I Suoni delle Dolomiti al via: i Violoncellisti della Scala e il Coro della Sosat aprono il festival a 2.080 metri
Il Festival di musica in quota proseguirà con diciotto concerti che spaziano dalla musica classica al jazz passando dalla world music, alla canzone d’autore
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I Suoni delle Dolomiti al via: i Violoncellisti della Scala e il Coro della Sosat aprono il festival a 2.080 metri
di Fabio NappiIl Festival di musica in quota proseguirà con diciotto concerti che spaziano dalla musica classica al jazz passando dalla world music, alla canzone d’autore
I Violoncellisti della Scala e il Coro della Sosat aprono domani il festival «I Suoni delle Dolomiti», a 2.080 metri a Pian della Nana (ore 12), nel cuore delle Dolomiti di Brenta. Il Festival di musica in quota proseguirà fino al 4 ottobre con diciotto concerti che spaziano dalla musica classica al jazz passando dalla world music, alla canzone d’autore. «I Suoni delle Dolomiti è da più di trent’anni una manifestazione fedele a un’idea molto semplice, la musica in montagna, in alta quota, si ascolta e si vive in modo diverso – dice Mario Brunello, violoncellista internazionale e direttore artistico della kermesse -. Non c’è un palco tradizionale, non c’è distanza tra artiste, artisti e pubblico. Si cammina insieme, sullo stesso sentiero, pubblico e artisti, e si arriva in luoghi dove la natura è parte del concerto. È un modo per far vivere le Dolomiti con rispetto, senza forzature».
Continuo rinnovamento
Brunello fa notare anche: «Il festival continua a rinnovarsi, apre a linguaggi sempre più ampi, intrecciando classico, contemporaneo e tradizioni musicali diverse, con progetti speciali, collaborazioni con grandi nomi della musica internazionale assieme alle esperienze identitarie del festival, come i trekking musicali e i concerti all’alba. È un invito a rispettare la montagna nella sua fragilità, a viverla non solo come spazio ma come relazione, tra persone, culture e suoni che si incontrano con la natura e si trasformano insieme».
Un incontro tra tradizione e innovazione
Il primo appuntamento è, come detto, domani, a Malga Tassulla, in Val di Non, sull’altopiano di Pian della Nana, uno dei luoghi più suggestivi delle Dolomiti di Brenta. Un progetto speciale intitolato «Archi, corde, In-canto», che unisce il virtuosismo di violoncelliste e violoncellisti della Scala con il canto corale alpino del Coro della Sosat. Un incontro tra tradizione e innovazione, tra il patrimonio del canto di montagna e la magia del violoncello, che porta nello scenario del Parco naturale Adamello Brenta due realtà musicali diverse ma accomunate dalla ricerca di nuovi linguaggi. Il progetto, arricchito dagli arrangiamenti di Stefano Nanni, intreccia voci e archi in un dialogo originale tra memoria alpina e sonorità contemporanee.
Cento anni di attività della Sosat
Il Coro della Sosat (Sezione operaia società alpinisti tridentini, nato dalla Sat a Trento nel 1921) celebra cento anni di attività, in cui si è esibito in oltre duemila concerti, collaborando con artisti come Arturo Benedetti Michelangeli. I Violoncellisti della Scala si sono formati nel 2003 a Milano, ispirati ai consort di viole del sedicesimo secolo: una formazione in grado di esplorare un repertorio ampio e trasversale, che attraversa secoli di musica, dai grandi autori classici fino alle riletture contemporanee. Il luogo del concerto è raggiungibile da Cles in auto fino al parcheggio di Malga Culmei e poi proseguendo a piedi in un’ora e mezzo di cammino. In caso di maltempo, il concerto si terrà all’auditorium Polo Scolastico di Cles (ore 17.30) con ingresso libero fino a esaurimento posti.
Sull’Altopiano della Paganella,
Il secondo appuntamento è il 28 agosto, ai 2.491 metri di quota del rifugio Tosa Pedrotti (ore 12), sull’Altopiano della Paganella, con il violinista Ilya Gringolts. Nato a San Pietroburgo nel 1982, si è imposto giovanissimo vincendo nel 1998 il Premio Paganini, diventando il più giovane interprete ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento. Da allora ha costruito una carriera caratterizzata da una straordinaria versatilità e da una continua ricerca artistica, che va dal barocco al contemporaneo, e che lo ha portato a collaborare con alcune delle più importanti orchestre del panorama mondiale. Tra le guglie e le pareti delle Dolomiti di Brenta, Ilya Gringolts farà risuonare il timbro unico dello Stradivari «Ex-Prové» del 1718, lo straordinario violino a lui affidato. In caso di maltempo, il concerto sarà recuperato il 29 agosto nello stesso posto (ore 12) oppure alla Sala Congressi di Molveno (ore 17.30) con ingresso libero fino a esaurimento posti.
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23 agosto 2026
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