Vediamo il risiko bancario attraverso lenti sbagliate
Corriere della Sera - Cultura

Vediamo il risiko bancario attraverso lenti sbagliate

Domenica 23 agosto 2026
2 visualizzazioni

Invece di discutere su chi vince e chi perde dovremmo chiederci: di sistema bancario abbiamo bisogno per sostenere le enormi sfide dell’economia reale che stiamo affrontando

Putin ammette i danni all’economia del suo Paese. Poi minaccia l’Ucraina: «La risposta sarà distruttiva»

Vediamo il risiko bancario attraverso lenti sbagliate

Rita Querze | 23 agosto 2026

Invece di discutere su chi vince e chi perde dovremmo chiederci: di sistema bancario abbiamo bisogno per sostenere le enormi sfide dell’economia reale che stiamo affrontando

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Nella discussione pubblica sono tornate al centro le banche. E questo è bene: sono un’infrastruttura fondamentale della nostra economia. Colpisce però il tenore della discussione. Le offerte pubbliche e i relativi rilanci, tutto è letto solo con l’obiettivo di attribuire le etichette di vincitori e vinti ai singoli gruppi. Forse le lenti attraverso cui guardare quanto sta accadendo dovrebbero essere principalmente altre. Di che tipo di sistema bancario abbiamo bisogno per sostenere le enormi sfide dell’economia reale che stiamo affrontando? Il riassetto in corso aiuterà o meno? 

Queste sono le domande che dovremmo farci. Purtroppo il fatto che i grandi poli bancari siano due — Intesa e Unicredit — oppure diventino tre — Intesa, Unicredit e Mps — per le famiglie e le imprese rischia di cambiare poco. Eppure la necessità di riaggiustare il tiro ci sarebbe eccome. Lo dimostra la discussione negli ultimi anni sugli extraprofitti bancari. A ogni legge di bilancio si leva qualche nuova voce, a destra e a sinistra: «Andiamo a prendere i soldi dove sono, dalle banche che hanno avuto utili miliardari». Ma già parlare di extraprofitti è una contraddizione in termini: ci sono i profitti, che ciascuna impresa cerca legittimamente di massimizzare. E anche le banche sono imprese.

I profitti sono alti o sono bassi. E ci sono anche parametri per misurarli. Quelli delle banche italiane sono indubitabilmente alti. Nel 2025 il Roe delle banche italiane (il Return on Equity, che poi sarebbe il ritorno su ogni euro investito) è salito al 13,8% dal 12,7% del 2024. Per confronto, nell’intero sistema bancario dell’Unione europea il Roe era 9,3% a dicembre 2025. La redditività italiana è superiore di 4,5 punti percentuali rispetto alla media Ue. Non si può dire che con il crescere degli utili delle banche sia migliorato il trattamento per famiglie e imprese. Anzi. Un paio di esempi. Secondo l’Adusbef il costo dei conti correnti è aumentato del 23% in Italia negli ultimi 10 anni. È questo mentre sempre più sono gli stessi correntisti a gestirsi da soli il conto senza andare in filiale, facendo in autonomia bonifici e pagamenti. I conti correnti di base — quelli a costi bassi perché riservati a chi ha redditi altrettanto bassi — in Italia sono 180 mila a fronte di una platea potenziale di 7 milioni di persone. Secondo Bankitalia le banche «ostacolano e scoraggiano in modo ingiustificato» questo strumento.

Ultimo ma molto importante: le imprese. Dopo il rialzo dei tassi le banche europee sono diventate più selettive, in Italia la contrazione del credito è stata però più forte e persistente. Nel 2025 la Banca d’Italia ha rilevato come la ripresa del credito sia stata selettiva e abbia avvantaggiato le grandi imprese. Per un sistema produttivo tutto centrato sulle piccole e medie, che dipendono quasi totalmente dal credito bancario, non si tratta di un elemento indifferente.

Morale: la politica, tanto concentrata a intestarsi i risultati del risiko bancario in base al livello di amicizia-collateralità con questo e quell’attore, potrebbe dedicare qualche energia in più a forme di moral suasion per «convincere» il sistema bancario a rinunciare a una piccola fetta dei propri margini a vantaggio delle condizioni praticate a famiglie e imprese. I profitti si sgonfierebbero un poco. Qualche soldo in più resterebbe nelle tasche di famiglie e imprese. E la discussione sugli extraprofitti sarebbe superata.
Post scriptum: va notato che sono gli alti profitti a spingere le banche a operazioni di concentrazione, e la minore concorrenza spesso non aiuta ad avere servizi finanziari più a buon mercato.

23 agosto 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Rita Querze

Vediamo il risiko bancario attraverso lenti sbagliate

Domenica 23 agosto 2026 di Elvira Serra

Amatrice, il sisma e l'essenziale

Domenica 23 agosto 2026 di Giancristiano Desiderio

E se togliessimo valore legale alla maturità?

Sabato 22 agosto 2026 di Beppe Severgnini

Un'estate in fuga dai turbamenti

Sabato 22 agosto 2026 di Giuseppe Valditara

Gli estremismi ingannano il Paese

Sabato 22 agosto 2026 di Ferruccio De Bortoli

Il dovere della responsabilità

Sabato 22 agosto 2026 LEGGI TUTTI Bad Request

Condividi questo articolo