Se la scienza sfata il mito della pietra filosofale
La trasformazione del piombo in oro è stata realizzata da un acceleratore di particelle
Se la scienza sfata il mito della pietra filosofale
Federico Cella | 24 agosto 2026La trasformazione del piombo in oro è stata realizzata da un acceleratore di particelle
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Trasformare il vile piombo in nobile oro? L’alchimia, fin dai primi scritti di Zosimo di Panopoli (III-IV secolo d.C.), ci ha provato senza mai riuscirci, al netto del mito di Nicolas Flamel — rinvigorito addirittura da Harry Potter — e degli spettacoli «magici» di Alessandro di Cagliostro. La trasformazione, allora intesa come tassello della Grande Opera — un percorso più filosofico che scientifico, verso l’innalzamento della materia e dello spirito —, oggi è stata realizzata da un acceleratore di particelle.
Al Cern di Ginevra, utilizzando il rinomato Large Hadron Collider del bosone di Higgs, gli scienziati del progetto Alice — nato per studiare il «brodo primordiale» — hanno ottenuto oro partendo da atomi di piombo. Un cosiddetto sotto-prodotto del progetto. Semplificando, il metallo nobile è apparso con la «sola» sottrazione di tre protoni: il piombo ne ha 82 nel suo nucleo atomico, le particelle accelerate quasi alla velocità della luce li perdono negli «sfioramenti», fino ad arrivare a 79. Il numero di protoni dell’oro.
Che è dunque comparso, per frazioni di secondo e in quantitativi infinitesimali: 90 picogrammi nel complesso. Nessun sogno di ricchezza, dunque, ma una pietra non filosofale aggiuntiva al mito della scienza moderna — che per la trasmutazione è passata dalla chimica ai principi fisici — che è in grado di spiegare tutto. Volendo, l’evento si può anche leggere come la fine dello stupore antico, quel senso di meraviglia per la Natura imperscrutabile, il Mistero, per sondare il quale scienza e magia-religione si sono accompagnate per secoli.
Il padre della fisica classica, Isaac Newton, è stato definito anche «L’ultimo dei maghi» dopo la scoperta dei suoi scritti alchemici, bollati dalla famiglia, alla sua morte, come «non adatti alla pubblicazione». Oppure, anche qui, possiamo assistere a una trasformazione. Dal misticismo a una nuova forma di stupore: quello per la matematica, in grado di leggere e modellare la realtà. Un senso di meraviglia che dal divino si sposta verso, e innalza, l’umano.
24 agosto 2026
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