Usa, se il postino blocca le schede elettorali
Allo US Postal Service, l’agenzia federale che da 251 anni consegna la posta, viene dato un ruolo politico
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Usa, se il postino blocca le schede elettorali
Massimo Gaggi | 27 agosto 2026Allo US Postal Service, l’agenzia federale che da 251 anni consegna la posta, viene dato un ruolo politico
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Allo US Postal Service, l’agenzia federale che per 251 anni, dall’era dei pionieri a quella dei lettori ottici, ha consegnato la posta, viene per la prima volta dato un ruolo politico. L’ordine esecutivo presidenziale del marzo scorso che impone agli Stati di compilare e dare al Post Office elenchi di elettori con prova di cittadinanza e residenza, coi postini tenuti a non consegnare le schede elettorali a chi non è compreso in quegli elenchi, sembrava una delle tante sortite illegali di Donald Trump, subito bloccate dalla magistratura.
Ma il pronunciamento ambiguo col quale la Corte Suprema ha ora autorizzato Trump ad attuare parte del suo ordine esecutivo, pur lasciando in sospeso il giudizio sulla sua costituzionalità (in America l’organizzazione del voto è potere esclusivo dei singoli Stati) fa riemergere la possibilità di un’interferenza del Post Office nel voto di mid term del 3 novembre (quello postale che The Donald sta cercando di limitare usando i postini federali per scavalcare gli Stati va, in maggioranza, ai democratici).
Un’altra causa blocca ancora l’obbligo, per gli Stati, di compilare e consegnare gli elenchi, ma intanto spuntano elenchi federali e il board che governa il servizio postale, da sempre bipartisan, è stato trasformato dal presidente in un altro organismo trumpiano scegliendo come Postmaster General un fedelissimo, David Steiner, e designandone altri 4 nel board. La loro nomina non è stata ancora ratificata del Senato, ma avranno una corsia presidenziale alla ripresa dei lavori a settembre. Basta la conferma di due di loro (che pare imminente) per consegnare il Post Office a Trump.
Fin dove spingerà le sue forzature? Mentre arrivano nuovi ricorsi e non sono esclusi altri interventi della Corte Suprema, si va verso il voto in un clima di confusione e incertezza: basti pensare che le prime schede postali (quelle per militari e residenti all’estero) partiranno già ai primi di settembre. Si rischia un’ulteriore perdita di fiducia nel processo elettorale, un altro colpo alla democrazia. Se non peggio. A un intervistatore, suo ultrà, che lo invitava ad affermare il diritto di «dichiarare un’emergenza nazionale per il voto» Trump, che fin qui ha dichiarato 21 emergenze nazionali, dall’alluminio all’energia, quasi sempre per scavalcare il Congresso ed estendere i suoi poteri, ha dato una delle sue risposte sibilline.
27 agosto 2026
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