L’artista Luigi Serafini ospite della 34esima Mostra Mercato di Bienno
La rassegna chiude domenica 30 agosto: «La via in salita e la via in discesa sono una e la medesima — sottolinea l’artista, citando Eraclito — proprio come qui a Bienno con il suo centro storico»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
L’artista Luigi Serafini ospite della 34esima Mostra Mercato di Bienno
di Eletta FlocchiniLa rassegna chiude domenica 30 agosto: «La via in salita e la via in discesa sono una e la medesima — sottolinea l’artista, citando Eraclito — proprio come qui a Bienno con il suo centro storico»
Secondo Luigi Serafini, artista visionario di fama internazionale e creatore dell’enciclopedico Codex tanto amato da Federico Fellini e Italo Calvino, il metro di misura è il bilzo-balzo. Nè più nè meno.
Per comprendere l’ambigua dimensione del “dualismo” basta avere in mente l’altalena dei bambini che sale e scende. Su e giù, sotto e sopra, avanti e dietro: i poli opposti appartengono a una stessa traiettoria. Ciò che cambia è il punto di vista di chi guarda. «La via in salita e la via in discesa sono una e la medesima — sottolinea l’artista, citando Eraclito — proprio come qui a Bienno con il suo centro storico».
Mostra Mercato di arti e mestieri 2026: per la 34esima edizione di uno degli eventi più importanti del territorio bresciano e regionale, il sindaco Ottavio Bettoni ha voluto un ospite d’onore d’ eccezione. E così sul finire dell’estate in uno dei borghi più belli d’Italia ma anche borgo degli Artisti, la curatrice Cinzia Bontempi ha invitato Luigi Serafini a esporre alcune opere per tutta la durata della manifestazione, che si concluderà domani.
All’interno di un programma tutto dedicato all’arte, che si svolge fra Palazzo Simoni Fè, Casa Valiga e la Parada, con la collaborazione di Claudio Ercoli, Renato Calaj, Tomaso Vezzoli , Alexander Diego Gil Valle e Violetta Uboldi, è stato concepito il “Campetto del Dualismo” - tema delle residenze d’artista 2026 - che, fra le numerose opere degli artisti partecipanti, accoglie anche due installazioni di Serafini: “Genesis” e il “Campetto del Dualismo Infinito e Circoscritto”: «Ho pensato a due allestimenti — spiega l’artista — uno sopra e uno sotto nell’area della Parada che richiamassero al paradosso del doppio. Da un lato, il gioco con i troni e l’altalena al quale invito il pubblico a partecipare in coppia per vivere lo spazio invisibile che si crea fra due persone. Dall’altro, il tempietto con l’olio su tela “Genesis”, posta davanti ad alcune panche di legno e accompagnata dalla colonna sonora di Danny Elfman. Qui ci troviamo di fronte al tema della spiritualità dell’arte e del rapporto fra sacro e invisibile».
Le due installazioni- apparentemente distanti l’una dall’altra - trovano un punto d’incontro nella volontà dell’artista di coinvolgere il visitatore a partecipare, sentire e ascoltare ciò che l’arte nella sua “dualità” riesce a trasmettere. «Il dualismo — prosegue Serafini — è un tema stimolante che in fondo si collega al nostro modo di guardare le cose. Lo trovo molto coerente con l’atmosfera che si respira a Bienno, salendo e scendendo per i vicoli. Anche qui c’è un dualismo nella percorrenza del borgo». Un incontro del destino quello fra l’artista e la cittadina durante la mostra mercato: «Apprezzo il clima molto favorevole per gli artisti: a Bienno ci si sente accolti da un ambiente protettivo e solido». Al centro della manifestazione il filone della creatività, con tutte le sue declinazioni che include arte e artigianato, manufatti e opere, sapienza e talento artistico: «A Bienno trova espressione in modo impressionante il concetto greco di arte, la tecnè. Che include in sé la perizia tecnica e l’intuizione all’interno di una stessa parola».
Nessuna distinzione, dunque, nessuna separazione netta fra l’artigiano e l’artista che nel borgo biennese - storicamente terra dei maestri della ferrarezza e di notevoli cicli pittorici - convivono con naturalezza. E a volte, coincidono persino.
Vai a tutte le notizie di Brescia
Iscriviti alla newsletter di Corriere Brescia
29 agosto 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA