I diritti negati e il caso slovacco
L’emendamento costituzionale votato un anno fa dal governo limita ulteriormente i diritti delle coppie dello stesso sesso e antepone il diritto nazionale a quello dell’Ue
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I diritti negati e il caso slovacco
Paolo Lepri | 28 agosto 2026L’emendamento costituzionale votato un anno fa dal governo limita ulteriormente i diritti delle coppie dello stesso sesso e antepone il diritto nazionale a quello dell’Ue
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Bratislava è lontana dall’Europa. L’emendamento costituzionale voluto un anno fa dal governo di Robert Fico limita ulteriormente i diritti delle coppie dello stesso sesso e antepone il diritto nazionale a quello dell’Ue. «Nel nostro Paese il matrimonio lega una donna e un uomo», ha detto il ministro dell’Interno Matus Sutaj Estok (nella foto) rispondendo alle proteste per il rifiuto di registrare l’unione celebrata in Austria nel 2020 tra Ivan Novotny, avvocato, e Metod Spacek, diplomatico.
A quest’ultimo fu annullata nel 2024, per non meglio precisate «ragioni politiche», la nomina a rappresentante permanente alle Nazioni Unite. Molto probabilmente i motivi erano altri. Il no alla richiesta della coppia è arrivato proprio in una lettera di Sutaj Estok , «sulla base di deboli argomentazioni legali — ha dichiarato Novotny — e illustrate da una persona incompetente». Il ministro dell’Interno slovacco , 39 anni, è l’esponente di punta del partito Hlas (che si definisce «socialdemocratico»), nato dopo una provvisoria rottura tra l’attuale presidente della Repubblica, Peter Pellegrini, e i social-populisti di Fico (Smer), entrambi poi sospesi dai socialisti europei dopo l’accordo di governo del 2023 con l’estrema destra.
Su questo tema vale la pena di citarlo : «Una coalizione non è semplice perché non si sceglie in base all’amicizia. Non siamo né una famiglia né un gruppo di amici. Siamo partiti di coalizione che hanno deciso all’inizio della legislatura di portare avanti i rispettivi programmi pre-elettorali». Nei programmi pre-elettorali, evidentemente, non c’era il rispetto per i diritti degli individui, visto quello che è accaduto a Novotny e Spacek. «La commissione guidata da Ursula von der Leyen — scrive The Slovak Spectator — sta seguendo il caso e ha messo in rilievo il primato delle leggi europee su quelle nazionali e gli obblighi degli Stati membri di rispettare le sentenze della Corte di giustizia dell’Ue».
Il Parlamento europeo, tra l’altro, ha chiesto in maggio all’esecutivo comunitario di avviare le procedure per congelare i fondi destinati a Bratislava citando lo smantellamento degli organi anti-corruzione, le interferenze nei media e le pressioni sulla società civile. Niente è accaduto finora.
28 agosto 2026
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