Sei artisti e un territorio, il canto e la musica come cardini della cultura: così la «Trienala Ladina» racconta l’identità delle Dolomiti
La mostra al Museum Ladin di San Martino in Badia coinvolge sei interpreti locali, chiamati a esplorare canto e musica come elementi centrali della tradizione ladina che si perpetua ancora oggi
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Sei artisti e un territorio, il canto e la musica come cardini della cultura: così la «Trienala Ladina» racconta l’identità delle Dolomiti
di Roberto BrumatLa mostra al Museum Ladin di San Martino in Badia coinvolge sei interpreti locali, chiamati a esplorare canto e musica come elementi centrali della tradizione ladina che si perpetua ancora oggi
Con il titolo «Intreccio Ladino», il rapporto fra canto, musica, territorio e identità della cultura ladina è il cuore dell’ottava «Trienala Ladina» dedicata all’arte contemporanea, che fino a giovedì si può visitare al Museum Ladin Ćiastel de Tor a San Martino in Badia, uno dei due musei ladini (l’altro è Ursus ladinicus, che si trova sempre in Alto Adige a San Cassiano, nel Comune di Badia). Curata da Andrea Lerda, che per il Museo Nazionale della Montagna di Torino si occupa del programma d’arte contemporanea, quest’edizione coinvolge sei interpreti locali, chiamati a esplorare canto e musica come elementi centrali della tradizione ladina che si perpetua ancora oggi. Ne sono protagonisti: Ernestina Abbühl, il duo Fabian Feichter e Youlee Ku, Isabell Pitscheider, Barbara Tavella, Tobias Tavella.
Gli artisti
Ernestina Abbühl proviene dall’area ladina dei Grigioni svizzeri, dove da vent’anni lavora con carta fatta a mano, cera, elementi vegetali e materiali che evocano rocce, ghiaccio, flora alpina e paesaggi; Fabian Feichter, di Bressanone, e il coreano Youlee Ku si presentano come unico soggetto della Val Badia intervenuto con un’opera interdisciplinare; Isabell Pitscheider arriva da Selva di Val Gardena, collabora con il Museum Gherdëina e qui reinterpreta la tradizione nel presente; Barbara Tavella è di La Valle, dopo studi all’Accademia di Brera, dipinge donne ibride, un mix tra creatura reale e fantastica, animale e vegetale; suo fratello Tobias Tavella, di La Valle, è scultore e realizza installazioni spaziali, oggetti, ambienti e paesaggi sonori, anche combinando materiali naturali e industriali.
Tradurre il territorio in forma audiovisiva e relazionale
Nella torre del castello viene poi proposta un’installazione del «Collettivo Plurale», nato a Verona nel 2020 e costituito da Leonardo Avesani, Chiara Ventura e Giulio Ancona. Il loro intervento comprende due videoinstallazioni in cui i profili delle montagne ladine - tra cui Sass de Putia, Sas dla Crusc e una parte del Gruppo del Sella - vengono trasformati in suono, come se la montagna fosse un corpo capace di parlare per diventare voce della comunità. In questo modo «Collettivo Plurale» interpreta la «ladinità» traducendo il territorio in forma audiovisiva e relazionale.
Orari e costi
La triennale potrà essere scoperta dal pubblico anche partecipando alle visite guidate interattive condotte, dalle 16 alle 18, dalla mediatrice artistica Silvia Baccanti, e grazie agli incontri che si incentrano sull’analisi delle opere ma anche su laboratori creativi per adulti e bambini (dai 6 anni in su). Visita più laboratorio vengono proposti a 10 euro a persona. Ogni visita guidata pomeridiana si concluderà poi con «Aperitivo culturale» e accompagnamento musicale dal vivo sulla terrazza panoramica del castello, ma il pubblico potrà accedere anche al solo aperitivo serale (dalle 18 in avanti). La prossima occasione per questi speciali appuntamenti sarà giovedì, con «Ert & Aperitif», visita guidata più laboratorio creativo, seguiti da aperitivo e concerto del duo Anger. Fino alle 20 un dj set creerà l’atmosfera, mentre dalle 20 alle 21.30 a esibirsi dal vivo sarà il duo indie-pop Anger, ovvero Nora Pider e Julian Angerer di Bressanone. Prenotazione richiesta (0474 524020 o all’indirizzo prenotaziuns@museumladin.it).
Il concorso
Trienala Ladina si visita col biglietto del Museum Ladin (8 euro gli adulti) da martedì a domenica (10–18) e include l’opera dell’artista gardenese Arno Holzknecht, vincitore del «Premio Richard Agreiter 2026», a cui la giuria ha riconosciuto di aver saputo far dialogare la tradizione della scultura lignea ladina al contemporaneo, ibridando materiali, temi e pratiche. Il «Premio Richard Agreiter», intitolato allo scultore austriaco originario della Val Badia, che finanzia l’iniziativa, è un concorso per una scultura contemporanea promosso dal Museum Ladin, che ad ogni edizione acquista un’opera da inserire nella propria collezione.
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