Il Museo del Libro che manca a Milano
L’edificio storico milanese, Palazzo Sormani, ha ospitato nel dopoguerra la biblioteca civica comunale che l’anno prossimo confluirà nella nuova Biblioteca Europea di Informazione e Comunicazione (BEIC) con una nuova sede (in Porta Vittoria). Come stabilito dalla Giunta comunale, l’uso di Palazzo Sormani, dopo il trasferimento, dovrà restare comunque di carattere culturale. Ora, non c’è nulla di più «culturale» nella storia e nel presente di Milano quanto l’editoria, ovvero il libro
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Il Museo del Libro che manca a Milano
Paolo Di Stefano | 1 giugno 2026L’edificio storico milanese, Palazzo Sormani, ha ospitato nel dopoguerra la biblioteca civica comunale che l’anno prossimo confluirà nella nuova Biblioteca Europea di Informazione e Comunicazione (BEIC) con una nuova sede (in Porta Vittoria). Come stabilito dalla Giunta comunale, l’uso di Palazzo Sormani, dopo il trasferimento, dovrà restare comunque di carattere culturale. Ora, non c’è nulla di più «culturale» nella storia e nel presente di Milano quanto l’editoria, ovvero il libro
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Ci si meraviglia che ancora si stia a discutere sul destino di Palazzo Sormani. L’edificio storico milanese ha ospitato nel dopoguerra la biblioteca civica comunale che l’anno prossimo confluirà nella nuova Biblioteca Europea di Informazione e Comunicazione (BEIC) con una nuova sede (in Porta Vittoria). Come stabilito dalla Giunta comunale, l’uso di Palazzo Sormani, dopo il trasferimento, dovrà restare comunque di carattere culturale. Ora, non c’è nulla di più «culturale» nella storia e nel presente di Milano quanto l’editoria, ovvero il libro, con tutto ciò che esso comporta, sia in materia di contenuti sia in materia di arte, di materialità grafica, di design. Milano è (stata) la capitale dell’editoria libraria italiana e una delle capitali europee. Qui le grandi case hanno trovato il loro tessuto di crescita, e gli scrittori e gli intellettuali sono sempre confluiti a Milano per lavorare dentro le piccole e grandi officine che producevano libri, cioè cultura letteraria, artistica, scientifica eccetera. Senza risalire alle radici ottocentesche (Treves, Sonzogno eccetera), i nomi di Mondadori, Rizzoli, Garzanti, Longanesi, Bompiani, Feltrinelli, Adelphi, con la loro lungimiranza, i loro orientamenti, le reti di rapporti e di amicizie, sono solo i più noti (nel mondo).
E se si guarda fuori Milano (Laterza, Zanichelli, Einaudi, Boringhieri, Sellerio…), si capisce che è questa la punta di diamante di quello che chiamiamo Made in Italy. Dunque? Niente di più ovvio (e di meglio) che immaginare un Museo del Libro, magari accogliendo insieme la proposta che arriva da BookCity, Fondazione Mondadori, Teatro della Scala, Piccolo Teatro, Apice e università, per riunire nello stesso luogo i patrimoni documentari, manoscritti e fotografici, fondi artistici ed editoriali, testimoni della congiunzione felice tra industria e cultura peculiare della città.
Pensare a che cosa sarebbe un Museo in cui fare ricerca, attivare curiosità e incontri e insieme mostrare la vitalità dei centri editoriali, gli intrecci di idee e di umanità che hanno prodotto grandi opere, romanzi, saggi, eccetera, le collane con meravigliose copertine disegnate dai maggiori artisti (mondiali) della grafica. Un’iniziativa coraggiosa di fiducia in quell’oggetto insostituibile di scoperta che resta il libro. Il Museo di storia della cultura più bello, più sorprendente e più utile del Mondo.
1 giugno 2026
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