Passaggi torna nel nome di Vitruvio: la Basilica ritrovata ispira il festival
Dal 24 al 28 giugno a Fano la XIV edizione della rassegna dedicata alla saggistica. Confermata la formula che, dalla mattina a mezzanotte, porta i libri in varie sedi cittadine
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Passaggi torna nel nome di Vitruvio: la Basilica ritrovata ispira il festival
di JESSICA CHIADal 24 al 28 giugno a Fano la XIV edizione della rassegna dedicata alla saggistica. Confermata la formula che, dalla mattina a mezzanotte, porta i libri in varie sedi cittadine
I resti della Basilica romana di Vitruvio scoperti a Fano (foto Ansa / Comune di Fano)
«La scoperta della Basilica di Vitruvio, per i fanesi, è più di un ritrovamento archeologico, già eccezionale di per sé. È un sentimento popolare, cittadino, potremmo chiamarlo di “fanesità”: ogni bambino conosce la storia di questa mitologica Basilica che, si è sempre narrato, prima o poi sarebbe stata ritrovata... Per questo è stato naturale intitolare la XIV edizione di Passaggi festival A misura d’Uomo. Idee, città, civiltà. Da Vitruvio al presente. Un omaggio molto sentito». Giovanni Belfiori, direttore della rassegna di saggistica, ha così annunciato al «Corriere» il tema del 2026 e ha ricordato le date: dal 24 al 28 giugno.
Cercati per secoli, i resti dell’edificio (datato al primo secolo dopo Cristo) sono emersi a inizio anno durante gli scavi per la riqualificazione di piazza Andrea Costa, nella cittadina marchigiana. Le conferme dicono che si tratta proprio della Basilica descritta da Vitruvio (80 a.C. circa – dopo il 15 a.C. circa) nel trattato De architectura. Nato in quella che all’epoca si chiamava Fanum Fortunae, Vitruvio è stato il primo grande teorico e padre dell’architettura occidentale: nel suo trattato, appunto, indica la Basilica — un palazzo pubblico destinato all’amministrazione della giustizia e alla gestione degli affari — come il solo edificio di cui ha curato la costruzione.
Come ogni anno, Passaggi sarà declinata in rassegne librarie (come Fuori Passaggi Music&Social, Libri a colazione, Piccoli asSaggi, La Scienza sotto le stelle...) che, dalla mattina a mezzanotte, portano i libri in diverse location di Fano, dal centro storico al lungomare (compresa Passaggi libri e caffè, la libreria e spazio eventi che durante l’anno porta avanti lo spirito della manifestazione). Prosegue anche quest’anno «Una Lettura fra le Nuvole», iniziativa, in collaborazione con «la Lettura», che si rivolge, e premia, i fumettisti esordienti.
Novità del 2026: l’atteso ritorno della rassegna di poesia, che coinvolgerà nomi celebri, poeti esordienti e giovani autori e performer di poetry slam. Poi non mancheranno mostre, spettacoli teatrali e la consegna dei tre premi di Passaggi (a un giornalista; a un personaggio del mondo della musica o della cultura popolare e a una personalità distintasi per la saggistica). Il comitato scientifico è sempre presieduto da Nando dalla Chiesa, che tra l’altro a Fano presenterà il suo nuovo volume, La ragazza di vicolo Pandolfini (Edizioni San Paolo) dedicato a sua moglie Emilia Cestelli, scomparsa nel 2021.
Anche quest’anno al tema sarà legata la lectio magistralis che il 28 giugno chiuderà il festival e che, in occasione della scoperta vitruviana, sarà affidata a colui che per oltre trent’anni ha portato avanti la ricerca della Basilica e che ha fondato il Centro studi vitruviani: Paolo Clini, professore dell’Università Politecnica delle Marche e direttore di mAIndh, il primo laboratorio in Italia di intelligenza artificiale per i beni culturali. «Il ministro Giuli — ha commentato Clini — ha parlato di un “prima” e di un “dopo” la scoperta della Basilica. Il significato di “prima” e “dopo” è nel vedere in quella colonna, in questa Basilica, l’origine della nostra civiltà. Dobbiamo raccontarlo, affinché questo patrimonio diventi bene comune fino in fondo».
Armonia architettonica, sostenibilità urbana, convivenza civile e sfide poste dall’AI che ridefinisce i confini dell’umano: così il tema dell’edizione analizzerà anche il concetto di «misura». E a Fano, filosofi, scienziati, storici, economisti e giornalisti si confronteranno per capire come i principi di «solidità, utilità e bellezza» (la triade vitruviana) possano ancora guidarci nella costruzione delle civiltà di domani.
30 gennaio 2026 (modifica il 30 gennaio 2026 | 12:26)
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