L’angelo della bici e il valore del senso civico
Corriere della Sera - Cultura

L’angelo della bici e il valore del senso civico

Giovedì 4 giugno 2026
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Un gesto (la restituzione di un mazzo di chiavi) che dovrebbe rientrare nella prassi dei buoni comportamenti. Un gesto «normale. Che invece diventa una boccata d’ossigeno arrivata proprio nella città che corre sempre stando in apnea

Intervista a Cesare Casella: «Due anni con una catena alla caviglia e una al collo, tra topi e serpenti. Il momento in cui mi dissero: "Vai a casa"»

L’angelo della bici e il valore del senso civico

Elisabetta Soglio | 4 giugno 2026

Un gesto (la restituzione di un mazzo di chiavi) che dovrebbe rientrare nella prassi dei buoni comportamenti. Un gesto «normale. Che invece diventa una boccata d’ossigeno arrivata proprio nella città che corre sempre stando in apnea

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La gentilezza e il senso civico non dovrebbero fare notizia. Eppure succede così: la storia dell’«angelo delle chiavi» raccontata da Paolo Foschini (una persona lascia fuori dalla Stazione Centrale la bicicletta con il lucchetto e dimentica, agganciato, il mazzo delle chiavi di casa; una passante le nota e invece di tirare diritto si avventura fino al binario 21 dove le affida ad un agente della polizia ferroviaria; torna alla bici e lascia un biglietto con le indicazioni per recuperare il mazzo; il viaggiatore rientra alla sera convinto di non trovare più né chiavi né bici e invece finisce tutto bene, così scrive al Corriere Buone Notizie per ringraziare l’anonimo angelo; il pezzo, che fa il botto sui social, viene letto anche dall’angelo che scrive a sua volta per ringraziare chi ringrazia), questa storia, dicevamo, dovrebbe rientrare nella prassi dei buoni comportamenti. Invece le persone la leggono e la rileggono e commentano ammirati e grati per questa boccata d’ossigeno arrivata proprio nella città che corre sempre stando in apnea. 

Allora forse abbiamo urgente bisogno di valorizzare queste storie di ordinaria gentilezza, per richiamarci alla nostra umanità, a un desiderio di fratellanza e sostegno reciproco che forse neppure sappiamo di avere ma che pulsa dentro di noi. Abbiamo bisogno di ripeterlo uno con l’altra: perché sorridere di più, usare piccole attenzioni, dire grazie, per favore e scusa ci può aiutare a vivere meglio. Ecco perché la gentilezza e il senso civico diventano notizia: perché ne abbiamo bisogno. Scriveva nel 1977 Aldo Moro: «Certo, il bene non fa notizia. Quello che è al suo posto, quello che è vero, quello che favorisce l’armonia è molto meno suscettibile di essere rilevato che non siano quei dati, fuori dalla regola, i quali pongono problemi per l’uomo e per la società. Ma questo non esclude…. che nella realtà ci sia il bene, il bene più del male, l’armonia più della discordia, la norma più dell’eccezione». Allora, diciamo anche noi grazie: alla passante che non ha tirato diritto, all’agente di polizia ferroviaria che ha custodito, allo sbadato che ha cercato un modo per sdebitarsi e ai tanti e alle tante che nel loro piccolo ci raccontano ogni giorno «l’altra» notizia.

4 giugno 2026

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