Liliana Segre: «Il 27 gennaio si può e deve parlare di Gaza, ma non usandola contro il Giorno della Memoria»
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Liliana Segre: «Il 27 gennaio si può e deve parlare di Gaza, ma non usandola contro il Giorno della Memoria»

Martedì 27 gennaio 2026
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La senatrice a vita al Quirinale per il 27 gennaio risponde alle domande degli studenti

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Liliana Segre: «Il 27 gennaio si può e deve parlare di Gaza, ma non usandola contro il Giorno della Memoria»

di Redazione Cultura

La senatrice a vita al Quirinale per il 27 gennaio risponde alle domande degli studenti

«Mi chiedono se si possa parlare di Gaza nel Giorno della Memoria. Il valore universale degli insegnamenti che derivano dalla Shoah ci porta a riflettere sempre sulle tragedie e i crimini che ancora dilagano nel mondo. Si può, e si deve, parlare di Gaza, di Iran, di Ucraina, del Venezuela, del Sudan e di tutto ciò che offende l’umanità e chiama in causa la nostra responsabilità di cittadini di un mondo globale. Il problema è un altro: non si può usare Gaza contro il Giorno della Memoria, tentare di oscurarlo, alimentare o lasciar correre ossessivi tentativi di banalizzazione, di distorsione o di inversione della Shoah». Così la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, parlando alla cerimonia al Quirinale per il 27 gennaio. «Non può succedere — ha aggiunto — che parlare di Gaza diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora».

La speranza nell’Europa

La senatrice ha risposto alle domande di quattro studenti che hanno appena partecipato al Viaggio della Memoria ad Auschwitz. Tra queste, una riguardava il ritorno delle guerre oggi nel mondo. «Sono incredula e smarrita — ha detto — di fronte all’esibizione della prepotenza allo stato puro. Viviamo in un’inquietudine che evoca in me lontani ricordi, tutto ci appare più fragile, precario. Non che prima il diritto internazionale fosse davvero rispettato ma costituiva una cornice». Quindi ha aggiunto: «In questo momento critico abbiamo una speranza che si chiama Europa, l’Ue deve dimostrarsi all’altezza delle sfide, orgogliosa comunità di democrazie».

I tradimenti della monarchia

Rispondendo anche a un’altra domanda sulla nascita della Repubblica italiana ottant’anni fa, Liliana Segre ha ricordato i «tradimenti» della monarchia. Tre, in particolare: «Vittorio Emanuele III tradì permettendo l’instaurazione della dittatura fascista, tradì i cittadini ebrei con la firma delle leggi razziste del 1938 e tradì i militari italiani abbandonati al loro destino dopo l’8 settembre». Eppure, ha aggiunto, «in 600 mila onorarono la patria rifiutandosi di aderire alla Repubblica sociale e affrontarono per loro scelta 20 mesi nei lager nazisti». Tra loro, anche il futuro marito della senatrice, Alfredo Belli Paci. Su questo punto Segre ha anche osservato che «troppo spesso ci si dimentica che la legge proposta da Furio Colombo per istituire il Giorno della Memoria prevede sia dedicato anche ai militari e ai politici deportati».

27 gennaio 2026 (modifica il 27 gennaio 2026 | 12:46)

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