Mostra, «claim» e cifra tonda: Il Premio Strega  
	 trasloca in Campidoglio
Corriere della Sera - Cultura

Mostra, «claim» e cifra tonda: Il Premio Strega trasloca in Campidoglio

Martedì 3 febbraio 2026
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Per l’ottantesima edizione cambio di sede della finalissima, di solito ospitata al Ninfeo di Villa Giulia Al Museo Macro la mostra sugli 80 anni del Premio. L'annuncio della dozzina è fissato il 1° aprile al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, ospiti della Camera di Commercio di Roma. La cinquina sarà resa nota il 3 giugno a BeneventoAl Museo Macro la mostra sugli 80 anni del Premio. L'annuncio della dozzina è fissato il 1° aprile al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, ospiti della Camera di Commercio di Roma. La cinquina sarà resa nota il 3 giugno a Benevento

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Premio Strega, mostra, «claim» e cifra tonda: per gli 80 anni la finale trasloca in Campidoglio

di Natalia Distefano

Al Museo Macro la mostra sugli 80 anni del Premio. L'annuncio della dozzina è fissato il 1° aprile al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, ospiti della Camera di Commercio di Roma. La cinquina sarà resa nota il 3 giugno a Benevento

Stefano Petrocchi, Giovanni Solimine, Marco Oggian

Le date, i luoghi, i numeri e perfino il claim dell’edizione 2026 del Premio Strega. Tutto ha il sapore di un grande amarcord collettivo che tocca le vite degli italiani passando, in punta di penna, dagli scaffali di librerie e biblioteche, dai libri tenuti sul comodino, da quelli che hanno accompagnato le estati e confortato gli inverni. Perché — dice bene il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi — gli ottant’anni del premio, quest’anno, «sono il traguardo di una letteratura capace ogni volta di fare il punto sul Paese, di essere indice degli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari». Perché i libri premiati dallo Strega «hanno raccontato storie e persone, documentato i cambiamenti, intercettato l’evoluzione della lingua e della società civile».

La finale l'8 luglio in piazza del Campidoglio

Non sarà un’edizione qualsiasi, dunque, quella presentata ieri a Roma. A partire dall’annuncio di un trasloco eccellente: per l’occasione la finale dello Strega lascerà la storica sede del Ninfeo di Villa Giulia e l’8 luglio sarà accolta da piazza del Campidoglio. «Un modo per ribadire il rapporto speciale con la Capitale, dove tutto è iniziato», ha spiegato Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci. «L’11 giugno 1944, appena una settimana dopo l’ingresso a Roma delle truppe del generale Clark, in casa di Maria e Goffredo Bellonci si tenne la prima riunione di quelli che da allora in poi si definiranno Amici della domenica: un gruppo di intellettuali e artisti che furono il seme di una rinascita culturale e civile — ha ricordato Solimine —. Tre anni dopo, tra questi amici maturò l’idea di un premio letterario di tipo nuovo, con “una giuria vasta e democratica”, diceva Maria. E Guido Alberti, frequentatore della loro casa e produttore del liquore Strega, decise di finanziarlo».

Claim 2026: «Quasi una vita»

Così l’anniversario «tondo» concede spazio a memorie e citazioni. Come il claim 2026, «Quasi una vita», dal titolo del libro di Corrado Alvaro premiato nel 1951. Fu l’anno in cui il concorso si diede un regolamento formale, e fu anche l’edizione della «grande cinquina»: tra i finalisti c’erano Carlo Levi, Alberto Moravia, Domenico Rea e Mario Soldati. Non solo, la scelta di questo titolo è un omaggio alla parola «vita», la più presente nei libri che hanno partecipato al concorso letterario, con 23 occorrenze, sei delle quali premiate: oltre ad Alvaro, La miglior vita di Fulvio Tomizza (1977), La vita ingenua di Vittorio Gorresio (1980), Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo di Alessandro Barbero (1996), Vita di Melania G. Mazzucco (2003), Due vite di Emanuele Trevi (2021).

La mostra al Macro

A mettere insieme questi e altri ricordi la mostra curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che sarà inaugurata il 29 aprile al Macro di Roma, diretto da Cristiana Perrella. L’allestimento, firmato dallo studio di architetti Supervoid, si svilupperà in due momenti: da una parte l’installazione che restituisce l’intera «biblioteca ideale» dello Strega, formata dagli oltre mille volumi selezionati per il Premio dal 1947 a oggi, con un focus su vicende, protagonisti, polemiche e narrazioni che hanno accompagnato le varie edizioni. Dall’altra ci si potrà letteralmente accomodare nel salotto culturale di Maria e Goffredo Bellonci, ricostruito in una stanza del museo: dal divano alle librerie del loro appartamento romano, fino alla storica urna disegnata da Mino Maccari (utilizzata fino al 1980) con la scritta: «Se la strega ha una scopa la letteratura deve avere uno scopo».

Il manifesto firmato Marco Oggian

A proposito di citazioni, l’artista e designer Marco Oggian si è ispirato proprio al disegno di Maccari per l’illustrazione del manifesto 2026, con un simbolismo pop in cui la Strega e la Letteratura, da figure antitetiche, diventano complementari. «Speculari sì, ma non più così diverse tra loro — ha detto Oggian —. Anzi sono più unite che mai dalla bottiglia di liquore».

Iniziative collaterali

Tra le iniziative collaterali, il progetto di digitalizzazione dell’archivio storico della Fondazione Bellonci. E tra gli appuntamenti, sempre al Macro, una rassegna cinematografica con i film tratti dai libri vincitori o finalisti del Premio, curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna. Poi il ciclo Dialoghi sulla Costituzione. Diritti, storie, voci dell’Italia democratica all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con Marianna Aprile e Melania G. Mazzucco (l’8 marzo) e con Donatella Di Pietrantonio e Sandro Veronesi (il 12 aprile). Infine la partecipazione a Città del Messico e Guadalajara dei finalisti del Premio Strega, ospiti alla Feria Internacional del Libro (a dicembre). Intanto l’attesa è tutta per la presentazione della dozzina (1° aprile) e per l’annuncio della cinquina, il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento.

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3 febbraio 2026 ( modifica il 3 febbraio 2026 | 21:29)

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