Notte della Taranta, Ermal Meta apre il concertone con l'inno di Mameli. In 150 mila a Melpignano, show per la prima volta in eurovisione
Debutto alla conduzione per la nuova coppia televisiva formata da Ema Stokholma e Aurora Leone. Diretta tv su Rai 3. Tra gli ospiti scelti dal maestro concertatore Sayf, Levante, Alessandra Amoroso, Welo e Giulia Vecchio
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Notte della Taranta, Ermal Meta apre il concertone con l'inno di Mameli. In 150 mila a Melpignano, show per la prima volta in eurovisione
di Francesco MazzottaDebutto alla conduzione per la nuova coppia televisiva formata da Ema Stokholma e Aurora Leone. Diretta tv su Rai 3. Tra gli ospiti scelti dal maestro concertatore Sayf, Levante, Alessandra Amoroso, Welo e Giulia Vecchio
Ermal Meta con l'Orchestra Popolare e il corpo di ballo della Notte della Taranta
Le prime note arriveranno quasi in punta di piedi, poi la piazza esploderà. A Melpignano, davanti a un pubblico che si annuncia di circa 150 mila spettatori, la 29esima edizione del concertone della Notte della Taranta prende forma nel segno del Mediterraneo, tema scelto per questa edizione. E lo fa con una partenza che mescola memoria, identità e ritmo.
La diretta su Rai 3, dalle 21.20, si apre dopo la sigla dell’Eurovision, circuito nel quale l’evento entra per la prima volta nella sua storia. Sul ledwall pronte a scorrere le immagini delle teche Rai dedicate agli 80 anni della repubblica: un passaggio nella memoria collettiva prima che sia la musica a prendere il sopravvento con l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, affidata quest’anno alla direzione di Ermal Meta.
Il primo gesto è solenne: una versione dell’inno di Mameli firmata dal maestro concertatore. Sul palco debutta anche la nuova coppia televisiva. Ema Stokholma torna alla conduzione e accanto a lei c’è Aurora Leone, alla sua prima volta a Melpignano. È una delle novità dell’edizione: le conduttrici non restano più soltanto dietro le quinte per accompagnare il pubblico televisivo, ma diventano parte dello spettacolo, direttamente sul palco.
Si entra nel vivo con le voci dell’Orchestra Popolare, con un antico brano della tradizione intonato a cappella. Subito dopo, la pizzica “Quant’ave”, con l’ingresso in scena del corpo di ballo diretto dal coreografo Fredy Franzutti. I costumi virano sulle diverse tonalità del verde, un richiamo alla macchia mediterranea e alla biodiversità che attraversa idealmente tutta la serata. Anche la scenografia segue questa rotta. Le immagini animate di Sergio Pappalettera fanno scorrere sul grande schermo paesaggi e luoghi del Salento, mentre il progetto Tarantype, ideato da Lorenzo Marini, costruisce un originale alfabeto visivo ispirato alle cementine mediterranee.
La serata è destinata a crescere. Ogni artista ospite canta un pezzo della tradizione salentina, per poi tornare sul palco nel corso della serata con un proprio successo rivisitato. Il primo ospite in scaletta è Sayf con “Menamenamò”, uno dei brani più conosciuti della tradizione salentina. Poi, con “Santu Paulu”, arriva Alessandra Amoroso, voce amatissima del territorio. A seguire, Welo, altra espressione della nuova generazione salentina, con “Core meu”.Dai confini europei proviene Gisela João, nuova voce di riferimento del fado portoghese, chiamata a rileggere “La cerva”. Dopo di lei tocca a Levante con “Beddha ci dormi”, a Giulia Vecchio con “L’acqua della fontana” e a Maria Mazzotta, l’“uragano” evocato da Ermal Meta in conferenza stampa, con “Libro d’amore”. E anche il maestro concertatore ha scelto di ritagliarsi un percorso personale dentro la notte con “Cent’anni sale”, l’inedito “Nu simu nienti” e il canto arbëreshë “Lule lule”, già proposto lo scorso anno in veste di ospite.
La scaletta continuerà così a intrecciare Salento, Mediterraneo e contaminazioni internazionali, alternando le radici della tradizione alle riletture degli ospiti e ai loro stessi repertori. E dopo circa tre ore il viaggio si farà collettivo, quando tutti insieme saliranno sul palco per “Kalinitka”, il canto griko che chiuderà una notte pensata per raccontare il Mediterraneo attraverso la musica, la danza e le sue molte identità.
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22 agosto 2026 ( modifica il 22 agosto 2026 | 20:21)
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