Ricordiamo le «madri» della patria
Il 2 giugno 1946 festeggiamo la Repubblica ma celebriamo anche la prima volta, nella storia italiana, che le donne parteciparono al voto e furono quasi 13 milioni ad affollare i seggi
Ricordiamo le «madri» della patria
Paolo Fallai | 31 maggio 2026Il 2 giugno 1946 festeggiamo la Repubblica ma celebriamo anche la prima volta, nella storia italiana, che le donne parteciparono al voto e furono quasi 13 milioni ad affollare i seggi
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Il 2 giugno non festeggiamo solo l’ottantesimo anniversario della Repubblica. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 mila vittime di cui più di 85 mila civili. Quel 2 giugno 1946 ha premiato la Repubblica esiliando una monarchia sabauda vile e complice del fascismo. L’anniversario celebra anche la prima volta, nella storia italiana, che le donne parteciparono al voto e furono quasi 13 milioni ad affollare i seggi.
Quel giorno vennero eletti anche i 556 deputati chiamati a far parte dell’Assemblea costituente. Eletti che in soli 18 mesi scrissero il testo della nostra Carta costituzionale che sarebbe entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Tra quei 556, per la prima volta nella nostra storia, c’erano 21 donne. Molti libri celebrano quelle prime 21 costituenti, ma non sembra che il nostro Paese sia abbastanza attento al ruolo fondamentale di queste «madri» della patria.
Intanto ricordiamone i nomi e ricordiamoli ai nostri figli che devono anche al loro impegno e al loro coraggio se hanno avuto la fortuna di nascere dalla parte «buona» della storia e sulla sponda giusta del Mediterraneo.
Di quelle 21 deputate 9 figuravano nelle liste della Democrazia cristiana: Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio. Nove erano state candidate dal Partito comunista italiano: Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi. Due erano in lista con il Partito Socialista: Bianca Bianchi e Angelina (Lina) Merlin. Una, infine, nella lista del Fronte dell’Uomo Qualunque: Ottavia Penna Buscemi. Ventuno donne diverse, partigiane, insegnanti, sindacaliste, intellettuali, operaie, determinanti per scrivere una Costituzione che ancora ci rende orgogliosi.
31 maggio 2026
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