Su «la Lettura» (già nell’App) l’urlo dell’Iran
La copertina d’autore firmata da Mosi Parsakia per i 150 anni del «Corriere». Nel supplemento, sabato 31 gennaio in anteprima digitale e domenica 1° febbraio in edicola, anche la nuova puntata della storia del quotidiano (l’età del fascismo). Tra le voci del numero: Marco Missiroli e lo scrittore israeliano Etgar Keret
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Su «la Lettura» (già nell’App) l’urlo dell’Iran
di IDA BOZZILa copertina d’autore firmata da Mosi Parsakia per i 150 anni del «Corriere». Nel supplemento, sabato 31 gennaio in anteprima digitale e domenica 1° febbraio in edicola, anche la nuova puntata della storia del quotidiano (l’età del fascismo). Tra le voci del numero: Marco Missiroli e lo scrittore israeliano Etgar Keret
La copertina dell’artista iraniano Mosi Parsakia (Arak, 1987), realizzata per i 150 anni del «Corriere»
La pagina del «Corriere della Sera» che il 2 febbraio 1979 diede notizia della presa del potere di Khomeini in Iran diventa, nelle mani di un artista iraniano, una dolorosa profezia della repressione e degli orrori di questi giorni a Teheran: la copertina del nuovo numero de «la Lettura», il #740, domenica 1° febbraio in edicola e già da sabato 31 gennaio nell’App, è firmata da Mosi Parsakia. Iraniano che vive in Italia, Parsakia trasforma quella prima pagina in una memoria delle giovani vittime uccise dal regime durante le recenti proteste, con l’immagine rosso sangue dei sacchi allineati, l’elenco dei nomi, e un resoconto delle angherie e dei ricatti subiti perfino dai parenti che vorrebbero piangere i loro morti. Continua così la serie delle Copertine da Collezione, l’iniziativa che fino a marzo affida agli artisti il compito di raccontare la storia del «Corriere» nei suoi 150 anni, attraverso cover che diventano, come questa di Parsakia, testimonianze dei nostri tempi, del passato e del presente.
LEGGI ANCHEProsegue anche, in chiusura di numero, l’altra iniziativa de «la Lettura» per i 150 anni del «Corriere», con le pagine speciali che ne ripercorrono la storia: il focus della scorsa settimana si chiudeva con il drammatico addio di Luigi Albertini, costretto da Mussolini a lasciare il giornale nel 1925, e il nuovo numero propone un intervento di Giancarlo Tartaglia, storico direttore della Federazione nazionale della stampa italiana, che ripercorre la stagione del «Corriere» nel Ventennio, a partire dalle dimissioni di Albertini e di tante firme del giornale (una per tutte, Luigi Einaudi), fino all’insurrezione di Milano e alla Liberazione il 25 aprile 1945, quando per il Paese e per il quotidiano inizia una nuova storia.
Molti gli altri temi sul numero. In tempi in cui l’autofiction domina il romanzo, uno scrittore riflette sull’autobiografismo dopo una brutta caduta in motorino: nel racconto che apre «la Lettura», Marco Missiroli ripercorre il lungo percorso di guarigione dopo la frattura scomposta della clavicola, e mentre annota le tappe della cura, i dolori e gli ematomi sul corpo, si interroga su quanto dica della frantumazione del presente lo sguardo della letteratura. E lo fa analizzando le «scritture dell’io» del cileno Roberto Bolaño, dei francesi Annie Ernaux ed Emmanuel Carrère, e del nostro Alcide Pierantozzi, che sembrano aprire la strada non tanto alla prima persona o alla terza persona singolare, ma a una quarta, universale e inedita.
Ampio lo spazio per la narrativa, con un «corto» di Etgar Keret in cui lo scrittore incontra un uomo che sta scrivendo la stessa storia con cui lui combatte da mesi; e con un omaggio di Antonio D’Orrico ad Andrea Camilleri, un racconto ironico in cui la trasferta di un critico letterario, tale Alfonso Alfa, per partecipare a un convegno sul maestro siciliano, si trasforma in un’odissea di email, biglietti di viaggio e altre «burocrazie impazzite» che evocano La concessione del telefono, dello stesso Camilleri.
Quanto i generi del romanzo sappiano calarsi nella realtà lo mostra il focus su tre libri che trasformano filoni codificati ambientando le loro opere nei nostri territori regionali: tanto che si può parlare di western pugliese, con il romanzo di Giuseppe Galliani Questa feroce bellezza (Einaudi Stile libero), di gotico siciliano con Chianafera di Orazio Labbate (NN Editore) e di thriller abruzzese, con Anna non dimentica di Adriano Giotti (Longanesi).
Molte le novità recensite nella narrativa straniera, come La vecchia (Adelphi) di Georges Simenon, uno dei cosiddetti «romanzi duri» dello scrittore belga; o I guerrieri d’inverno (Rizzoli, in libreria dal 3 febbraio) del francese Olivier Norek, che racconta la resistenza della Finlandia del 1939 contro l’invasione sovietica: sabato 31 gennaio nell’app de «la Lettura», il Tema del Giorno è l’incipit del romanzo di Norek.
30 gennaio 2026 (modifica il 30 gennaio 2026 | 20:21)
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