Musica, i «finti» addii e le continue reunion delle band che non riescono a lasciare il palco: Pooh, Elio e Le Storie Tese, Kiss e Scorpions. I «ripensamenti» di chi non vuole smettere
Nella storia della musica moderna sono tanti gli artisti e i gruppi rock che hanno annunciato l'addio senza mai smettere di suonare in tutto il pianeta
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Musica, i «finti» addii e le continue reunion delle band che non riescono a lasciare il palco: Pooh, Elio e Le Storie Tese, Kiss e Scorpions. I «ripensamenti» di chi non vuole smettere
di Francesco VerniNella storia della musica moderna sono tanti gli artisti e i gruppi rock che hanno annunciato l'addio senza mai smettere di suonare in tutto il pianeta
I Pooh hanno annunciato la fine della lunga carriera ancora nel 2015
Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Questo verso della hit della coppia d’assi Mogol-Battisti, spesso coincide con l’espressione di stupore di un fan che, dopo aver visto il concerto d’addio del proprio idolo, se lo ritrova, come niente fosse, di nuovo nel calendario della stagione successiva.
Scherzi a parte, fare musica ad altissimi livelli è una cosa che esula, sempre, dal lavoro, diventando spesso una vocazione o motivo di vita, ma altre volte anche business, marketing o perfino un modo per appianare situazioni economiche traballanti. Così è e così è sempre stato.
Ripensamenti
«La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive di immaginazione», scriveva Oscar Wilde. E i Pooh, in questo caso, di immaginazione ne hanno sempre avuta tantissimo. La rock band più importante che l’Italia abbia mai avuto annuncia e intraprende più di un tour d’addio. Già il 29 settembre 2015 la comunicazione ufficiale parla della reunion del 2016 come chiusura definitiva della storia del gruppo; il 28 gennaio 2016 il sito ufficiale ribadisce che «al termine dei festeggiamenti per il 50ennale si chiuderà per sempre la storia della band». Da lì “Reunion – L’ultima notte insieme” nasce inizialmente con due stadi, allargandosi poi fino a 29 date nel 2016 (anche a Verona e Treviso).
Poi il primo ritorno è del 2023 con “Amici x Sempre Live” prima San Siro, poi l’Olimpico e, tra le altre tappe, anche due date in Arena il 29 e 30 settembre all’Arena di Verona. Sembra finita ma non è così, in scia al tour precedente arriva anche “Amici X Sempre - Tour Estate 2024” e qui le date venete sono quattro, la prima volta in Piazza San Marco a Venezia (5 e 6 luglio), poi anche Villafranca di Verona e Marostica.
Due anni dopo ed ecco che è già tempo per festeggiare un traguardo memorabile come i 60 anni di storia e ci si trova alle porte di “Pooh 60 – La nostra storia” che è passato in Arena (con orchestra) a maggio e ancora, in Veneto a Bassano del Grappa e a Este, in provincia di Padova.
Ma certo i Pooh non sono gli unici in Italia che hanno avuto “ripensamenti”. Altro esempio di band è quella degli Elio e le storie tese che nel 2018 si lancia nel tour d’addio “Arrivedorci” per poi tornare, tre anni più tardi, a suonare assieme sporadicamente (almeno nel mitico “Concertozzo”), e invece in pianta praticamente stabile dal 2023, ammettendo quest’anno di «aver scherzato».
I re dei ripensamenti però sono stati i Kiss. La rock band mascherata più famosa di sempre tiene la prima tournée di addio già nel 2000: 142 date mondiali del “Farewell Tour”. Ma l’assenza dai palchi dura pochissimo e non viene mai mantenuta con una serie di tournée mondiali successive. Poi un nuovo enorme giro di concerti per l’“End of the Road World Tour” che parte nel 2019 e si chiude nel 2023 (passando in Arena) con un totale di 250 live per salutare come si deve la Kiss Army. Dopo di che tanti tour dei singoli membri della band, una mini residency a Las Vegas (con concerti) lo scorso anno e il progetto di un tour, potenzialmente infinito, con ologrammi al posto dei musicisti.
E gli Scorpions non sono da meno. La leggenda rock tedesca di “The wind of change”, stando alle loro affermazioni, doveva smettere di suonare oltre 15 anni fa ma l'abbiamo ritrovata l’11 luglio in concerto anche all’Ama Festival di Romano d’Ezzelino (Vicenza). Nel 2010 Klaus Meine e soci annunciano l’ultimo giro di valzer per salutare i fan. Non un solo ballo però ma oltre 200 live in tutto il mondo fino al 2014 quando semplicemente pensano «ci divertiamo, il pubblico si diverte e perché fermarsi?». Così un nuovo tour mastodontico come il “50th Anniversary World Tour” prende il via nel 2015 e, senza soluzione di continuità, continua tra tour globali regolari, residency a Las Vegas, festival e arene, e perfino un nuovo album (“Rock Believer” del 2022) che ancora presentano dal vivo.
