Capri italoamericana, un premio e un'intesa: «A Napoli serve il museo dell'emigrazione»
Sull'isola John Calvelli e Robert Allegrini della National Italian American Foundation. Dante Mortet disegna la medaglia e lancia l'opera Mani di Capri
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Capri italoamericana, un premio e un'intesa: «A Napoli serve il museo dell'emigrazione»
di Natascia Festa\ inviataSull'isola John Calvelli e Robert Allegrini della National Italian American Foundation. Dante Mortet disegna la medaglia e lancia l'opera Mani di Capri
Da sinistra Dante Mortet, Salvatore Ciuccio, Paolo Falco, Gabriella Iuele, John Calvelli e Robert Allegrini
«Il mio trisavolo partì da Napoli alla fine dell’Ottocento. Era arrivato da Vico Aprigliano, Cosenza. Mio padre decise poi di tornare in Italia e ri-sbarcammo al molo San Vincenzo. Durò poco. L’anno dopo ritornammo negli Usa». A solcare i mari con questo valzer di partenze è la famiglia di John Calvelli, Chairman of the board della National Italian American Foundation che rappresenta 18 milioni di italoamericani. Era a Capri con il Presidente Robert Allegrini, per firmare un protocollo d’Intesa su cultura e sviluppo. L’accordo, con il patrocinio del Ministero Affari Esteri, nel progetto Campania Divina (Regione) e il sostegno del Porto «è finalizzato - ha detto il sindaco Paolo Falco - soprattutto a intensificare la destagionalizzazione turistica». Sul versante culturale, il primo cittadino ricorda che «negli studi sulla letteratura italoamericana, Capri vanta uno studioso illustre, il compianto Francesco Durante, la cui memoria omaggeremo nel solco di questo accordo. Né si può dimenticare Roberto Ciuni e il suo Stelle e strisce sui faraglioni (La Conchiglia ndr)».
Sullo sfondo scorrono le immagini dei testimonial della più che cinquantenne Niaf, da Frank Sinatra a Sophia Loren, da Bill Clinton a Gina Lollobrigida. «L’accordo è l’inizio di un percorso che metta in rete istituzioni internazionali» aggiunge l’assessore Salvatore Ciuccio. «La relazione con la Campania è molto forte - rilancia Calvelli - tanti membri del cda (tra cui il luminare dell’oncologia Antonio Giordano presente anche ieri ndr) e alcuni dei nostri 30 deputati tra repubblicani e democratici vengono da qui, come Rosa De Lauro con origini a Scafati. Oltre l’85% degli emigranti erano meridionali. È incomprensibile che una storia così importante non sia raccontata in un museo. Sono stato in quello dell’Emigrazione di Genova, bello ma con tutto il rispetto, la storia più importante di quell’epopea è qui a Napoli».
Proprio Durante aveva scritto un progetto per il museo dell’Immacolatella Vecchia. «Si deve ripartire da lì - aggiunge Allegrini -. Abbiamo sede a Washington e un ufficio a New York. Due settimane fa abbiamo firmato un’intesa col Centro studi americani di Roma che ci ha offerto la possibilità di avere la nostra prima base in Italia. Napoli non può rimanere esclusa, soprattutto oggi che è così migliorata: la mia famiglia è anomala nella storia dell’emigrazione perché ha origini tra Lucca e la Valle d’Aosta. Eppure da “nordico” dico che questo vuoto va colmato subito. L’America’s Cup può essere un trampolino per questo progetto che l’Autorità portuale può promuovere: arriverà un pubblico molto facoltoso che potrebbe sposare e finanziare un’idea così forte».
L’emozione della giornata organizzata da Carmen Pisano, incaricata del Comune ai grandi eventi, arriva con la consegna del Premio Capri–Niaf Award nato da un’idea di Germana Valentini, assegnato all’imprenditore Giuseppe Iuele e ritirato dalla figlia Gabriella. La luminosa medaglia girevole istoriata sui due lati è stata plasmata da quel geniaccio del bronzo che è Dante Mortet, discendente da cinque generazioni di cesellatori, autore anche del premio Figli del Mare Award, ideato dalla stessa Valentini e Laura Valente. Mortet, dopo quelle di Al Pacino, De Niro, Morricone, Pelè e molti altri ha preso il calco della mano della centenaria caprese-americana Ida Di Pinto per realizzare la prima scultura de Le mani di Capri, un’opera che, di palmo in palmo, narrerà la cultura del fare tra Capri e New York.
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