Riva del Garda, al via «Madri Costituenti»: tra memoria, diritti e parità di genere
Corriere della Sera - Cultura

Riva del Garda, al via «Madri Costituenti»: tra memoria, diritti e parità di genere

Martedì 2 giugno 2026
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Nel giorno della Festa della Repubblica che ricorda il referendum istituzionale e il suffragio universale, apre la rassegna dedicata alle donne che hanno cambiato la storia. Omaggio a Alba Chiara Baroni

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Riva del Garda, al via «Madri Costituenti»: tra memoria, diritti e parità di genere

di Sara Santolini

Nel giorno della Festa della Repubblica che ricorda il referendum istituzionale e il suffragio universale, apre la rassegna dedicata alle donne che hanno cambiato la storia. Omaggio a Alba Chiara Baroni

Una foto che rappresenta la prima volta delle donne italiane al voto, ricostruita dall’AI

A Riva del Garda apre la rassegna Madri Costituenti. Donne che scrivono il futuro, nell’ambito del festival culturale Eutropia: mostre e incontri sul tema della parità di genere e della resistenza delle donne, omaggio anche alle «madri costituenti», protagoniste della nascita della Repubblica. Tra chi ha promosso la rassegna, l’associazione Alba Chiara, nata in memoria di Alba Chiara Baroni, uccisa in un femminicidio con quattro colpi di pistola dall’ex Mattia Stanga nel 2017 a Tenno. «Lavoriamo soprattutto per la parità di genere, per creare quella cultura che renda impossibile il femminicidio», sottolinea Massimo Baroni, padre di Alba Chiara, giovane pittrice. La morte di Alba Chiara Baroni è un dolore che la famiglia e la comunità trentina hanno scelto di trasformare in motore di cambiamento sociale. È proprio da questo impegno che è nata l’associazione Alba Chiara aps, fondata nel 2021: una realtà che mette al centro la sensibilizzazione, l’educazione affettiva e la decostruzione degli stereotipi di genere.

Il ricordo di Alba Chiara Baroni

Massimo Baroni dice: «Oggi qualche piccolo cambiamento culturale c’è, ma quando è morta Alba Chiara era difficile anche usare la parola “femminicidio”, dava fastidio». Una resistenza culturale e istituzionale così radicata che, nel maggio 2018, il sindaco di Tenno arrivò a dimettersi a causa delle accese polemiche nate in consiglio comunale sulla stele in memoria di Alba Chiara Baroni, che riportava esplicitamente la parola «femminicidio».
Il 2 giugno si celebra in Italia la Festa della Repubblica, ricorrenza nazionale che commemora il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, in cui con il voto si scelse tra la Monarchia e Repubblica, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e il ventennio fascista. E fu anche la prima volta nella storia d’Italia in cui le donne hanno potuto votare. Oggi, in questa data-simbolo, apre in sala Craffonara a Riva del Garda la mostra Libere e Sovrane. Le donne che hanno fatto la Costituzione (fino al 9 giugno), dedicata alle elette all’Assemblea Costituente nel 1946, protagoniste della nascita della Repubblica raccontate attraverso pannelli e approfondimenti storici curati da Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi e Novella Volani, in collaborazione con la Casa delle Donne di Rovereto e Se non ora quando? Trentino. 

Cecilia Sala 

Giovedì nel Cortile della Rocca di Riva, protagonista la giornalista Cecilia Sala nell’incontro Donne che lottano. Dalla Costituente a Teheran, dedicato alle resistenze femminili e alla condizione delle donne iraniane. S abato, Il cammino della libertà, lettura itinerante guidata da Veronica Pacini. La rassegna è organizzata da Alba Chiara aps con Anpi Alto Garda, nell’ambito del festival culturale Eutropia. La scelta di dedicare un appuntamento alle «Madri Costituenti» è nell’ambito del contrasto alla violenza di genere alla memoria. La mostra Libere e Sovrane. Le donne che hanno fatto la Costituzione dedicata alle 21 elette all’Assemblea Costituente nel 1946, perché «parlare oggi di queste figure significa attualizzarle».

Lottare per i propri diritti

«Quello che per noi è memoria - spiega Emanuela Skulina, vicepresidente di Alba Chiara aps - è il quotidiano di tante ragazze e ragazzi in altre parti del mondo che lottano per i propri diritti. Per questo cerchiamo di creare punti di domanda dove esistono solo punti esclamativi. È importanza stimolare una riflessione soprattutto tra i giovani e le giovani». Il festival Eutropia prende il nome da una delle città invisibili di Italo Calvino, la città degli scambi e delle connessioni, si propone come un progetto diffuso per scuole, famiglie, persone che abitano la città. In questo orizzonte, la memoria storica si fonde con le urgenze attuali: giovedì alle 20.30, nel Cortile della Rocca di Riva è protagonista la giornalista Cecilia, «Donne che lottano. Dalla Costituente a Teheran», è dedicato alle resistenze femminili e alla condizione delle donne iraniane, rappresenta un ponte ideale tra le battaglie di ieri e quelle di chi, ancora oggi, rischia la vita per i diritti.

Per chi ha organizzato la rassegna, il ricordo delle conquiste del passato deve tradursi in azione quotidiana. «Le donne non hanno ricevuto un regalo, ma hanno conquistato i loro diritti con lotte importanti, ricordarlo è un atto dovuto - sottolinea Gianantonio Pflegher, presidente di Anpi Alto Garda - . La Resistenza continua ogni giorno - ribadisce Pflegher - nelle battaglie contro le discriminazioni». Le storie delle «Madri Costituenti», quelle delle donne iraniane e il ricordo di Alba Chiara si intrecciano in un unico racconto: quello di un cammino comune per la libertà e i diritti di tutte.

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2 giugno 2026

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