Il Mariani di Sant'Agata Feltria, il teatro in legno più antico d'Italia gestito dai volontari e rilanciato da Gassman. Ora è Patrimonio mondiale dell'Unesco
Unico in Emilia-Romagna ad essere stato inserito tra i dieci «teatri condominiali» riconosciuti dall'organizzazione delle Nazioni Unite. Realizzato nel 1723, appena cento posti: qui l'attore romano lesse i canti di Dante
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Il Mariani di Sant'Agata Feltria, il teatro in legno più antico d'Italia gestito dai volontari e rilanciato da Gassman. Ora è Patrimonio mondiale dell'Unesco
di Enea ContiUnico in Emilia-Romagna ad essere stato inserito tra i dieci «teatri condominiali» riconosciuti dall'organizzazione delle Nazioni Unite. Realizzato nel 1723, appena cento posti: qui l'attore romano lesse i canti di Dante
Ci sono teatri dove sulle porte dei palchi compaiono serrature e chiavistelli. Dove le chiavi che le aprono vengono custodite nel mazzo di quelle di casa dai legittimi proprietari, loro che hanno contribuito a costruirli o a mantenerli con donazioni e contributi.
È il vecchio principio dei teatri condominiali: pubblico e privato ne sono comproprietari, con le platee aperte a tutti e i palchi destinati ai loro condomini. Un modus operandi all’italiana in voga nell’Italia centrale del XVIII e XIX secolo, soprattutto nelle Marche e in parte in Umbria e in Emilia-Romagna.
È il più antico teatro in legno d'Italia
Dieci di questi teatri sono stati proclamati Patrimonio mondiale dell’Unesco, in un sistema che tocca la Romagna nel borgo del Montefeltro Riminese di Sant’Agata Feltria. Qui si trova lo splendido Teatro Mariani, il più antico teatro in legno d’Italia, inserito dal 26 luglio nella lista del sito seriale che ha ottenuto il riconoscimento.
Aprì nel 1723 su iniziativa della «Società dei condomini», che nel 1986 cedette la struttura al comune. Conta appena cento posti ma per comprendere la grandezza di un piccolo teatro vale la pena confrontarlo con una chiesa: per chi crede, sotto il profilo religioso, trovarsi di fronte al Duomo di Milano o ad una piccola parrocchia di quartiere fa poca differenza. «Sacro» è ciò che invita a riflettere, porsi domande, fermarsi.
C’è una analogia con il teatro: che sia la Scala o un piccolo palcoscenico di provincia il concetto ritorna, come se il teatro fosse uno spazio «sacro» ma laico e civile.
Il video nel Teatro Mariani di Sant'Agata Feltria: alla scoperta del teatro in legno più antico d'Italia e Patrimonio Unesco
Gestito da un comitato di volontari, Gassman ci lesse Dante
Non a caso il Teatro Mariani è gestito da un comitato di volontari. Oggi lo spazio è pubblico ma il ricordo dei tempi andati è vivido.
«Ogni anno — racconta Gilberto Rossi, membro del comitato — c’era una estrazione e ai condomini veniva riservato a sorteggio un palco. Si dovevano accontentare del posto che la sorte gli aveva riservato. Un grande esempio di democrazia». Nel 1976 il teatro fu chiuso per motivi di sicurezza.
Poi accadde il miracolo: nel 1993 Vittorio Gassman lo scelse per registrare la lettura dei canti dell’Inferno della Divina Commedia. Ne ottenne la riapertura temporanea.
Fu prodotta così «Gassman legge Dante», una serie cult della televisione italiana andata in onda sulla Rai. La permanenza dell’attore a Sant’Agata fece scalpore e la risonanza fu tale da incentivare l’avvio dei lavori di restauro e messa in sicurezza che culminarono nella riapertura del teatro nel 2002.
Riaperto nel 2002: il suo interno un viaggio nella storia
Camminare oggi tra i palchi, dove occorre muoversi con cautela tra soffitti bassi e piccole porte che si aprono e chiudono, permette di intraprendere un viaggio nella storia del territorio. Le decorazioni pittoriche sono quelle originali realizzate tra la seconda metà del ’700 e la seconda del ’800.
Il teatro ricavato all’interno di Palazzo Fregoso assunse gradualmente la conformazione attuale, solo nella seconda metà dell’Ottocento. Ma già nel ’600 Orazio Fregoso aveva costruito il Palazzone che ospitava l’amministrazione del territorio adibendolo in parte e luogo per le rappresentazioni teatrali: Fregoso è il cognome di una potente famiglia ligure che si unì ai duchi di Urbino, i Montefeltro, dopo il matrimonio tra Gentile Montefeltro e Agostino Fregoso.
Perpetuarono l’operato dei Montefeltro fino al 1660: due secoli dopo, una volta fatta l’Italia, il vecchio ducato di Urbino nel frattempo confluito nello Stato Pontificio fu annesso alle Marche nel rispetto dell’eredità storica dei Montefeltro.
Dal 2009 è tornato ufficialmente in Romagna
Ma i santagatesi si sono sempre sentiti di un’altra terra, quella dei Malatesta di Rimini: «Nel 2006 — ricordano gli anziani in paese — votammo con un referendum il passaggio dalle Marche all’Emilia-Romagna. Così nel 2009 siamo tornati ufficialmente nella nostra vecchia e cara Romagna». Con una dote immensa ereditata dalla tradizione — più marchigiana che romagnola — dei teatri condominiali.
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23 agosto 2026 ( modifica il 23 agosto 2026 | 13:18)
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