Ex Cinema Altino di Padova, addio film: per la seconda vita c'è l'arte contemporanea
Doveva diventare un supermercato, si trasformerà in un polo culturale grazie alla famiglia Carraro: l'apertura completa a fine 2027
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Ex Cinema Altino di Padova, addio film: per la seconda vita c'è l'arte contemporanea
di Davide D'AttinoDoveva diventare un supermercato, si trasformerà in un polo culturale grazie alla famiglia Carraro: l'apertura completa a fine 2027
Vent’anni dopo, ecco finalmente il futuro. Quello di sabato 6 e domenica 7 giugno, prima che comincino i lavori di ristrutturazione dell’edificio, sarà un weekend speciale per lo storico ex cinema Altino di Padova, all’angolo tra via Altinate e via Cassan, chiuso e inaccessibile proprio dalla primavera 2006.
Cosa è stato fatto
A distanza appunto di due decenni dall’ultima proiezione, l’immobile realizzato negli anni Quaranta, su progetto del celebre architetto futurista Quirino De Giorgio, riaprirà i battenti per 48 ore. Anzi, volendo essere più precisi, per 20. Cioè dalle 10 alle 20 di entrambi i giorni. L’ingresso sarà libero. E all’interno, si potranno ammirare non solo l’installazione «Afterglow» dell’artista sloveno Atej Tutta, ma anche, a mo’ di anteprima di quello che verrà, 14 opere di vetreria, scultura e pittura che fanno parte della vasta collezione dei coniugi Francesco Carraro e Chiara Alessandri, il cui nipote Enrico Carraro, che guida l’omonima azienda fondata a Campodarsego e specializzata nella produzione di trattori, assali e trasmissioni per macchinari industriali da movimento terra, è diventato proprietario proprio dell’Altino a maggio dell’anno scorso, acquistandolo (si dice per circa quattro milioni e mezzo di euro) dalla famiglia Bastianello di Venezia. Ossia quella, titolare del gruppo Pam, che per lungo tempo ha tentato invano di trasformare l’edificio in un supermercato o in un mini centro commerciale.
Cosa sarà esposto
Di tutt’altro genere, invece, la scelta di Carraro, già presidente regionale di Confindustria dal 2019 al 2025 (e della Fondazione Il Campiello nello stesso periodo), che infatti ha intenzione di riconvertire l’immobile in un prezioso museo d’arte contemporanea, collocandovi appunto le opere della collezione di cui sopra, diventata (anche) Fondazione Chiara e Francesco Carraro. All’ex cinema, negli «open day» di sabato e domenica prossimi, saranno ad esempio esposti «Piccione in vetro Primavera» di Ercole Barovier (1930), «Vir temporis acti» di Adolfo Wildt (1911), «Vaso scozzese» di Fulvio Bianconi (1954), «Tavolo» di Carlo Bugatti (1902), «Cocottina» di Antonio Donghi (1927) e «Pianta grassa in pasta rossa» di Napoleone Martinuzzi (1930).
Nel 2027 le opere esposte
Compresi quelli appena citati, la raccolta che troverà spazio all’Altino si compone di 83 «pezzi». Il tutto a due passi dal centro culturale San Gaetano di via Altinate. Ma dopo l’anteprima, per la vera e propria riapertura dell’ex cinema cittadino, con una veste completamente rinnovata, bisognerà aspettare almeno un altro anno e mezzo.
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