Festa del 2 Giugno, la strana storia del Grande Toro schierato per la Repubblica (e del volantino che ne sarebbe la prova)
La notizia circola in città da anni: su un foglio del Pci otto degli Invincibili invitavano gli sportivi torinesi a votare per la Repubblica. Il giornalista Valerio Moggia lancia un'appello in cerca di copie originali
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Festa del 2 Giugno, la strana storia del Grande Toro schierato per la Repubblica (e del volantino che ne sarebbe la prova)
di Rosalba GragliaLa notizia circola in città da anni: su un foglio del Pci otto degli Invincibili invitavano gli sportivi torinesi a votare per la Repubblica. Il giornalista Valerio Moggia lancia un'appello in cerca di copie originali
Che fine ha fatto il misterioso volantino per il referendum del 2 giugno del Grande Torino? Il Toro era schierato ufficialmente per la Repubblica? E soprattutto qualcuno possiede ancora una copia di quel vecchio volantino del Partito Comunista Italiano in cui otto calciatori invitavano gli «sportivi torinesi» a votare per la Repubblica al referendum di 80 anni fa e che sembra sparito nel nulla?
Il Toro «schierato»
La caccia al misterioso volantino è cominciata qualche anno fa ed è stata rilanciata in questi giorni dal giornalista Valerio Moggia su Pallonate in Faccia, sito che racconta il calcio attraverso la storia e la politica, compreso un podcast. Ed è una storia che merita di essere raccontata, anche perchè proprio di recente ha avuto una conferma quasi ufficiale, ma altrettanto avvolta dal mistero. Il volantino invita a pertamente a votare per la Repubblica e gli otto calciatori - nomi importanti: Mario Rigamonti, Guglielmo Gabetto, Ezio Loik e Valentino Mazzola (tutti deceduti a Superga), oltre al secondo portiere Alfredo Bodoira, ad Alfonso Santagiuliana, Sergio Piacentini e Antonio Janni (che all’epoca guidava la squadra giovanile) - dichiarano «Siamo lavoratori e come tutti i lavoratori italiani voteremo per la Repubblica». C’è poi una dichiarazione attribuita a un «arbitro Manuelli» che avrebbe detto: «Votando per la Repubblica e per il Partito Comunista Italiano si è certi di realizzare il ‘goal’ della vittoria per la rinascita del paese».
Gli indizi e le prove
Una presa di posizione politica del calcio italiano fin troppo netta e proprio dai giocatori della squadra che in quegli anni dominava il campionato. Che alcuni giocatori del Toro sostenessero la Repubblica non sorprende , molti arrivavano da famiglie operaie, Gabetto era cresciuto ad Aurora, Mazzola in una modesta famiglia di Cassano d’Adda, l’allenatore della squadra era l’ebreo ungherese Ernő Erbstein, protetto dal presidente del Torino, Ferruccio Novo, ai tempi delle leggi razziali fasciste. Ma è vero quel volantino o una fake confezionata ad arte? Chi ha raccolto le dichiarazioni? Sono veritiere o volutamente esagerate a scopo di propaganda? Nei giorni del referendum il campionato era ancora in corso, il Torino era il favorito per la vittoria finale, i Granata avevano vinto ogni partita, 16 gol senza subirne nessuno. Solo il 30 maggio, nell’ultimo derby prima del referendum, avevano perso per 1-0 contro la Juventus, che però in classifica era indietro di 4 punti. Il Torino era la squadra più popolare e dichiarazioni così nette non potevano non pesare nella scelta del 2 giugno.
Il volantino e un articolo misterioso
Sparito per decenni, il misterioso volantino sarebbe ricomparso su Facebook il 4 maggio 2020, per ricordare l’impegno politico dei granata nell’anniversario di Superga, e forse prima in un post del 2018 dello scrittore Rudi Ghedini. Moggia ha provato a rintracciare lui come altri protagonisti ma senza successo. l’Istituto Storico della Resistenza e l’Istituto Gramsci non hanno notizie, al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata di Grugliasco non c’è traccia del volantino. Ora però è emerso dalle ricerche di Moggia un articolo (redazionale, senza firma), frutto di «un'intervista ai giocatori negli spogliatoi dopo un allenamento» e pubblicato sull’Unità il 29 maggio 1946, da cui con ogni probabilità sono state riprese le foto e le dichiarazioni del volantino. Mazzola dichiara nel pezzo: «Qui nel Toro siamo in molti ad essere repubblicani». E aggiunge. “«Io penso sia saggio per tutti gli italiani votare per la Repubblica. La Monarchia non ci ha dato che guerre e grane». E sarebbe Loik, a dichiarare «Sono un lavoratore e come tutti i lavoratori voterò per la Repubblica». Sport apolitico? Si, ma «noi che lo esercitiamo siamo gente che pensa e abbiamo le nostre idee», chiosa Gabetto. È da questa intervista che è nato il volantino? Se qualcuno ne possiede una copia si faccia avanti. Potrebbe essere l’inizio di un tassello in più nel mito del Grande Torino.
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1 giugno 2026
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