«In missione per conto di Dio»: Lou Marini, il sassofono dei Blues Brothers, a Bagolino per riscoprire il paese dei suoi nonni
Il musicista americano, fra i protagonisti del film cult del 1980, si è recato in Valle Sabbia di ritorno dal meeting di Rimini, dove ha incontrato Papa Leone
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«In missione per conto di Dio»: Lou Marini, il sassofono dei Blues Brothers, a Bagolino per riscoprire il paese dei suoi nonni
di Massimo TedeschiIl musicista americano, fra i protagonisti del film cult del 1980, si è recato in Valle Sabbia di ritorno dal meeting di Rimini, dove ha incontrato Papa Leone
Non solo Rimini ma anche Bagolino. Non solo il Meeting di Rimini per incontrare papa Leone, ma anche la terra dei suoi avi per cercare le radici familiari. Il viaggio in Italia di Lou Marini, il mitico sassofonista dei Blues Brothers, si colora di sempre nuove sorprese.
Sui media internazionali ha fatto notizia l’incontro fra il Papa e Louis «Blue Lou» Marini a margine della visita del Pontefice al meeting di Cl. Papa Prevost, originario di Chicago, è notoriamente un ammiratore del film-cult di John Landis. Facile immaginare la gioia per lui di incontrare a Rimini il sassofonista della band, co-protagonista della memorabile scena con Aretha Franklin che cerca di dissuadere il compagno Matt Guitar Murphy dal seguire i Blues Brothers mentre Marini balla sul bancone del bar suonando il suo sax. Negli stand della Fiera riminese Leone XIV ha chiesto al musicista se è sempre «in missione per conto di Dio» e lui, di rimando, gli ha regalato un paio di occhiali neri alla Blues Brothers.
Marini ha approfittato del viaggio in Italia anche per fare tappa in una località bresciana, Bagolino, dove affondano le radici familiari del musicista americano. Il padre di Marini, anche lui di nome Louis, era figlio di Candido Marini, Originario di Darzo in Trentino, e di Silvia Schivalocchi, nativa appunto di Bagolino. Il rapporto familiare di Marini con Darzo era noto, meno il legame con Bagolino, da cui proveniva la nonna paterna, Silvia Schivalocchi, della famiglia degli Schivalocchi Ciapana (furono loro a gestire l’Albergo Ciapana, che fra ‘800 e ‘900 è stato il fulcro del turismo e dei viaggi d’affari a Bagolino, poi diventato albergo Richiedei).
Marini ha visitato il paese bresciano alla ricerca delle proprie radici e ne è stato letteralmente affascinato, percorrendo la centralissima via San Giorgio, sostando davanti all’ex albergo dei suoi antenati (ora sede del negozio Coop) e visitando la Casa museo gestita dall’associazione Habitar in sta terra. Particolare interesse ha suscitato nel musicista di Chicago la sala degli strumenti, che ricorda i profondi legami di Bagolino - terra di suonatori e liutai - con la musica.
Chissà se il sassofonista ha sentito il richiamo del sangue, e se il suo Dna è debitore di questa lunghissima tradizione. Certo è che Marini, che in italiano usa soprattutto l’espressione «molto buono» per sottolineare il proprio apprezzamento, sul libro degli ospiti della casa museo ha commentato proprio: «Molto buono». Firmato, naturalmente, Lou Marini.
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24 agosto 2026 ( modifica il 24 agosto 2026 | 15:55)
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