Emmanuel Carrère visita Bosco Bello, la villa della bisnonna sulle colline di Firenze: «Emozionante»
Lo scrittore per la prima volta ha potuto visitare la villa appartenuta alla bisnonna di cui parla nell'ultimo libro «Kolchoz»: «Questa visita è un dono»
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Emmanuel Carrère visita Bosco Bello, la villa della bisnonna sulle colline di Firenze: «Emozionante»
di Redazione OnlineLo scrittore per la prima volta ha potuto visitare la villa appartenuta alla bisnonna di cui parla nell'ultimo libro «Kolchoz»: «Questa visita è un dono»
Lo ha raccontato nelle pagine di Kolchoz, inseguendo le tracce della propria storia familiare (pagine pubblicate anche dal Corriere Fiorentino). Adesso Emmanuel Carrère è riuscito a visitare uno dei luoghi simbolo di quel racconto: Villa Bosco Bello, la storica tenuta tra Firenze e Fiesole appartenuta alla sua bisnonna, la contessa russa Ol'ga Komarovskij. A raccontare la visita è La Nazione. Lo scrittore era in questi giorni a Firenze per «La città dei lettori» e a Pistoia dove ha ricevuto il premio «Dialoghi di Pistoia 2026».
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«È la cosa più emozionante che ho fatto in Italia», ha detto lo scrittore francese poco prima di attraversare il cancello della proprietà.
A Bosco Bello, che si trova sulle colline tra Firenze e Fiesole, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento abitò, appunto, la contessa Komarovskij (bisnonna di Carrère) insieme al marito, l'ufficiale prussiano Victor von Pelken, e ai figli Nathalie e Woldemar. Nel suo ultimo libro Carrère ha raccontato di aver tentato più volte di visitare la villa senza riuscirci. «Ho provato a suonare ma nessuno mi ha aperto il portone», aveva scritto riferendosi a uno dei cinque ingressi della tenuta. Adesso invece ad accoglierlo, accompagnato da due giornaliste della Nazione, ci sono i proprietari della villa: Fiammetta e Claudio Sabatini.
«Voglio vedere tutto», ha detto lo scrittore prima di iniziare una visita che lo ha portato attraverso la villa, i giardini all'italiana, il lago e il vasto parco di oltre dodici ettari tra alberi monumentali e boschi secolari.
Particolarmente toccante il momento in cui Claudio Sabatini gli ha consegnato una copia della brochure originale con cui la bisnonna aveva messo in vendita la proprietà. Un documento corredato da fotografie storiche della villa e del parco che Carrère non aveva mai visto prima. «È un tesoro: non ho mai visto queste vecchie foto della villa. Un tesoro per me e per mio zio Nicolas», ha commentato sfogliando le immagini.
Nel corso della visita lo scrittore ha ripercorso anche la lunga storia della dimora, le cui origini risalgono al Trecento. Passata nei secoli dagli Albizzi ai Pecori Giraldi, quindi ai Rinuccini e successivamente ai Pelken e ai Ginori-Conti.
Al termine della visita, le parole dello scrittore hanno restituito il significato più profondo della giornata: «Questa visita è un dono. È fare Kolchoz, ritrovarsi in famiglia, in Italia».
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4 giugno 2026 ( modifica il 4 giugno 2026 | 13:05)
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