Teatro e danza davanti al lago di Santa Giustina, va in scena «Ritorno a casa»
La nuova performance della compagnia roveretana Arteviva. Lo spettacolo rende omaggio alle espressioni della grande coreografa tedesca Pina Bausch e alla poetessa Mariangela Gualtieri
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Teatro e danza davanti al lago di Santa Giustina, va in scena «Ritorno a casa»
di Roberto BrumatLa nuova performance della compagnia roveretana Arteviva. Lo spettacolo rende omaggio alle espressioni della grande coreografa tedesca Pina Bausch e alla poetessa Mariangela Gualtieri
«Ritorno a casa» è lo spettacolo che va in scena venerdì 6 giugno in località Plaze, davanti allo scenario del Lago di Santa Giustina, tra la natura (ore 19.30). Una nuova performance di teatro e danza della compagnia roveretana Arteviva, con la coreografia di Fanny Oliva e Paolo Vicentini, collaborazione progettuale di Vanessa Bertoletti. Va in scena nell’ambito del progetto «Una festa per la Terra» finanziato da Fondazione Caritro, Provincia di Trento e Cassa Rurale Vallagarina, è la compagnia roveretana Arteviva.
Esperienza poetica e collettiva
Con lo spettacolo, Arteviva rende omaggio alle espressioni della grande coreografa tedesca Pina Bausch e alla poetessa Mariangela Gualtieri, che indagano con profondità il rapporto tra corpo, natura e umanità.
«In un tempo che allontana sempre più dalla natura, dagli altri e da noi stessi, è importante riscoprire il linguaggio del corpo che custodisce ancora la memoria del ritorno». Da questa intuizione nasce lo spettacolo che vuole essere un’esperienza poetica e collettiva, che invita a riconnettersi con l’essenziale. Utilizzando il movimento, la presenza condivisa e i singoli gesti dentro uno spazio naturale, performer danno vita a un racconto senza parole da cui emergono nella loro forza vitale elementi universali: la luce, l’acqua, la terra, il respiro.
«Indietro non si torna. Ma ci si ritrova»
Il messaggio è questo: «Indietro non si torna. Ma ci si ritrova». Tornare non è un verbo di nostalgia, ma il riconoscimento profondo della propria appartenenza non tanto a un luogo, ma al mondo intero. Il linguaggio scenico usato non vuole spiegare o descrivere, ma fare emergere. E tutto ciò che chi assiste allo spettacolo sentirà e vivrà, saranno emozioni, memorie e relazioni. In sostanza danzatrici e danzatori attraverso il loro movimento condiviso contribuiscono a costruire una narrazione che parla di appartenenza, memoria e riconnessione con la natura, trasformando il gesto individuale in un’esperienza comune e in qualche modo universale, perché riconosciuta come patrimonio condiviso a tutte le latitudini. Differenti per esperienza, età e percorso personale, artiste e artisti compongono una tessitura umana autentica che rende «Ritorno a casa» un viaggio collettivo.
Tredici danzatrici e danzatori
In scena ci sarà un gruppo di tredici danzatrici e danzatori, impegnati in una ricerca condivisa sul gesto inteso come forma di ascolto e trasformazione. Sono, Nicola Bortolamedi, Rita Corradini, Lorenza Cova, Carla Fedrizzi, Anna Finessi, Barbara Frinolli, Daniela Gabardi, Anna Mariotti, Nadia Mattarei, Donatella Paoli, Martina Pasquin, Patrizia Raccosta, Paolo Vicentini. Dall’acqua faranno affiorare frammenti d’inconscio che si intrecciano alla luce, ai sassi, alla trasparenza del lago. L’importante è capire che siamo tutti fatti di un’unica materia viva, anche se preferiamo dimenticarlo.
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4 giugno 2026 ( modifica il 4 giugno 2026 | 17:35)
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