La storia del rock
La storia del rock è piena di esempi simili. A volo d’uccello ricordiamo anche i metallari Judas Priest che dopo l’annuncio del tour d’addio nel 2010 “Epitaph World Tour” continuano a girare il mondo (arrivando anche a Pordenone il 3 settembre) e i Mötley Crüe (con ragioni economiche più che artistiche) che nel 2014 lanciano il loro ultimo tour con tanto di contratto (“Cessation of Touring Agreement”) poi mai rispettato con continui ritorni. Caso emblematico quello del Principe delle Tenebre Ozzy Osbourne che, da solista, partecipa al “No More Tours” nel 1992, poi al “Retirement Sucks” del 1995 seguito dal “No More Tours 2” del 2018. Poi, dopo il ritorno nei Black Sabbath agli inizi del 2000, il tour d’addio “The End Tour” dal 2016 al 2017 (passato in Arena il 13 giugno 2016) con 81 concerti. Ma la storia del Padrino dell’Heavy Metal merita una chiusura indimenticabile così Ozzy e la sua band, accompagnati da decine di rock star, suonano al “Back to the Beginning” a Birmingham il 5 luglio dello scorso anno. La morte avviene solo 17 giorni più tardi.
In questo settore di diritto entra anche “The Voice”, Frank Sinatra; dopo l’annuncio del ritiro ufficiale dalle scene nel 1971, tiene “solamente” altri 1000 concerti.
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Senza fine (l'addio infinito)
Ci sono invece addii infiniti ma veritieri. Il caso più emblematico è quello di Elton John che annuncia il suo tour di addio, il “Farewell Yellow Brick Road” in partenza nel 2018. Tutto confermato se non fosse che il tour si protrae per quasi sei anni e si chiude dopo 330 concerti a Stoccolma l’8 luglio del 2023 (dopo essere passato anche in Arena a Verona il 29 maggio 2019). Da allora solo apparizioni sporadiche tra le quali il concerto privato per il gruppo Ferretti alla Fenice di Venezia nel dicembre del 2023 (in piano solo).
Anche l’Italia ha casi simili. Umberto Tozzi ha infatti portato appena a termine il suo tour d’addio come fosse una serie in più puntate; del 2024 l’annuncio de “L’ultima notte rosa – The Final Tour” e il via per due anni in giro in tutto il mondo con “Gloria” e le sue altre hit per un’ottantina di date tra cui anche la “Grande Festa” in Arena il 5 ottobre dello scorso anno. Poi però i concerti non si fremano e vengono calendarizzati i 12 appuntamenti di “L’ultima notte rosa – The Final Show” di quest’anno che si chiudono il 21 marzo proprio a Padova. Neppure il tempo di asciugarsi le lacrime ed ecco che Tozzi annuncia il suo primo musical “Gloria” di cui sarà direttore artistico (e non sarà in scena), il cui debutto è fissato il 23 ottobre al teatro degli Arcimboldi di Milano.
Un altro lunghissimo addio (ancora da chiudersi) è quello di un mito della canzone italiana come Claudio Baglioni. Tutto inizia il 20 gennaio 2024 con l’annuncio “Ancora mille giorni e saluterò” che, facendo due calcoli, vede la fine della carriera live più o meno nell’autunno di quest’anno. Dal 2024 però il cantautore romano non si ferma più, (almeno) 140 concerti, prima con “aTUTTOCUORE” poi con “SoloTris” e “Piano di volo”. Dopo che succederà? Rifacendosi a Mogol-Battisti, “lo scopriremo solo vivendo”.
C’è invece chi ha mantenuto l’impegno. Francesco Guccini, morto il 6 agosto, è stato sicuramente un esempio in questo, un addio alle scene neppure tanto enfatizzato (ma annunciato) e dopo il 2012 con l’apparizione al Concerto per l’Emilia, il “maestrone” non ha più cantato dal vivo, anche se ha inciso qualche album.
Stessa cosa per Ivano Fossati; annuncio dell’ultimo album “Decadancing” e tour nell’ottobre del 2011, e dopo la tournée di una sessantina di date, la sparizione, vera e definitiva, dai live e dalla discografia.
Nel mondo invece un caso emblematico è stato quello dei R.E.M.: un comunicato ufficiale nel sito il 21 settembre 2011 in cui si parla di chiusura della band e da allora nessun concerto (anche se ci sarebbe bisogno di buona musica come quella).
In direzione ostinata e contraria
C’è poi chi suona finché ha ancora fiato. Prince tiene l’ultimo concerto il 14 aprile 2016 al Fox Theatre di Atlanta per il suo “Piano & A Microphone Tour” e se ne va una settimana dopo. Tom Petty suona il 25 settembre 2017 al Hollywood Bowl di Los Angeles e muore il 2 ottobre. “The man in black” Johnny Cash si esibisce con band nel luglio del 2003 e scompare il 12 settembre.
Il caso che esula da ogni logica, commerciale, di marketing e, ci sentiamo di dire anche, esistenziale, è quello del più grande tra i grandi, Bob Dylan. Mentre il rock moltiplica gli addii, “His Bobness” non ne ha mai annunciato uno. Dal 1988 porta in giro un tour senza nome e senza fine, il leggendario “Never Ending tour” più di tremila concerti e mai una dichiarazione; non promette di smettere, non promette di continuare: semplicemente suona. Ed è forse l’unico, alla fine, a non aver mai mentito.
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