termini di impatto sulla longevità, ma la scordiamo sempre».
Il Technogym check-up è stato illustrato dal direttore scientifico di Ricerca e Comunicazione di Technogym, Silvano Zanuso: «E’ uno strumento che valuta le condizioni fisiche e cognitive attraverso tecnologie avanzate e intelligenza artificiale, traducendo i risultati in WellnessAge, un indicatore che confronta lo stato di benessere della persona con la sua età reale». Il direttore scientifico ha insistito quindi sull’importanza dell’esercizio fisico: «Consiglio di pensarlo come una pillola magica da assumere ogni giorno, perché tra l’altro migliora il tono dell’umore. Per esercizio fisico si intende attività aerobica, camminata veloce, attività fisica quotidiana, per esempio la camminata normale, il fare le scale… e la forza a tutte le età, anzi più si invecchia più la si dovrebbe esercitare anche due, tre volte a settimana perché abbassa la glicemia». Dal talk è emerso che la longevità dipende solo in parte da geni favorevoli, è invece, come ha sottolineato Landi, legata soprattutto agli stili di vita che si adottano e da come si custodisce la vita fin da bambini. Da qui la necessità di un patto intergenerazionale per il quale gli adulti prendano coscienza di questi principi e li trasmettano ai più giovani.
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29 agosto 2026
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