Il «Poliedro delle Madonie», l’omaggio di Fiasconaro alla sua terra
Corriere della Sera - Cultura

Il «Poliedro delle Madonie», l’omaggio di Fiasconaro alla sua terra

Sabato 31 gennaio 2026
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Il maestro pasticciere siciliano ha donato al presidente della Repubblica Mattarella una sua creazione (sono 28 pezzi di cristallo di zucchero) che invita i comuni delle Madonie a fare sistema nella valorizzazione del territorio

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Il «Poliedro delle Madonie», l’omaggio di Fiasconaro alla sua terra

di Marisa Fumagalli

Il maestro pasticciere siciliano ha donato al presidente della Repubblica Mattarella una sua creazione (sono 28 pezzi di cristallo di zucchero) che invita i comuni delle Madonie a fare sistema nella valorizzazione del territorio

Il «Poliedro delle Madonie» realizzato dalla pasticceria siciliana Fiasconaro

Un’opera d’arte particolare, anche nella struttura e nella composizione, per rappresentare i 28 comuni delle Madonie, territorio montuoso a sud ovest della Sicilia, è stata donata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della sua recente visita a Cefalù (Palermo). Dove, nella Basilica Cattedrale, si è svolto il convegno Mediterraneo: mare di pace?, promosso dal Comune e dalla Fondazione Via Pulchritudinis.

L’opera, Poliedro delle Madonie, è un dono simbolico di forte valore civile e culturale. Composta da 28 facce di cristalli di zucchero (45 cm di altezza), è nata dall’idea del maestro pasticcere Nicola Fiasconaro (cavaliere del Lavoro), e quindi realizzata nell’azienda dolciaria di Castelbuono dal figlio Mario, suo braccio destro, e dai suoi collaboratori.

Nello storico borgo madonita risiede anche l’autrice del progetto, Angela Sottile: artista, restauratrice, storica dell’arte. Il poliedro irregolare si solleva idealmente sul mare, sospeso come un organismo vivo in equilibrio dinamico. Ogni faccia, diversa per colore e geometria, simboleggia un Comune. All’estremità del poliedro, ecco una figura montuosa.

«Il materiale è zucchero roccia — spiega Fiasconaro — e chiaramente vuole rappresentare la parte alta e rocciosa de Madonie». Ma, al di là del dono (il presidente Mattarella è rientrato a Roma con il «prototipo» e successivamente gli verrà recapitata l’opera «compiuta»), ciò che preme a Fiasconaro è il significato: valorizzare e spronare i comuni delle Madonie, a fare sistema guardando al futuro. Non senza polemica, dice al «Corriere»: «Cefalù sul mare è la porta della Madonie. Conosciuta e apprezzata da visitatori e turisti. Va bene così. Ma oltre c’è il vuoto, o quasi. E dire che il territorio è costellato di luoghi e borghi molto interessanti, con potenziale di sviluppo. A Castelbuono, per quanto ci riguarda, al netto della nostra azienda conosciuta, facciamo il possibile per valorizzare l’area. Con Cefalù siamo in sintonia, e dalla città marinara salgono numerosi visitatori. Cito piazza Margherita e il Castello di Ventimiglia dove, tra l’altro, si svolgono eventi culturali e mostre. Ma non basta. Ci sono altre realtà da rilanciare. Occorre fare sistema, dialogando costruttivamente fra Comuni e istituzioni». (Per inciso, Fiasconaro ha affidato al Presidente una lettera d’intenti).

Dunque, il significato del Poliedro delle Madonie va oltre la dimensione artistica ed estetica. Intende, infatti, stimolare una riflessione sul valore della coesione territoriale e sulla necessità di costruire percorsi di sviluppo fondati sulla collaborazione, sulla responsabilità condivisa e su una visione di lungo periodo. «Guardando alle giovani generazioni — aggiunge Fiasconaro — che devono poter trovare stimoli nel loro territorio e non abbandonarlo».

Infine, una notizia imprevista e triste sulla giornata di Sergio Mattarella a Cefalù, il 24 gennaio. Nel pomeriggio è venuto a mancare un caro amico del Presidente: monsignor Crispino Valenziano, 93 anni, filosofo teologo, liturgista. I funerali si sono svolti il 28 gennaio nella stessa Cattedrale del convegno dedicato al Mediterraneo: mare di pace?, del quale fu promotore anche l’alto prelato.

31 gennaio 2026 (modifica il 31 gennaio 2026 | 16:40)

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