Il 2 giugno, genesi di una festa
Corriere della Sera - Cultura

Il 2 giugno, genesi di una festa

Lunedì 1 giugno 2026
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Nel corso dei suoi 80 anni di storia la festa del 2 giugno, che rievoca la nascita della Repubblica Italiana nel 1946, non è sempre stata celebrata allo stesso modo (e neanche nello stesso giorno). Dalla parata militare all'apertura dei Giardini del Quirinale, a quella volta che le celebrazioni traslocarono da Roma....

MARTEDì 2 GIUGNO 2026

Il 2 giugno, genesi di una festa

Nel corso dei suoi 80 anni di storia la festa del 2 giugno, che rievoca la nascita della Repubblica Italiana nel 1946, non è sempre stata celebrata allo stesso modo (e neanche nello stesso giorno). Dalla parata militare all'apertura dei Giardini del Quirinale, a quella volta che le celebrazioni traslocarono da Roma....

di ANTONIO CARIOTI

Diciamo la verità. Il 2 giugno non è mai stato una festa molto popolare. A destra c’era persino chi gettava pretestuosamente l’ombra dei brogli sull’esito del referendum istituzionale, quindi sulla nascita della Repubblica. A sinistra si preferiva di gran lunga il 25 aprile,con il richiamo alla lotta partigiana, e inoltre non andava tanto giù la parata militare lungo i Fori Imperiali con cui si celebrava la ricorrenza: un’esibizione di armi e soldati sgradita ai pacifisti e anche dannosa, dato l’effetto del passaggio di pesanti mezzi blindati, per le vestigia dell’antichità romana.

Quando nel 1977 il governo Andreotti della non sfiducia, appoggiato indirettamente con l’astensione anche dal Partito comunista, decise che la ricorrenza della Repubblica diventasse una festa «mobile», cioè da celebrare non il giorno della data esatta, ma nella prima domenica di giugno, non si levarono grandi proteste da parte dell’opinione pubblica. Bisognava risparmiare risorse in una fase di crisi economicae appariva opportuno recuperare un giorno di lavoro nel calendario italiano.

Poi nel 1992 un altro cambiamento: il neoeletto presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ritenne che s’imponesse un’ulteriore stretta ai cordoni della borsa e annullò non solo la parata, ma anche il tradizionale e costoso ricevimento diplomatico: meglio aprire al pubblico i giardini del Quirinale. Tra l’altro l’Italia era scossa e in lutto per il terribile attentato di Capaciin cui era rimasto ucciso il magistrato Giovanni Falcone il 23 maggio 1992.

A recuperare e riabilitare il 2 giugno fu Carlo Azeglio Ciampi, capo dello Stato che da giovane aveva militato nel Partito d’Azione (strenuo sostenitore della necessità di abolire la monarchia) e legato alle idee del filone risorgimentale democratico,che con Giuseppe Mazzini aveva invocato la Repubblica sin dalla fondazione della Giovine Italia, nel 1831. 

Su impulso del nuovo presidente, eletto nel 1999, si tornò alla parata, sia pure svolta in forma meno marzialedi una volta, e la stessa festività del 2 giugno fu ripristinata nel 2001.

Da allora la celebrazione della Repubblica è tornata in auge, anche perché risulta di fatto più inclusiva del 25 aprile,usato spesso per delegittimare le forze di destra (soprattutto quando sono al governo) e divenuto da alcuni anni occasione di polemiche, anzi perfino di qualche tafferuglio, tra gruppi che invocano la lotta di Liberazione per sostenere tesi opposte su questioni attuali di politica internazionale come le guerre in Ucraina e a Gaza.

In realtà anche prima del 1977 il 2 giugno aveva conosciuto alcune varianti nell’impianto celebrativo. Nel 1949 era stato commemorato non sui Fori Imperiali, ma davanti al Circo Massimo, dove venne inaugurato un maestoso monumento a Mazzini nel centenario dell’effimera Repubblica Romana di cui il patriota genovese, dopo la fuga del Papa Pio IX a Gaeta, era stato uno dei governanti. E poi, nel 1961, centenario dell’Unità d’Italia, le celebrazioni si erano tenute a Torino,la prima capitale del nuovo Stato unitario che raccoglieva l’eredità del Regno di Sardegna e ancora non comprendeva Roma, congiunta al resto del Paese soltanto nel 1870, in seguito alla breccia di Porta Pia e alla soppressione del potere temporale della Chiesa cattolica.

Da ricordare infine che la parata era stata annullata due volte per ragioni di rispetto nei riguardi di eventi luttuosi. Nel 1963 a causa dell’agonia di Papa Giovanni XXIII, che sarebbe morto il 3 giugnodi quell’anno. E nel 1976 per via del clima di dolore provocato dal tragico terremoto che aveva colpito il Friuli il 6 maggio, con un migliaio di vittime.

Nell'immagine: Roma, primo giugno 2026: apertura dei Giardini del Quirinale riservata alle fasce deboli della popolazione per la ricorrenza della Festa della Repubblica (Mauro Scrobogna / LaPresse). Quest'anno, oltre alla tradizionale parata militare ai Fori Imperiali, è in programma un evento aperto al pubblico sulla piazza del Quirinale voluto dal presidenteSergio Mattarella per celebrare gli ottant'anni della Repubblica. 

Su «la Lettura» #757 in edicola e in questa App, tre articoli dedicati al 2 giugno, a 80 anni dalla nascita della Repubblica : Marco Ventura scrive del libro di Luigi Accattoli ed Emilia Flocchini «Otto alla Costituente. Gli uomini di Dio che hanno fondato la Repubblica (San Paolo, pp. 144 euro 15); Ursula Beretta scrive su quello di Serena Dandini «Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica» (prefazione di Michela Ponzani, Einaudi Stile libero, pp. 306, euro 19) e Jessica Chia su «Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista» di Sara Rattaro (Piemme, pp. 304, euro 18,90).

1 giugno 2026 ( modifica il 1 giugno 2026 | 19:54)

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