La nuova biblioteca civica a Torino Esposizioni: a chi serve un altro Circolo dei Lettori? Una lettura «politica» del nuovo polo culturale
Corriere della Sera - Cultura

La nuova biblioteca civica a Torino Esposizioni: a chi serve un altro Circolo dei Lettori? Una lettura «politica» del nuovo polo culturale

Sabato 29 agosto 2026
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Il nuovo spazio sul Po ospiterà incontri, dibattiti, presentazioni di libri e laboratori, proprio come lo storico salotto di via Bogino. E se i 100 milioni di Pnnr servissero solo a creare un «doppione» di sinistra?

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La nuova biblioteca civica a Torino Esposizioni: a chi serve un altro Circolo dei Lettori? Una lettura «politica» del nuovo polo culturale

di Gabriele Ferraris

Il nuovo spazio sul Po ospiterà incontri, dibattiti, presentazioni di libri e laboratori, proprio come lo storico salotto di via Bogino. E se i 100 milioni di Pnnr servissero solo a creare un «doppione» di sinistra?

Nell’immaginario di Stefano Lo Russo la nuova Biblioteca Civica Centrale a Torino Esposizioni e ilrestyling di via Roma non rappresentano soltanto due tangibili risultati da rivendicare in vista della sperata rielezione, bensì la testimonianza tangibile e duratura del suo passaggio sulla poltrona di sindaco.

In merito a via Roma non mi sbilancio; non mi pare una rivoluzione epocale. Ma è soprattutto sulla nuova Biblioteca del Valentino che Lo Russo coltiva grandi ambizioni. Ci ha investito più di 100 milioni, una bella fetta di Pnrr e Pnc: meno comunque di quanto a inizio secolo si delirava con il progetto dell’architetto Bellini per l’area ex Westinghouse, pagato 16 milioni e mezzo (soltanto il progetto!) e abbandonato nel 2011 quando si capì che realizzarlo sarebbe costato oltre 220 milioni.

Nuovo polo culturale

A detta del sindaco la Biblioteca del Valentino sarà un grande «polo culturale, turistico e di innovazione» che ospiterà incontri, dibattiti, presentazioni di libri, laboratori per grandi e piccini. Tutto molto bello: ma a me sembra la fotocopia puntuale delle attività del Circolo dei Lettori. Che, per l’appunto, da vent’anni esatti fa le stesse identiche cose a Palazzo Graneri in via Bogino. Il Circolo oggi è una Fondazione di cui la Regione è socio fondatore unico. In passato il Comune aspirava ad aderirvi, ma mancavano i soldi. Nel 2014 Lo Russo, all’epoca assessore all’Urbanistica di Fassino, suggerì di creare a Torino Esposizioni una «cittadella della letteratura» (la parola «polo» non era ancora di moda) dove trasferire la vecchia Biblioteca Centrale, e pure il Circolo dei Lettori. Così, offrendo la sede, il Comune sarebbe entrato nella governance del Circolo senza sborsar contanti. Al momento non se ne fece nulla, sembrava la solita sparata della politica per raccattare un titolo sui giornali. E invece l’idea della Biblioteca a To-Expo è andata avanti: ma — adesso che la «cittadella della letteratura» vagheggiata nel 2014 da Lo Russo sarebbe fattibile — di spostarci il Circolo non ne parla più nessuno.

La lettura è politica 

Lo Russo dev’essersi fatto i suoi conti. Il Circolo è ormai feudo inviolabile della Regione di destra, con Marrone che fa e disfa, inventa festival e sponsorizza direttori e presidenti. E allora — avrà pensato l’astuto sindaco piddino — sai che c’è? Io mi faccio il mio Circolo-fotocopia nella nuova Biblioteca. Stesso business, però di sinistra (sempre che consideriate di sinistra il Pd...). Per portarsi avanti, Lo Russo ha già affidato l’organizzazione delle attività culturali della futura Biblioteca a Maurizia Rebola, che fu direttrice del Circolo dei Lettori quando in Regione governava il centrosinistra. 

Nuova biblioteca contro Circolo dei lettori

Così avremo due «circoli dei lettori», uno della Regione e l’altro del Comune, e già mi figuro le scene da calciomercato per soffiare alla concorrenza gli ospiti più prestigiosi e gli scrittori più popolari. Il Circolo, in via Bogino, tra affitto, bollette, dipendenti e costi vari spende qualcosa come 5 milioni all’anno. In secondo luogo, per organizzare e gestire le attività della fotocopia comunale al Valentino servirà il personale che qualcuno dovrà pagare (e temo di sapere chi...). Certo, resto convinto che la meravigliosa sede di Palazzo Graneri aggiunge fascino al Circolo. Ma sul piano della fredda razionalità la domanda sorge spontanea: esistono validi motivi per non realizzare le famose «economie di scala» trasferendo il Circolo originale — che già dispone di know how e professionalità — nella nuova Biblioteca dove continuerebbe il suo benemerito lavoro risparmiando pure sull’affitto? Validi motivi, voglio dire, oltre alla difesa politicante dei rispettivi orticelli alla faccia della «concordia istituzionale», in attesa della gran comica qualora un giorno Regione e Comune si ritrovassero con la stessa maggioranza: allora voglio vedere cosa se ne faranno, del doppione. Massì, two circles is mej che uan. Sembra una barzelletta e invece è una canzone di Gaber: il Circolo è di destra come il culatello e la Biblioteca è di sinistra come la mortadella. E noi paghiamo a lorsignori sia il culatello, sia la mortadella.

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